Palazzo Mocenigo (Santa Croce)

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Museo di Palazzo Mocenigo
Venezia - Palazzo Mocenigo presso San Stae . Foto di Paolo Steffan.jpg
Serliana della facciata sulla salizada
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVenezia
IndirizzoSalizada di San Stae
Coordinate45°26′26.2″N 12°19′47.43″E / 45.440611°N 12.329843°E45.440611; 12.329843Coordinate: 45°26′26.2″N 12°19′47.43″E / 45.440611°N 12.329843°E45.440611; 12.329843
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stilerinascimentale
UsoUffici, museo e biblioteca
Realizzazione
ProprietarioComune di Venezia
Proprietario storicofamiglia Mocenigo

Il Museo di Palazzo Mocenigo è un palazzo di Venezia, situato nel sestiere di Santa Croce, lungo la Salizada di San Stae.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Mocenigo, già esistente nel Cinquecento, è, nelle attuali caratteristiche, di impronta seicentesca, frutto dei lavori di ristrutturazione che la famiglia Mocenigo effettuò sul palazzo agli inizi del XVII secolo, per abitarvi fino al primo Novecento[1].

È il 1945 quando l'ultimo esponente della famiglia, Alvise Nicolò Mocenigo lascia in eredità al Comune di Venezia l'edificio, che diventerà dal 1985 Museo di Palazzo Mocenigo - Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume.

Tale donazione è stata impugnata a partire dalla fine degli anni settanta da Alvise Coletti, discendente per linea femminile della famiglia Mocenigo, il quale rivendicava la sua co-ereditarietà. L'iter giudiziario si è protratto fino all'inizio degli anni '90 quando il Tribunale di Venezia riconosceva la legittimità delle richieste di Coletti, nel frattempo deceduto, e gli riconosceva un indennizzo[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo si compone di cinque livelli: piano terra, Piano Nobile e relativi mezzanini oltre un ammezzato di sottotetto[3].

L'edificio ha due facciate simili, una sulla Salizada di San Stae, una sul rio: entrambe vanno segnalate perché al centro, ai piani nobili, sono aperte da due serliane sovrapposte, che conferiscono alle facciate grande eleganza.

Internamente il palazzo ha affreschi ben conservati presenti nelle sale del primo Piano Nobile.[4].

Uso attuale[modifica | modifica wikitesto]

Centro Studi e Museo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1985 Palazzo Mocenigo è sede del Museo e del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume.

Nella pianta di Jacopo de’ Barbari (1500) si ha documentazione dell’edificio che all’epoca si presentava a base pressoché quadrata con cortile al centro. In seguito il palazzo venne progressivamente ampliato (i discendenti di Nicolò acquistarono delle proprietà adiacenti la loro) e ristrutturato. L’aspetto che conserva attualmente risale probabilmente all’inizio del XVII secolo, ma non si ha alcuna notizia circa i tempi di esecuzione e non se ne conosce l’architetto. Le due facciate esterne, sulla strada (salizàda) e sul canale di San Stae, sono caratterizzate dalle ampie “serliane”, finestre ricorrenti nell’architettura veneziana del XVII/XVIII secolo. Si tratta di trifore con l’apertura centrale ad arco e le due laterali più basse a trabeazione, che consentono, tra l’altro, l’alternarsi di piani nobili e ammezzati. La prima presenta nella parte centrale tre serliane sovrapposte collegate da mensoloni sansoviniani (motivo questo che si ripete anche nelle finestre laterali); l’ala di sinistra si prolunga rendendo così l’insieme non simmetrico e presenta inoltre una parte più bassa rispetto al corpo principale; la zoccolatura è a bugnato. La seconda facciata ha i portoni architravati e le serliane solo nei due piani nobili; le finestre laterali sono suddivise in modo da creare un doppio ordine di stanze e la struttura principale è affiancata da un’ala notevolmente più bassa, con al piano nobile una serliana. Il prospetto sulla salizada rispecchia un gusto più tardo rispetto a quello sul canale, presentando delle linee seicentesche. Il prospetto sulla strada, da cui oggi si accede al palazzo, evidenzia un prolungamento sul lato sinistro, frutto di acquisizioni di edifici adiacenti. La struttura interna è quella tipica delle abitazioni patrizie veneziane, con il grande salone centrale (pòrtego) passante e destinato alle funzioni di rappresentanza, ai cui lati si affacciano le altre stanze. Abitato dai Mocenigo fino a tempi recenti, il palazzo conserva al primo piano nobile affreschi e arredi di gusto rococò o neoclassico risalenti perlopiù alla seconda metà del Settecento. Di particolare rilievo gli affreschi dei soffitti realizzati nel 1787 per le nozze del nipote di Alvise IV con Laura Corner, come quelli di Jacopo Guarana (Verona, 1720 – Venezia, 1808), Giambattista Canal (Venezia, 1745 – 1825) e Giovanni Scajaro (att. Seconda metà sec. XVIII). Notevoli anche le porte in radica e le cornici in legno intagliato e dorato. — I Mocenigo Palazzo Mocenigo di San Stae (traduzione dialettale di Sant’Eustachio) fu abitato per secoli da un ramo della famiglia Mocenigo, una delle più prestigiose del patriziato Veneziano. Da questa illustre famiglia, originaria secondo alcuni dalla Lombardia, secondo altri di Aquileia, provengono ben sette Dogi: Tommaso (1414-23), Pietro (1474-76), Giovanni (1478-85), Alvise I (1570-77; fu il doge vincitore di Lepanto), Alvise II (1700-1709), Alvise III (1722-32), Alvise IV (1763-78). Tra i membri della famiglia Mocenigo numerosi furono procuratori, ambasciatori, capitani, ecclesiastici e uomini di lettere. Il ramo principale della famiglia abitava i palazzi di San Samuele, e agli inizi del Seicento il ramo discendente da Nicolò Mocenigo, fratello del Doge Alvise I, si stabilì nel Palazzo di San Stae — Il Museo di Palazzo Mocenigo Nel 1945 il Palazzo Mocenigo di San Stae, con l’archivio e parte degli arredi, fu donato per disposizione testamentaria al Comune di Venezia da Alvise Nicolò, ultimo discendente della nobile famiglia veneziana, affinché venisse utilizzato “per Galleria d’Arte, a completamento del Museo Correr“. Sul finire degli anni Settanta, alla morte della moglie Costanza Faà di Bruno, pervenirono ai Musei Civici di Venezia le stanze del primo piano nobile con le decorazioni ad affresco e gli arredi, per lo più settecenteschi. Nel 1985, dopo consistenti interventi di restauro, l’appartamento Mocenigo venne aperto al pubblico come museo, senza peraltro perdere il fascino e l’atmosfera della casa vissuta. Nello stesso anno venne istituito a palazzo Mocenigo il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, ospitando le ampie collezioni tessili e di abiti antichi dei Musei Civici – provenienti soprattutto dalle raccolte Correr, Guggenheim, Cini, Grassi – e una biblioteca specializzata, sempre aperta, in cui spicca l’importante raccolta di oltre 13.000 figurini dal ‘700 al ‘900. Il percorso del museo, completamente rinnovato e ampliato nel 2013, si snoda in venti sale al primo piano nobile, raddoppiando le aree espositive aperte nel 1985. L’ambiente nel suo insieme evoca diversi aspetti della vita e delle attività del patriziato veneziano tra XVII e XVIII secolo, ed è popolato da manichini che indossano preziosi abiti e accessori antichi appartenenti al Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume. Moda e costume, con particolare riferimento alla storia della città, caratterizzano dunque da subito la ricerca e l’attività espositiva del museo, nel contesto ambientale del palazzo gentilizio dei Mocenigo.

Il Palazzo si snoda in venti sale al primo piano nobile, raddoppiando le aree espositive aperte nel 1985. Con un allestimento concepito dal Maestro Pier Luigi Pizzi, architetto, regista e scenografo di fama internazionale, gli arredi e i dipinti del palazzo sono stati integrati con un gran numero di opere, provenienti da diversi settori e depositi dei Musei Civici di Venezia, con un lavoro di recupero e valorizzazione di tele e pastelli, suppellettili e vetri, mai esposti prima. L’ambiente nel suo insieme evoca diversi aspetti della vita e delle attività del patriziato veneziano tra XVII e XVIII secolo, ed è popolato da manichini che indossano preziosi abiti e accessori antichi appartenenti al Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, annesso al Museo. Realizzati in tessuti operati, impreziositi da ricami e merletti, essi documentano la perizia degli artigiani del tempo e l’eleganza raffinata e lussuosa per la quale i veneziani erano famosi. Consentono inoltre di apprezzare la specificità del museo riguardo alla storia della moda e delle sue continue declinazioni evolutive, sia dal punto di vista del tessile che dell’abbigliamento.

Il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume è stato istituito nel 1985, con sede a palazzo Mocenigo. Si compone di ricche e articolate raccolte, materiali tessili e librari provenienti dal disciolto Centro Internazionale delle Arti e del Costume di palazzo Grassi e dalle collezioni di Vittorio Cini, acquistate dal Comune di Venezia rispettivamente nel 1981 e nel 1985. Queste collezioni vengono ad affiancarsi alle importanti raccolte tessili dei Civici Musei Veneziani che, un tempo conservate al Museo Correr e Ca’ Rezzonico, stanno ora trovando sistemazione a palazzo Mocenigo.

Altri materiali provenienti dal centro di palazzo Grassi sono la raccolta di tessuti antichi, costituita da 1300 pezzi circa, che comprendono reperti copti ed esemplari databili tra XIV e il XIX secolo; la raccolta di tessuti moderni provenienti dalle maggiori manifatture italiane della prima metà del Novecento.

Di eccezionale valore storico e artistico è la raccolta di tessuti provenienti dalle collezioni di Vittorio Cini: 172 tra paramenti sacri, teli e parati dal XV al XVIII secolo, di fattura veneziana, toscana e lionese, con alcuni esemplari di Fiandra e Asia Minore. La raccolta riveste particolare interesse oltre che per l’alta qualità dei pezzi, anche per le inusitate dimensioni delle stoffe, che la rendono unica in Italia.

Ricche e varie sono le collezioni provenienti dal Museo Correr, che comprendono materiali acquisiti per lo più tra Ottocento e Novecento, quando nell’ambito della generale rivalutazione delle arti decorative si diffuse l’interesse per questo settore. La raccolta di tessuti si compone di più di 1000 pezzi e comprende un nucleo di esemplari copti, stoffe e paramenti sacri tra il XIV e il XVII secolo, arazzi e merletti. Di notevole interesse è la collezione di abiti e accessori, 800 pezzi circa, che documenta per lo più la moda del settecento.

Presso il Centro, oltre alla consultazione del materiale librario della biblioteca, è possibile prendere visione dei tessuti di alcune raccolte. Per abiti e accessori è in corso un lavoro di schedatura e magazzinaggio che, oltre a garantire una adeguata conservazione di questi manufatti, permetterà anche una loro consultazione da parte di studiosi e studenti.

Oltre a conservare le preziose raccolte per lo più di provenienza veneziana, il Centro offre agli studiosi un'importante Biblioteca specializzata nel settore. Si compone di ricche e articolate raccolte monografiche, periodiche e di figurini, tutte provenienti dal disciolto Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi, acquistato dal Comune di Venezia nel 1981. Una consistenza libraria specializzata in storia del tessuto e del costume, utilissimo strumento di studio e ricerca.

Il nucleo proveniente da Palazzo Grassi è costituito da circa 16.000 volumi, tra i quali sono presenti anche edizioni antiche mentre il settore dei periodici comprende riviste di moda che coprono un arco cronologico che va dalla fine del ‘700, quando iniziarono a diffondersi queste pubblicazioni, ai giorni nostri. Infine, ma non per questo meno importante, è particolarmente significativa la raccolta di figurini di moda, composta da circa 13.000 esemplari, che costituisce una rassegna iconografica unica nel suo genere.

Risistemata e aperta al pubblico nel 1986, la biblioteca viene ora aggiornata con le più significative e autorevoli pubblicazioni del settore, sia monografiche che periodiche.


Archivi Storici. del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume di Palazzo Mocenigo possiede un patrimonio librario di oltre 20.000 pubblicazioni fra volumi, opuscoli, periodici e figurini. In particolare le raccolte si possono articolare in: monografie e opuscoli dedicati ai principali argomenti del settore (abbigliamento, storia del costume, tessuti…); periodici di moda, tessuto e costume, estinti e viventi; enciclopedie della moda; cataloghi delle esposizioni del settore tessile e dell’abbigliamento; figurini (non catalogati).

Gabinetto Disegni e Stampe

Le incisioni e i figurini presenti in Biblioteca del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume di Palazzo Mocenigo fanno parte del fondo acquistato dal Comune di Venezia nel 1981, dall’ex Centro Internazionale delle Arti e del Costume e forniscono un’ampia e dettagliata panoramica sulla moda europea dell’Ottocento e Novecento. I costumi vengono rappresentati con perizia tecnica raggiungendo, il più delle volte, livelli artistici notevoli perché gran parte di questi svolgevano un ruolo didascalico per quanti volessero adeguare il loro abbigliamento agli ultimi dettami della moda in auge. Suddivisi cronologicamente e per tipologia, offrono documentazione sull’abbigliamento e sugli accessori femminili, maschili e infantili nelle fogge di giorno e da sera.


Nel 2013, in seguito ad un accurato restauro degli interni del palazzo, l'interno è stato ampliato di una nuova sezione (5 sale) dedicata alla storia del profumo e delle essenze[5] che mette in luce l'antichissima tradizione cosmetica di Venezia.

Tale progetto è stato assecondato e reso possibile grazie all'unione d'intenti della Fondazione Musei Civici di Venezia e della nota azienda profumeria Mavive SPA della famiglia Vidal. Quest'ultima è la fornitrice di supporto tecnico e scientifico per le installazioni selle essenze. La casa essenziera Drom ha messo a disposizione della galleria la sua straordinaria collezione di Flaconi Storp. La nuova location, completamente a funzione museale, ha spazi destinati anche alla formazione didattica: sono state introdotte vere e proprie “stazioni olfattive” che consentono ai visitatori di approfondire le loro conosocenze sulla storia del profumo e delle essenze sfruttando i propri sensi[6].

Il percorso di visita è stato completamente rinnovato e ampliato attraverso il nuovo allestimento curato dal Maestro Pier Luigi Pizzi, architetto, regista e scenografo di fama internazionale, i dipinti e gli arredamenti del palazzo hanno subito una grande intregazione con l’aggiunta di molte opere[7].

L’ambiente ha lo scopo di descrivere nel suo insieme diversi aspetti della vita del patriziato veneziano tra XVII e XVIII secolo.

La nuova sezione è dedicata al dedicata al profumo[8]. Un particolare aspetto della storia del costume veneziano finora poco studiato. Il museo vuole mettere in luce il ruolo e le origini di questa tradizione cosmetica ed estetica. Sei sono le sale dedicate al profumo nel piano Nobile. Il percorso è dotato di strumenti multimediali che vogliono proporre esperienze sensoriali in un inedito percorso informaivo. Il piano Terra è aperto al pubblico offrendo una Sala Multimediale, un ben attrezzato Laboratorio del Profumo e la White Room: uno spazio destinato ad eventi che si ruotano nel tempo[9].

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Biblioteca del Circuito Cinema.

Il palazzo ospita inoltre la Biblioteca del Circuito Cinema.

Sito officiale[modifica | modifica wikitesto]

Il sito ufficiale del museo : mocenigo.visitmuve.it/

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palazzo Mocenigo - Venezia - Musei, su www.coopculture.it. URL consultato il 16 giugno 2017.
  2. ^ Palazzo Mocenigo, Museo di Storia del Tessuto e Costume - turismovenezia.it, su www.turismovenezia.it. URL consultato il 16 giugno 2017.
  3. ^ Alessandro Daffara, Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia: orari d'apertura, prezzi dei biglietti, opere e storia, informazioni, telefono, indirizzo., su www.invenicetoday.com. URL consultato il 16 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2016).
  4. ^ note (PDF) (PDF), su scarpamattei.gov.it.
  5. ^ A Venezia un museo del Costume e del Profumo, su ilsole24ore.com. URL consultato il 26 dicembre 2013.
  6. ^ (IT) | Museo di Palazzo Palazzo Mocenigo, in Museo di Palazzo Palazzo Mocenigo, 5 febbraio 2013. URL consultato il 16 giugno 2017.
  7. ^ Palazzo Mocenigo riapertura, su www.themerchantofvenice.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  8. ^ Il profumo trova sede a Palazzo Mocenigo | Hotel Sant'Elena Venezia | Hotel Sant'Elena [collegamento interrotto], su www.hotelsantelena.com. URL consultato il 19 giugno 2017.
  9. ^ (IT) Percorsi museali | Museo di Palazzo Mocenigo, in Museo di Palazzo Palazzo Mocenigo. URL consultato il 17 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Brusegan. La grande guida dei monumenti di Venezia. Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0475-2.
  • Guida d'Italia – Venezia. 3a ed. Milano, Touring Editore, 2007. ISBN 978-88-365-4347-2.

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