Patio de los Naranjos

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'analogo spazio aperto nella Cattedrale di Cordova, vedi Grande moschea di Cordova.
Il Patio de los Naranjos.
Giralda de Sevilla con adornos.JPG

Il Patio de los Naranjos (cortile degli aranci) è uno spazio aperto costituito da un terreno piantumato con alberi di arancio annesso alla Cattedrale di Siviglia, sorta sul terreno ove si trovava la moschea almohade.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il patio ha una forma rettangolare e le sue dimensioni sono di 43 per 81 metri. I lavori iniziarono nel 1172 e si conclusero nel 1186. Dopo la caduta della città in mano cristiana, il cortile servì come cimitero.

I lati minori consistevano di sette archi centrali, mentre quello maggiore era dotati di tredici archi e quello centrale era corrispondente all'ingresso principale del sito arabo originario, ora conosciuto come Puerta del Perdón. L'ex sala di preghiera della moschea è il luogo in cui oggi sorge la Puerta de la Concepción. Questa porta, rimasta incompiuta,[1] è decorata in stile rinascimentale e si distacca dalla parte superiore visigota. A sinistra di questo accesso se ne trova un altro, detto Puerta del Lagarto, riconoscibile per la presenza di una raffigurazione di un coccodrillo[1].

Il patio risulta oggi risulta integrato nella struttura della cattedrale. Nel tempo ha subito molte modifiche che lo hanno privato delle sue caratteristiche originarie. Nel 1618 l'ala ovest venne demolita per erigere la Chiesa del Tabernacolo (nota anche come Sagrario[1]) che diede al recinto la connotazione di notevole carattere religioso.

Oltre alla Chiesa del Tabernacolo, sul patio si affacciano anche la Sagrestia della Cattedrale e la Biblioteca colombina. Fuori dalla biblioteca trova inoltre posto un pulpito del Cinquecento.[1]

Chiesa del Tabernacolo[modifica | modifica wikitesto]

Costruita in stile barocco tra il 1618 e il 1642, la chiesa è un edificio a navata unica, sulla quale si affacciano cappelle curate da artisti come José de Arce, Pedro Roldán e Francisco Dionisio de Ribas. La chiesa è dotata inoltre di una cripta che ospita le sepolture di alcuni degli arcivescovi di Siviglia.[1]

Biblioteca colombina[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata nel 1551 per via di un legato testamentario di Fernando Colombo, la biblioteca ospita testi miniati che coprono un arco di tempo dal XII al XV secolo, oltre a incunaboli e scritti di Cristoforo Colombo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f TCI, p. 212.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Cruciani e Piero Lucca, Siviglia, in GUIDA D'EUROPA, Spagna Portogallo, Milano, Touring Club Italiano, 1975.
  • (ES) Santiago Montoto, Esquinas y conventos de Sevilla, Siviglia, Università di Siviglia, 1991, pp. 53-56, ISBN 84-74056-713.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]