Pantite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pantite (in greco antico: Παντίτης, Pantìtes; Sparta, VI secolo a.C.Sparta, 480 a.C.) è stato un militare spartano, uno dei due sopravvissuti dei Trecento inviati alla battaglia delle Termopili (480 a.C.).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'unico riferimento giunto fino a noi su questo personaggio si trova nel libro VII delle Storie di Erodoto.[1] Re Leonida ordinò a Pantite di recarsi in Tessaglia, forse per reclutare alleati per la battaglia imminente. Tuttavia, Pantite non riuscì a tornare alle Termopili in tempo per la battaglia, arrivando quando tutti i suoi compagni erano stati uccisi. Quando tornò a Sparta, fu evitato come un "tremulo", cioè colui che ha tremato, ed emarginato. Incapace di vivere con la sua disgrazia, si impiccò.[1] Erodoto lo ricorda insieme ad un altro guerriero sopravvissuto alla battaglia, Aristodemo.

(GRC)

« λέγεται δὲ καὶ ἄλλον ἀποπεμφθέντα ἄγγελον ἐς Θεσσαλίην τῶν τριηκοσίων τούτων περιγενέσθαι, τῷ οὔνομα εἶναι Παντίτην· νοστήσαντα δὲ τοῦτον ἐς Σπάρτην, ὡς ἠτίμωτο, ἀπάγξασθαι. »

(IT)

« Si narra che anche un altro di questi trecento, di nome Pantite, inviato messaggero in Tessaglia, poté salvarsi: costui, al suo ritorno a Sparta, vedendosi disonorato, si impiccò. »

(Erodoto, Storie, VII, 233)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Erodoto, VII, 233.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie