Pallone di Santa Celestina

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Il Pallone di Santa Celestina (2011)

Il Pallone di Santa Celestina è una mongolfiera realizzata in carta e alimentata solamente da aria calda che viene lanciata ogni anno l'8 settembre a San Marcello Pistoiese in occasione della ricorrenza di Santa Celestina, patrona della Montagna pistoiese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1832 i fratelli Tommaso e Bartolomeo Cini, durante un viaggio in Francia e Svizzera, hanno l'occasione di conoscere ad Annonay il figlio di Joseph Montgolfier, Elia. Contraccambiando la visita nel 1835 Elia Montgolfier dona ai Cini, proprietari della cartiera de La Lima[1], una formula per la produzione di carta per palloni ad aria calda e, molto probabilmente, anche alcuni disegni per la loro costruzione. La data del lancio del primo aerostato è incerta. Con buona probabilità risale al 1838 in occasione della festa in onore della famiglia Cini premiata con la medaglia d'oro alla prima esposizione dei prodotti delle manifatture toscane[1], organizzata dall'Accademia dei Georgofili. Per l'occasione fu anche ripristinata la solenne processione religiosa in onore di Santa Celestina accompagnata dalla banda musicale diretta dal maestro Giovanni Rettori. I colori scelti per il Pallone furono quelli della bandiera della Guardia Civica di cui Bartolomeo Cini era comandante[2]: verde, bianco e rosso disposti in orizzontale. Nella parte centrale lungo tutta la sua circonferenza il Pallone era guarnito da stelle, simbolo della famiglia. La costruzione avviene, sino al 1953, ad opera degli operai della cartiera Cini; la mongolfiera, tenuta sospesa da una fune, veniva poi gonfiata dietro il palazzo Cini-Cartoli, demolito nel 1960, mediante stracci imbevuti di alcol e petrolio e lanciata. Nel 1911, a causa di una epidemia di tifo e del conseguente divieto di assembramenti, viene lanciato il cosiddetto Pallone Crumiro, di dimensioni ridotte. La prima guerra mondiale ne interrompe i lanci; gli anni del Fascismo sono caratterizzati dalla presenza del fascio littorio. L'ultimo lancio anteguerra nel 1939, avviene in una giornata molto ventosa tanto da farlo incendiare, simbolo di pessimo presagio. La costruzione riprenderà nel 1953, non più ad opera della Cartiera Cini, con la tradizionale foggia tricolore ancora utilizzata. La tradizione dice che se il Pallone supera il campanile sarà un anno fortunato per tutta la Montagna, altrimenti no.

Lancio del Pallone di Santa Celestina (2011)

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Il Pallone è costituito da 24 spicchi di carta incollati nei colori bianco, rosso e verde con gale tricolori e azzurre. È alto 15 metri con una circonferenza di 30 metri con un volume totale di 450 m³ e un peso di circa 100 kg. Attualmente è alimentato soltanto da aria calda che viene soffiata nel Pallone prima del lancio. Nel corso della sua storia è stato alimentato prima da stoppacci imbevuti di petrolio e poi da combustibile solido (meta).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Nidia Danelon Vasoli, Giovanni Cini, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 10 settembre 2013..
  2. ^ Nidia Danelon Vasoli, Bartolomeo Cini, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 10 settembre 2013..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Lori (a cura di), Santa Celestina a San Marcello Pistoiese. La montagna festeggia la sua patrona, San Marcello Pistoise, SOMS A. Baccarini, 2012
  • Claudio Rosati, Feste e gente nel Pistoiese, Pistoia, B&D s.r.l. divisione Etruria Editrice, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]