Pervietà del dotto di Botallo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Pervietà del dotto di Botallo
Heart Cross Section with Patent Ductus Ateriosus-IT.png
Sezione di un cuore con pervietà del dotto Botallo
Specialità genetica clinica
Eziologia Congenita
Sede colpita Cuore
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 747.0
ICD-10 Q25.0
OMIM 607411
MeSH D004374
MedlinePlus 001560
eMedicine 891096

La pervietà del dotto di Botallo è una condizione patologica congenita del cuore in cui il dotto arterioso di Botallo di un neonato non riesce a chiudersi dopo la nascita. I sintomi precoci sono rari, ma nel primo anno di vita essi includono aumento del carico respiratorio e scarso aumento di peso. Con l'avanzare dell'età tale condizione, se non corretta, può portare a insufficienza cardiaca congestizia.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Tale condizione è comune nei neonati con problemi respiratori persistenti e ipossia, e ha un'alta incidenza nei bambini prematuri per via del loro cuore non del tutto formato. Si stima che tale condizioni si riscontri tra il 6% e il 10% dei nati a termine e in circa il 40% dei nati prematuri.[1]

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Il dotto arterioso di Botallo è un normale vaso sanguigno fetale che si chiude tra le prime 12 ore fino alle prime 12 settimane dopo la nascita. Nel caso rimanesse pervio dopo le 12 settimane, si può ritenerlo patologico.

A permettere la chiusura di tale Dotto, è l'alta pressione di ossigeno (pO2) che il neonato attiva con i primi vagiti per mezzo della respirazione polmonare.

La situazione patologica avviene quando rimane pervio, ovvero non si chiude, portando di conseguenza ad un flusso irregolare di sangue tra due delle più importanti arterie vicino al cuore, l'aorta e l'arteria polmonare. Questo può comportare problemi respiratori e ipossia, cioè un apporto insufficiente di ossigeno.

Tale pervietà permette ad una parte del sangue ossigenato di fluire dal cuore sinistro indietro verso i polmoni, in quanto l'aorta ha una pressione maggiore rispetto all'arteria polmonare. Se questo shunt è discretamente rilevante, il neonato presenta difficoltà respiratorie, in quanto il fluido aggiuntivo che ritorna ai polmoni aumenta la pressione polmonare al punto che il neonato accusa una maggiore difficoltà a gonfiare i polmoni. Pertanto esso utilizzerà più calorie rispetto al normale e ciò spesso interferisce con l'alimentazione della prima infanzia. Questa condizione prende il nome di chiama insufficienza cardiaca congestizia.

In alcuni casi, come nella trasposizione dei grossi vasi (l'arteria polmonare e l'aorta), il dotto di Botallo deve rimanere pervio. In questa condizione cardiovascolare, la pervietà di tale dotto è l'unico modo perché il sangue ossigenato si possa mescolare con il sangue non ossigenato. In questi casi, le prostaglandine vengono utilizzate per mantenere il dotto aperto.

Un altro esempio dove il PDA (Dotto di Botallo Pervio) è una fonte di salvezza è la Tetralogia di Fallot (TF) la quale patologia, a causa della stenosi della valvola/tronco polmonare, fa mancare il flusso sanguigno al circolo polmonare causando cianosi al neonato. Il Dotto di Botallo Pervio, permette al sangue di perfondere il piccolo circolo stabilizzandolo momentaneamente in attesa di un intervento chirurgico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dotto di Botallo aperto, Ospedale Niguarda. URL consultato l'11 settembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina