Paul Carell

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Paul Carell, pseudonimo di Paul Karl Schmidt (Kelbra, 2 novembre 1911Rottach-Egern, 20 giugno 1997), è stato un funzionario e scrittore tedesco, importante dirigente della propaganda del Terzo Reich e autore di narrazioni storiche dedicate alle campagne della seconda guerra mondiale raccontate dal punto di vista tedesco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi laureato nel 1934, Paul Karl Schmidt, membro del Partito Nazista dal 1931, e delle SS dal 1938, venne promosso Obersturmbannführer delle Allgemeine-SS civili nel 1940 e dallo stesso anno diresse il Dipartimento Stampa del Ministero degli Esteri della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale alle dipendenze del ministro Joachim von Ribbentrop[1]. Schmidt organizzava la conferenza stampa quotidiana del Ministero degli Esteri e collaborava nella direzione della propaganda di guerra con Otto Dietrich (Reichspressechef di Adolf Hitler) e con Hans Fritzsche (capo ufficio stampa del Ministero della Propaganda di Joseph Goebbels). Schmidt aderì pienamente, nel suo ruolo di propagandista, alle politiche anti-ebraiche del Terzo Reich e al programma di annientamento degli ebrei d'Europa; nella sua propaganda tratteggiò il "problema ebraico" come "una questione di igiene politica" escludendo qualsiasi argomento di "umanità" o "religione"[2].

Dopo la guerra Paul Karl Schmidt divenne, con lo pseudonimo di Paul Carell, un autore di successo e scrisse come giornalista freelance sotto vari nomi (come, ad esempio, P. C. Holm) per giornali come Die Welt e Die Zeit. Scrisse anche per le riviste Norddeutsche Rundschau e Spiegel, e pubblicò alcuni resoconti di storie di guerra per Der Landser.

Autore di efficaci opere dedicate alle campagne della Wehrmacht durante la guerra (Die Wüstenfüchse - "Le volpi del deserto" - sulla campagna del Nordafrica, Sie Kommen! - "Arrivano!" - sulla battaglia di Normandia, Unternehmen Barbarossa - "Operazione Barbarossa" - e Verbrannte Erde - "Terra bruciata" - dedicati al fronte orientale), mostrò notevole abilità narrativa rappresentando in termini sostanzialmente positivi le qualità e la condotta bellica degli ufficiali e dei soldati tedeschi, tratteggiati con abilità ed empatia durante le loro interminabili e durissime giornate di combattimento nel corso delle alterne vicende del conflitto.

Aderendo alla tradizionale rappresentazione della guerra perduta soprattutto a causa degli errori di condotta bellica di Adolf Hitler, Carell narra, con dovizia di particolari e con uno stile a tratti avvincente, le imprese, le vittorie e le sconfitte della Wehrmacht su tutti i fronti. Soprattutto nella narrazione della campagna di Russia l'autore peraltro si limita ad un'esposizione cronachistica delle battaglie utilizzando un numero limitato fonti sovietiche di dubbia attendibilità ed evitando qualsiasi riferimento ai crimini tedeschi ed alle politiche di annientamento portate avanti all'est dall'apparato polico-militare della Germania nazista[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ R.Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa, p. 577, organigramma del Ministero degli Esteri tedesco.
  2. ^ R.Hilberg, La distruzione degli ebrei d'Europa, p. 756. L'autore riporta le dichiarazioni di Schmidt ai giornalisti della stampa nel giugno 1943 in cui definì il "giudaismo" come un "agente di infezione politica" da combattere "ovunque si trovi".
  3. ^ Introduzione di Raimondo Luraghi a: P.Carell, Operazione Barbarossa, pp. 7-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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