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Pak Fauj

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Pak Fouj
Pakistan Army Emblem.png
Descrizione generale
Attiva 14 agosto 1947
Nazione Pakistan Pakistan
Servizio esercito
Dimensione 550 000 attivi
500 000 riserva
QG Rawalpindi
Motto Arabo: Iman, Taqwa, Jihad fi Sabilillah
Un seguace di nessuno ma di Dio, il timore di Dio, perché Dio Lotta.
Colori Verde e bianco
Battaglie/guerre
Anniversari Giorno della Difesa: 6 settembre
Sito internet sito ufficiale
Parte di
Ministero della difesa
Comandanti
Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale Raheel Sharif
Simboli
Bandiera Flag of the Pakistani Army.svg

[senza fonte]

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L'Esercito pakistano (in Urdu پاک فوج Pak Fauj) è la componente terrestre delle forze armate pakistane. Si è costituito dopo l'indipendenza del Pakistan a partire dal 1947. È una forza armata professionalizzata che non prevede la leva obbligatoria.[1] Il Pakistan è l'unica nazione del mondo islamico che ha delle donne in posizioni di comando militare importanti e che rivestono il grado di ufficiale generale.[2] Le donne possono svolgere il loro servizio anche in territorio ostile e partecipare a operazioni militari.[2] Secondo le stime dell'International Institute for Strategic Studies (IISS) nel 2012 gli effettivi dell'esercito erano 642 892 ai quali andavano aggiunti circa 500 000 riservisti che portavano il totale del personale a disposizione a 1 142 000.[3] La Costituzione del Pakistan prevede la possibilità di ricorrere alla coscrizione obbligatoria in caso di necessità, ma l'istituto non è mai stato adottato.

Il Presidente del Pakistan ricopre l'incarico di comandante in capo civile. Il Capo di stato maggiore dell'esercito pakistano è un generale a quattro stelle ed è nominato dal presidente che deve consultarsi e ricevere la conferma dal primo ministro.[4] L'esercito del Pakistan è attualmente comandato dal generale Raheel Sharif.[5][6]

A partire dalla sua costituzione nel 1947, l'esercito insieme insieme con le altre forze armate nazionali, la marina militare, i Marines e l'aeronautica militare, ha preso parte a tre conflitti con la confinante India e a numerosi scontri di frontiera con l'Afghanistan.[7]. Alcuni contingenti hanno fatto parte delle coalizioni arabe che hanno combattuto nei conflitti arabo-israeliani e sono stati inseriti nelle forze della coalizione contro l'Iraq nella prima Guerra del Golfo. Più recentemente, le principali operazioni belliche dell'esercito pakistano sono state l'Operazione Zarb-e-Azb, l'Operazione Toar-e-Tander e l'Operazione Rah-e-Nijat contro i Talebani. Oltre che in questi conflitti, il Pak Fauj è stato impegnato attivamente in forze di peacekeeping sotto l'egida dell'ONU, rivestendo un ruolo importante nel salvataggio dei militari statunitensi che presero parte alla battaglia di Mogadiscio del 1993, rimanendo intrappolati in città.

Missione[modifica | modifica wikitesto]

Il Capitolo 2 della PARTE XII della Costituzione del Pakistan definisce lo scopo dell'Esercito insieme con le altre parti delle Forze Armate come:[8]

« Le Forze Armate devono, sotto la direzione del governo federale, difendere il Pakistan contro le aggressioni esterne o la minaccia di guerra, e, soggette alla legge, agire in aiuto del potere civile quando sono chiamate a farlo.[9] »

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1947–1958[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Ayub Khan arriva a prendere il comando dell'esercito pakistano nel 1951

L'esercito del Pakistan venne creato il 30 giugno dell'anno 1947 dalla divisione del British Indian Army. L'allora prossimo ad essere creato Dominion del Pakistan ricevette sei reggimenti corazzati, otto d'artiglieria e otto di fanteria rispetto ai dodici reggimenti corazzati, quaranta d'artiglieria e ventuno di fanteria che andarono in India. Temendo che l'India avrebbe rilevato lo stato del Kashmir, irregolari, esploratori e gruppi tribali entrarono nello stato a maggioranza musulmana del Kashmir per opporsi al Maharaja del Kashmir nel 1947. In risposta a questo, il Maharaja aderì all'India. Le forze armate indiane vennero poi schierate in Kashmir. Ciò portò alla guerra indo-pakistana del 1947. Le unità dell'esercito regolare si unirono all'invasione in seguito ma vennero fermate dopo il rifiuto del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, l'ufficiale britannico generale Sir Frank Messervy, di obbedire agli ordini del leader pakistano Muhammed Ali Jinnah per spostare l'esercito in Kashmir. Seguì un cessate il fuoco d'intervento delle Nazioni Unite con il Pakistan che occupò la parte nordoccidentale del Kashmir e l'India che occupò il resto. Più tardi, nel corso degli anni '50, l'esercito pakistano ricevette grandi quantità di aiuti economici e militari degli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna dopo aver firmato due trattati di mutua difesa, il Patto di Baghdad, che portò alla formazione del Trattato dell'Organizzazione Centrale (CENTO), e la Southeast Asia Treaty Organization (SEATO) nel 1954. Questo aiuto ampliò notevolmente l'esercito pakistano dai suoi inizi modesti.

1958–1969[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra indo-pakistana del 1965.

L'esercito del Pakistan venne assunto da parte dei politici per la prima volta in cui il generale Ayyub Khan salì al potere attraverso un incruento colpo di stato nel 1958. Formò la Convenzione della Lega musulmana che comprendeva Zulfikar Ali Bhutto, che sarebbe poi diventato il primo Primo Ministro democraticamente eletto del Pakistan. Le tensioni con l'India divamparono nel 1960 e una breve scaramuccia di confine fu combattuta nei pressi della zona di Rann di Kutch nel mese di aprile 1965. La guerra iniziò dopo il fallimento dell'Operazione Gibilterra il 5 agosto 1965. La notte del 6 settembre 1965, l'esercito indiano aprì il fronte di guerra nella Provincia del Punjab del Pakistan. L'esercito indiano arrivò quasi vicino alla città pakistana di Lahore, anche se la battaglia (Fronte di Lahore) si concluse con una vittoria tattica pakistana. Le forze indiane persero 360[10]-500[11] chilometri quadrati di territorio pakistano, alla periferia di Lahore.[12] Tuttavia le forze indiane fermarono il loro assalto a Lahore, una volta che raggiunsero nel villaggio conquistato di Burki.[12][13][14][15] La logica di ciò è che doveva essere firmato presto un cessate il fuoco, e ciò che l'India aveva acquisito a Lahore sarebbe stato probabilmente restituito nei negoziati di cessate il fuoco.[13][14][15] La guerra finì con un cessate il fuoco sostenuto dalle Nazioni Unite (ONU) e venne seguita dalla dichiarazione di Tashkent. Secondo la Library of Congress Country Studies condotti dalla Divisione Federale di Ricerca degli Stati Uniti-

« La guerra è stata militarmente inconcludente; ogni lato ha tenuto prigionieri e un territorio appartenente all'altro. Le perdite sono state relativamente pesanti sul lato pakistano, venti aerei, 200 carri armati e 3.800 soldati. L'esercito del Pakistan è stato in grado di sopportare la pressione indiana, ma la continuazione dei combattimenti avrebbe solo portato ad ulteriori perdite e alla sconfitta finale per il Pakistan. La maggior parte dei pakistani, istruiti nella convinzione della loro abilità marziali, ha rifiutato di accettare la possibilità della sconfitta militare del loro paese da parte dell'"Hindu India" e sono stati, invece, pronti a biasimare la loro incapacità di raggiungere i loro obiettivi militari in quella che considerano l'inettitudine di Ayyub Khan e del suo governo.[16] »

Al momento della dichiarazione di cessate il fuoco, l'India ha registrato perdite pari a circa 3.000 morti. D'altra parte, più di 4.000 soldati pakistani vennero uccisi in battaglia.[17][18][19] Fonti indiane sostengono che circa 471 carri armati pakistani sono stati distrutti o catturati dall'India. L'India ha perso un totale di 128 carri armati durante il conflitto.[20][21]

Tuttavia, valutazioni più neutre concordano che l'India ha avuto il sopravvento sul Pakistan quando venne dichiarato il cessate il fuoco.[22][23][24][25][26] At the end of the war the Indian army was in possession of 758.9 miles² (1,920 km²) of Pakistani territory and the Pakistan army held 210 mile² (550 km²) of Indian territory.[27] Il territorio occupato dall'India era principalmente nei fertili settori di Sialkot, Lahore e del Kashmir,[28][29] mentre i territori pakistani guadagnati erano principalmente i deserti meridionali opposti ai settori di Sindh e Chumb vicino il Kashmir settentrionale.[30] Una rivolta contro il generale Ayyub Khan durante il 1968 e nel 1969 portò Ayyub Khan a rinunciare al suo ufficio di presidente e comandante in capo dell'esercito a favore del generale Yahya Khan, che assunse il potere nel 1969. La 16a, la 18ª e la 23ª Divisione vennero sollevate a un certo punto tra il 1966 e il 1969 ed anche la 9ª Divisione venne risollevata durante questo periodo.

1969–1971[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Genocidio in Bangladesh del 1971, Operazione Searchlight e Guerra di liberazione bengalese.

Durante il governo di Yahya Khan, il popolo del Pakistan orientale protestò contro varie disparità politiche ed economiche che erano state loro imposte dal Pakistan Occidentale e una massiccia agitazione civile scoppiò nel Pakistan orientale. Durante le operazioni contro questi ribelli, che vennero chiamate Operazione Searchlight, alcune fazioni dell'esercito del Pakistan furono responsabili per il genocidio in Bangladesh del 1971.[31] Cominciando con l'inizio dell'Operazione Searchlight il 25 marzo 1971 e a causa della guerra di liberazione bengalese, ci furono numerose violazioni dei diritti umani nel Pakistan orientale (ora Bangladesh) perpetrati dall'esercito del Pakistan, con il sostegno di milizie politiche e religiose locali, soprattutto contro gli indù.[32][33] Time citò un ufficiale americano di alto rango che disse "È la più incredibile cosa calcolata dai tempi dei nazisti in Polonia."[34]

Il piano originale prevedeva di prendere il controllo delle principali città il 26 marzo 1971 e quindi eliminare ogni opposizione, politica o militare,[35] entro un mese. La prolungata resistenza bengalese non era prevista dai pianificatori pakistani.[36] La fase principale dell'Operazione Searchlight si concluse con la caduta dell'ultima città importante in mano bengalese verso la metà di maggio.

Presto scoppiarono pesanti combattimenti tra l'esercito del Pakistan e i ribelli bengalesi appoggiati dagli indiani. In questo periodo l'esercito pakistano uccise una stima che va da 26,000 ad un massimo di 3 milioni di persone. Nel dicembre 1971, il Pakistan attaccò le basi aeree occidentali dell'India, nel tentativo di contrastare il sostegno indiano ai ribelli. Questo portò ufficialmente all'inizio della guerra indo-pakistana del 1971 (chiamata anche guerra di liberazione bengalese). Sul fronte orientale, l'esercito pakistano venne decimato da parte dell'esercito indiano e dai ribelli, mentre sul fronte occidentale l'esercito pakistano venne sconfitto nelle battaglie di Basanter e Longewalla.

Il 16 dicembre del 1971, il tenente generale Amir Abdullah Khan Niazi, ufficiale in comando delle forze dell'esercito del Pakistan situate nel Pakistan orientale firmò lo strumento di resa. Oltre 93.000 soldati pakistani si arresero alle forze indiane e bengalesi congiunte, rendendola la più grande resa dalla Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1997 R. J. Rummel pubblicò un libro, disponibile sul web, chiamato "Statistics of Democide: Genocide and Mass Murder Since 1900". Nel Capitolo 8, chiamato "Statistics Of Pakistan's Democide Estimates, Calculations, And Sources", guarda la guerra di liberazione bengalese del 1971. Rummel scrisse:

Nel Pakistan orientale (ora Bangladesh) il Presidente del Pakistan, generale Agha Mohammed Yahya Khan, ed i suoi alti generali programmarono anche di uccidere l'elite intellettuale, culturale e politica bengalese. Progettarono anche di uccidere indiscriminatamente centinaia di migliaia di loro indù e cacciare il resto in India. E avevano progettato di distruggere la loro base economica per assicurarsi che sarebbero stati subordinati al Pakistan Occidentale per almeno una generazione a venire. Questo piano può essere percepito come un genocidio.[37]

Secondo il Magg. (in pensione) Agha Humayun Amin, i comandanti dell'esercito del Pakistan non avevano preso in considerazione seriamente un'invasione indiana del Pakistan orientale fino al dicembre del 1971, in quanto si presumeva che l'esercito indiano non avrebbe rischiato l'intervento della Cina o degli Stati Uniti (USA), che erano generalmente stretti alleati pakistani. Il Magg. Mazhar afferma che i comandanti superiori dell'esercito del Pakistan non riuscirono a rendersi conto che i cinesi non sarebbero stati in grado di intervenire durante i mesi invernali da novembre a dicembre, a causa della neve dei passi dell'Himalaya, e gli Stati Uniti non avevano fatto alcuno sforzo reale per persuadere l'India dall'attaccare il Pakistan orientale.[38]

1971–1977[modifica | modifica wikitesto]

Un volo della Pakistan International Airlines (PIA) venne inviato a prendere Zulfikar Ali Bhutto a New York, dove in quel momento stava presentando il caso del Pakistan davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) sulla crisi del Pakistan orientale. Bhutto tornò a casa il 18 dicembre 1971. Il 20 dicembre, venne portato al Palazzo del Presidente a Rawalpindi dove assunse due posizioni da Yahya Khan, una come presidente e l'altra come capo amministratore della legge marziale. Così, fu il primo capo amministratore civile della legge marziale del Pakistan.

1977–1999[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977, venne messo in scena un colpo di stato, Operazione Fair Play, dal generale Zia ul-Haq e il governo fu rovesciato. Ciò portò all'impiccagione di Bhutto dopo essere stato processato e proclamato colpevole di cospirazione per aver ucciso un avversario politico dai giudici selezionati con cura da Zia. Zia ritrattò la sua promessa di tenere elezioni entro 90 giorni e governò come dittatore militare fino alla sua morte in un incidente aereo nel 1988. Il generale Mohammad Iqbal Khan servì come capo congiunto (1980-1984) e fu il Capo Amministratore della Legge Marziale in quel periodo.

Nella metà degli anni '70, l'esercito pakistano venne coinvolto nella lotta contro una rivolta nella Provincia del Belucistan. Varie fazioni beluci volevano l'indipendenza o almeno maggiori diritti provinciali. La ribellione venne repressa su richiesta del governo Bhutto, ma l'esercito subì pesanti perdite. Dopo che Bhutto fu deposto, la provincia venne portata alla normalità dal generale Rahimuddin.

Nel 1980, le Forze Armate del Pakistan cooperarono con gli Stati Uniti nel fornire armi, munizioni ed assistenza d'intelligence ai ribelli afghani che combattevano l'invasione sovietica dell'Afghanistan.

Durante la prima guerra del Golfo, l'esercito pakistano contribuì con truppe alla difesa dell'Arabia Saudita contro un possibile attacco da parte dell'Iraq. Il 153th SP Air Defence Regiment schierato a Tabuk ottenne più successi sul numero di Scud iracheni e fornì per tutto il periodo protezione di difesa aerea alle truppe saudite nella zona.

1999–2008[modifica | modifica wikitesto]

Un soldato dell'esercito pakistano in osservazione a Baine Baba Ziarat nello Swat
Le forze pakistane dopo la vittoria nell'Operazione Black Thunderstorm.

Nel mese di ottobre 1999, dopo che il conflitto di Kargil si concluse con il ritiro incondizionato delle forze pakistane dalle vette controllate dagli indiani, l'esercito pakistano rovesciò ancora una volta un governo democraticamente eletto, con conseguenti ulteriori sanzioni applicate contro il Pakistan, portando all'avvento al potere del generale Pervez Musharraf in un incruento colpo di stato. Tuttavia, questa volta il primo ministro Nawaz Sharif licenziò Musharraf mentre stava tornando in Pakistan dallo Sri Lanka. Lo respinse in quanto Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e nominò il Direttore Generale Ziauddin Butt a quella posizione, invece, quando l'aereo di Musharraf era in volo. Come se ciò non bastasse, all'aereo non venne permesso di atterrare all'aeroporto di Karachi e vennero erette barricate sulla pista. I comandanti di corpo agirono rapidamente in tutto il Pakistan, soprattutto a Karachi e a Islamabad. Il brigadier generale Muzaffar Usmani prese il controllo dell'aeroporto di Karachi e arrestò l'allora Ispettore Generale della polizia Sindh, Rana Maqbool Ahmed. Musharraf si dimise da presidente nel mese di agosto 2008. Il 30 luglio 2009, la Corte Suprema del Pakistan stabilì che l'imposizione di Musharraf dello stato di emergenza era incostituzionale.[39]

Dopo gli attacchi dell'11 settembre negli Stati Uniti, il Pakistan si unì alla guerra al terrorismo condotta dagli Stati Uniti ed aiutò le United States Armed Forces tagliando i legami con i talebani e schierando subito 72.000 soldati lungo il confine occidentale del Pakistan per catturare o uccidere Talebani e militanti di Al-Qaeda in fuga dall'Afghanistan. Sul fronte nord occidentale, il Pakistan inizialmente presidiò le sue truppe nelle basi militari e nei forti in aree tribali. Nel maggio 2004, scoppiarono scontri tra le truppe pakistane e Al Qaeda ed altri militanti uniti da ribelli locali e forze pro-talebane. Tuttavia, l'offensiva era mal coordinata e l'esercito subì pesanti perdite, mentre il sostegno pubblico per l'attacco evaproò rapidamente. Dopo un conflitto di due anni dal 2004 fino al 2006, l'esercito pakistano negoziò un cessate il fuoco con gli uomini delle tribù della regione in cui s'impegnavano a dare la caccia ai membri di Al-Qaeda, fermando la "talibanizzazione" della regione e fermando gli attacchi in Afghanistan e Pakistan. Tuttavia, i militanti non mantennero la loro fine del patto e cominciarono a riorganizzarsi e ricostruire la loro forza dai precedenti due anni di conflitto.

I militanti conquistarono la Lal Masjid a Islamabad. Dopo uno stallo di sei mesi, il combattimento scoppiò di nuovo nel luglio 2007, quando l'esercito pakistano decise di usare la forza per porre fine alla minaccia della Lal Masjid. Una volta che l'operazione si concluse, il Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), un gruppo di recente formazione ombrello di militanti con sede nelle Aree Tribali di Amministrazione Federale (FATA), una regione semi-autonoma del Pakistan, promise vendetta e lanciò un'ondata di attacchi e attentati suicidi scoppiati in tutto il Nord-Ovest del Pakistan e nelle principali città pakistane, tra cui Karachi, per tutto il 2007.

I militanti poi ampliarono la loro base operativa e si trasferirono nella vicina Valle di Swat, dove imposero la shari'a. L'esercito pakistano lanciò un'offensiva per riprendere la valle di Swat, nel 2007, ma non fu in grado di toglierla dai militanti che erano fuggiti nelle montagne e aspettarono che si ritirassero prima di riconquistare la valle. I militanti poi lanciarono una nuova ondata di attacchi terroristici all'interno del Pakistan. Il governo pakistano e i militari cercarono un altro accordo di pace con i militanti della Valle di Swat nel 2008. Questo venne sonoramente criticato in Occidente come abdicare ai militanti. Dopo essesi impegnati inizialmente a deporre le armi se la legge della Shari'a fosse stata implementata, i talebani pakistani successivamente utilizzarono la valle di Swat come un trampolino di lancio per lanciare ulteriori attacchi nelle regioni limitrofe, raggiungendo entro 60 chilometri (37 mi) da Islamabad.

L'opinione pubblica si voltò decisamente contro i terroristi talebani. Questo parere venne messo in evidenza dopo la pubblicazione di un video che mostrava la fustigazione di una ragazza dai talebani pakistani nella valle di Swat. Eventi simili e attacchi terroristici costrinsero infine l'esercito pakistano a lanciare un attacco decisivo contro i talebani che occupavano la Valle di Swat nel mese di aprile 2009, dopo che ricevettero ordini dalla leadership politica.[40] Dopo pesanti combattimenti, la valle dello Swat venne in gran parte pacificata entro il luglio 2009, anche se sono rimaste sacche isolate di talebani nella zona.

La fase successiva dell'offensiva dell'esercito pakistano era la formidabile regione del Waziristan. Un veicolo aereo senza pilota da combattimento (UCAV) statunitense bombardò le FATA uccidendo il leader dei talebani, Baitullah Mehsud, nel mese di agosto. Una lotta di potere travolse i talebani nel mese di settembre, ma entro ottobre era emerso un nuovo leader, Hakimullah Mehsud. Sotto la sua guida, i talebani lanciarono una nuova ondata di attacchi terroristici in tutto il Pakistan, uccidendo centinaia di persone. Dopo alcune settimane di attacchi aerei, artiglieria e attacchi di mortaio, 30.000 soldati passarono nel Waziristan meridionale. L'esercito poi riprese tutto il Waziristan meridionale.

Nel mese di aprile 2012 una valanga ha colpito la sede del 6th Northern Light Infantry Battalion nel settore di Ghyari di Siachen, intrappolando 135 soldati.[41]

Missioni di Peacekeeping delle Nazioni Unite[modifica | modifica wikitesto]

Un Bell 412 importato dal Pakistan dagli Stati Uniti.

Sulla scia del nuovo equilibrio di potere mondiale, è emerso un ambiente di sicurezza più complesso. È caratterizzato da crescenti poteri politici nazionali e implosioni statali che hanno richiesto il coinvolgimento di pace delle Nazioni Unite mantenendo forze per la risoluzione dei conflitti.

Le Nazioni Unite hanno intrapreso operazioni di mantenimento della pace sin dal loro inizio, ma la necessità di impiego di forze di mantenimento della pace è aumentato significativamente dalla guerra del Golfo. Nel 1992, ci furono 11.000 caschi blu dispiegati in tutto il mondo, entro la fine dell'anno la cifra salì a 52.000. Attualmente, supera gli 80.000 soldati.

  • Operazione ONU in Congo (ONUC) 1960–1964
  • Forza di Sicurezza ONU in Nuova Guinea, Irian occidentale (UNSF) 1962–1963
  • Missione di Osservazione ONU nello Yemen (UNYOM) 1963–1964
  • Gruppo ONU di Assistenza alla Transizione in Namibia (UNTAG) 1989–1990
  • Missione di Osservazione ONU Iraq–Kuwait (UNIKOM) 1991–2003
  • Missione ONU ad Haiti (UNMIH) 1993–1996
  • Missione di Autorità Transizionale ONU in Cambogia (UNTAC) 1992–1993
  • Operazioni ONU in Somalia (UNOSOM) 1992–1995
  • Forze di Protezione ONU in Bosnia (UNPROFOR) 1992–1995
  • Missione di Osservazione ONU per il Ruanda (UNAMIR) 1993–1996
  • Missione di Verifica ONU in Angola (UNAVEM III) 1995–1997
  • Missione di Amministrazione Transizionale ONU nella Slavonia orientale (UNTAES) 1996–1997
  • Missione di Osservazione ONU nel Prevlaka (UNMOP) 1996–2002
  • Missione di Assistenza ONU in Sierra Leone (UNAMSIL) 2001–2005
  • Missione di Amministrazione Transizionale ONU a Timor Est (UNTAET) 1999-da aggiornare
  • Missione di Amministrazione ad Interim nel Kosovo (UNMIK) 1999-da aggiornare

La tabella seguente mostra l'attuale dispiegamento di forze pakistane nelle missioni di pace delle Nazioni Unite.

Inizio dell'Operazione Nome dell'Operazione Luogo Confltto Contributo
1999 Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) RD del Congo RD del Congo Seconda guerra del Congo 3,556 soldati.[42]
2003 Missione delle Nazioni Unite in Liberia (UNMIL) Libano Libano Seconda guerra civile liberiana 2,741 soldati.[42]
2004 Operazione delle Nazioni Unite in Burundi (ONUB) Burundi Burundi Guerra civile in Burundi 1,185 soldati.[42]
2004 Operazione delle Nazioni Unite in Costa d'Avorio (UNOCI) Costa d'Avorio Costa d'Avorio Prima guerra civile ivoriana 1,145 soldati.[42]
2005 Missione delle Nazioni Unite nel Sudan (UNMIS) Sudan Sudan Seconda guerra civile sudanese 1,542 soldati.[42]
Stato Maggiore/Osservatori 191 Osservatori.[42]
  • Il numero totale di truppe pachistane in servizio in missioni di pace è 7533, a partire dall'agosto 2015.[43]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Struttura di comando[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente del Pakistan è il comandante supremo civile delle Forze Armate del Pakistan per legge. Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito (COAS), un generale a quattro stelle, è il più alto ufficiale generale (a meno che il generale a quattro stelle non sia il Presidente del Comitato dei Capi di Stato Maggiore), un comandante da campo e operativo, nonché un alto ufficiale generale dell'esercito a quattro stelle, dirige il non combattimento e le operazioni di combattimento dal quartier generale di combattimento dell'esercito a Rawalpindi. Gli Ufficiali dello Stato Maggiore Principale (OSP) lo assistono nelle sue funzioni al livello di tenente generale che comprende un Capo di Stato Maggiore Generale (CGS), sotto il quale esercitano le operazioni militari e le Direzioni d'Intelligence; il Capo di Stato Maggiore della Logistica (CLS); l'Aiutante Generale (AG); il Quartiermastro Generale (QMG); l'Ispettore Generale dell'Addestramento e della Valutazione (IGT ed E); il Segretario Militare (MS); e l'Ingegnere in capo, un topografo superiore dell'esercito. Una profonda riorganizzazione nel QG venne fatta nel settembre 2008 sotto il generale Ashfaq Parvez Kayani, quando vennero introdotte due nuove posizioni OSP: l'Ispettore generale delle Armi e l'Ispettore Generale delle Comunicazioni ed IT, aumentando così il numero di PSO ad otto.[44]

La funzione del quartier generale comprende anche il Judge Advocate General (JAG), il Controllore del Personale Civile e l'Ingegnere in capo del Corpo del Genio, che è anche capo del Servizio Militare d'Ingegneria (MES), anche tutti loro riferiscono al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.

Suddivisione dalla professione[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito del Pakistan si divide in due rami principali, che sono le armi ed i servizi.

Comandi operativi[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito pakistano gestisce tre comandi in tempo di pace. Ogni comando è diretto dal comandante in capo generale con il grado di tenente generale. Ogni comando è direttamente affiliato al quartier generale dell'esercito a Rawalpindi.

Secondo Globalsecurity.org, attingendo a fonti giornalistiche pakistane, sono stati formati tre comandi, ognuno che supervisiona un certo numero di corpi d'armata: Northern Command, Central Command, e Southern Command.[45][46]

Corpi d'armata[modifica | modifica wikitesto]

Un corpo d'armata è una formazione campale dell'esercito responsabile di una zona all'interno di un teatro di comando. Ci sono tre tipi di corpi d'armata nell'esercito pakistano: d'Urto, di Guarnigione e misti. Un comando è generalmente costituito da due o più corpi d'armata. Un corpo d'armata ha divisioni dell'esercito sotto il suo comando. Il quartier generale del Corpo d'Armata è la più alta formazione campale nell'esercito.

Ci sono 13 Corpi d'Armata nell'esercito del Pakistan, divisi tra Armi di Combattimento e di Servizio. Le Armi da Combattimento sono composte da un misto di Divisioni di Fanteria, Meccanizzate, Corazzate e d'Artiglieria, mentre la Difesa Aerea, l'Aviazione e il Comando Forze Strategiche sono organizzati come corpi separati. Il Comando delle Forze Strategiche è responsabile per l'addestramento, l'implementazione e l'attivazione dei missili nucleari del Pakistan. L'ultimo corpo d'armata è chiamato Northern Area Command, che ha sede a Gilgit ed è segnalato per avere 5 Brigate di Fanteria.[47][48][49][50][51][52]

Le forze in azione o in bilico per l'azione comprendono l'XI Corpo d'Armata, che è stato fortemente impegnato nella lotta contro i talebani ed altri estremisti lungo il confine nord-occidentale del Pakistan, e la 323ª Brigata di Fanteria, parte delle Forces Command Northern Areas, sul ghiacciaio Siachen.

I comandi in tempo di pace sono riportati di seguito nel loro corretto ordine di sollevamento, e località (città).

Flag of the Pakistani Army.svg Quartier Generale, Pak Fauji, Rawalpindi, Punjab

    • I Corps – situato nell'accantonamento di Mangla
      • 6th Armoured Division situata a Gujranwala
      • 17th Infantry Division situata a Kharian
      • 37th Infantry Division situata a Kharian
      • 11th Independent Armoured Brigade
      • Independent Air Defence Brigade
      • Independent Artillery Brigade
      • Independent Infantry Brigade
    • II Corps – situata a Multan
      • 1st Armoured Division situata a Multan
      • 14th Infantry Division situata a Okara
      • 40th Infantry Division situata a Okara
      • Independent Armoured Brigade
      • Independent Air Defence Brigade
      • Independent Artillery Brigade
      • Independent Infantry Brigade
    • IV Corps – situata a Lahore
      • 2nd Artillery Division situata a Gujranwala
      • 10th Infantry Division situata a Lahore
      • 11th Infantry Division situata a Lahore
      • 3rd Independent Armoured Brigade
      • 212th Infantry Brigade
      • Independent Artillery Brigade
    • XXX Corps – situata a Gujranwala
      • 8th Infantry Division situata a Sialkot
      • 15th Infantry Division situata a Sialkot
      • 2nd Independent Armoured Brigade
      • Independent Anti-Tank Brigade
      • Independent Artillery Brigade
    • XXXI Corps – situata a Bahawalpur
      • 26th Mechanized Division situata a Bahawalpur[53]
      • 35th Infantry Division situata a Bahawalpur
      • 13th Independent Armoured Brigade
      • 101st Independent Infantry Brigade
Struttura dell'Esercito del Pakistan 2013

Altre formazioni campali[modifica | modifica wikitesto]

  • Divisione: una divisione è un intermedio tra un Corpo d'Armata e una brigata. È la più grande forza d'urto nell'esercito. Ogni divisione è diretta da un General Officer Commanding (GOC) con il grado di Maggiore Generale. Di solito consiste di 15.000 soldati da combattimento e 8.000 elementi di supporto. Attualmente, l'esercito pakistano ha 29 divisioni di cui 20 divisioni di fanteria, 2 divisioni corazzate, 2 divisioni meccanizzate, 2 divisioni di difesa aerea, 2 divisioni strategiche e 1 divisione d'artiglieri. Ogni divisione si compone di diverse brigate.
  • Brigata: una brigata consiste generalmente di circa 3.000 soldati da combattimento con elementi di supporto. Una brigata di fanteria di solito ha 3 battaglioni di fanteria insieme a varie armi e servizi di supporto. È comandata da un brigadier generale, equivalente di generale di brigata in alcuni eserciti. Oltre alle brigate in varie divisioni dell'esercito, l'esercito pakistano ha anche 7 brigate corazzate indipendenti, 5 brigate d'artiglieria indipendenti, 3 brigate di fanteria indipendenti e 3 brigate anticarro. Queste brigate indipendenti operano direttamente sotto il Comandante di Corpo d'Armata (GOC Corps).
  • Reggimento: un reggimento è comandato da un Colonnello.
  • Battaglione: un battaglione è comandato da un tenente colonnello ed è la principale unità di combattimento della fanteria. È composto da oltre 900 soldati da combattimento.
  • Compagnia: comandata dal maggiore/capitano, una compagnia comprende circa 120-150 soldati.
  • Plotone: un intermedio tra una compagnia e una sezione, un plotone è guidato da un tenente o in base alla disponibilità degli ufficiali, Junior Commissioned Officer, con il grado di Subedar o Naib-Subedar. Ha una forza totale di circa 30-36 soldati.
  • Sezione: L'unità militare più piccola con una forza di circa 9-13 soldati. Comandata da un sottufficiale con il grado di havildar maggiore o sergente maggiore.

Reggimenti[modifica | modifica wikitesto]

Guardia d'onore pakistana all'Aiwan-e-Sadr, Islamabad

Ci sono diversi battaglioni o unità associate insieme in un reggimento di fanteria. Il reggimento di fanteria nell'esercito pakistano è un'organizzazione militare ed amministrativa e non una formazione campale. Tutti i battaglioni di un reggimento non combattono insieme come una formazione, ma sono sparsi in varie formazioni, vale a dire brigate, divisioni e corpi d'armata. Un battaglione di fanteria serve per un periodo di tempo sotto una formazione e poi si sposta in un'altra, di solito in un altro settore o terreno quando il suo mandato è finito. Di tanto in tanto, battaglioni dello stesso reggimento possono servire insieme per un mandato.

La maggior parte dei reggimenti di fanteria dell'esercito pakistano provengono dal vecchio British Indian Army e reclutano i soldati da una regione od etnie specifiche.

I reggimenti dell'esercito pakistano sono:

  • Army Air Defence Corps:
    • Medium AD Regiment
    • Light AD Regiment
    • GunMissile Regiment (Light)|GunMissile AD Regiment
    • Self Propelled AD Regiment
    • SAM Regiment
    • Missile Regiment
    • Radar Controlled Gun Regiment
    • Surveillance Controlling Reporting Regiment
  • Artillery Corps
    • Field Regiment
    • Mountain Regiment
    • Medium Regiment
    • Heavy Regiment
    • Self Propelled (Med) Regiment
    • Self Propelled (Heavy) Regiment
    • Met and Locating Regiment
    • Multi Barrel Rocket Launcher Regiment
    • Multiple Launching Rocket System Regiment

Forze speciali[modifica | modifica wikitesto]

Lo Special Services Group (SSG) è un reggimento/corpo commando dell'esercito del Pakistan. Si tratta di una forza d'elite di operazioni speciali simile alle Forze Speciali dell'Esercito degli Stati Uniti (Berretti Verdi) e al SAS del British Army.

Dottrina di combattimento[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito pakistano ha sviluppato una dottrina chiamata Riposte che è una limitata dottrina "offensiva-difensiva"[54]. Si è perfezionato con coerenza a partire dal 1989, durante l'Esercitazione Zarb-e-Momin. Questa dottrina è completamente concentrata verso l'avversario principale del Pakistan, l'India.

La dottrina deriva da diversi fattori:[55]

  1. La vulnerabilità del Pakistan è che molti dei suoi principali centri abitati ed obiettivi sensibili politici e militari si trovano molto vicino al confine con l'India. Come tale il Pakistan non può permettersi di perdere vasti territori per un attacco indiano.
  2. La 'profondità strategica' sotto forma di un'amicizia dell'Afghanistan è considerata vitale dai pianificatori militari.
  3. L'India ha sostanzialmente migliorato le sue capacità offensive, con la Dottrina Cold Start. Qualsiasi contrattacco sarebbe molto difficile contro il gran numero di truppe indiane coinvolte. La risposta dell'esercito pakistano comprende lo sviluppo del missile Nasr.
  4. Formazioni mantenute sia in India che in Pakistan possono equipaggiare le loro posizioni difensive e fortificazioni avanzate in meno di 24 ore. Tuttavia, la riserva a livello di Corpo d'Armata con grandi scorte di munizioni avrà tra 24 e 72 ore di mobilitazione dopo aver dato loro ordini. A questo proposito, due eserciti saranno alla pari nelle prime 24 ore poiché le unità pakistane devono percorrere una distanza più breve per la loro posizione avanzata.

Questa dottrina comporta che il Pakistan, in caso di ostilità con l'India, non aspetterà l'offensiva del nemico, ma piuttosto lancerà un'offensiva propria. L'offensiva sarà un progresso limitato lungo fronti stretti con l'obiettivo di occupare il territorio vicino al confine per una profondità di 40–50 km. Dal momento che le forze indiane non raggiungeranno la loro massima forza vicino al confine per altre 48-72 ore, il Pakistan potrebbe avere parità o superiorità numerica contro gli indiani.

L'esercito pakistano spera di realizzare quattro cose sotto questa strategia:[55]

  1. Il nemico è tenuto fuori dallo stato in quanto sarà legato a contenere l'offensiva pakistana nel suo territorio, piuttosto che lanciare un'offensiva in territorio pakistano.
  2. L'esercito pakistano spera di contenere i combattimenti sul lato indiano del confine in modo che tutti i danni collaterali o altri danni saranno subiti dall'India.
  3. Il territorio indiano d'importanza strategica, una volta conquistato, darà all'esercito pakistano merce di scambio da utilizzare in seguito ad un cessate il fuoco provocato dalla pressione internazionale dopo 3-4 settimane di combattimenti.
  4. L'uso di missili nucleari tattici da battaglia come il missile Nasr, che forniscono il massimo danno contro le truppe ammassate per limitare estremamente le vittime collaterali.

Il Kashmir, la Linea di controllo e le aree del Punjab settentrionale sono pesantemente fortificate e poco adatte per grandi offensive meccanizzate. La zona più probabile in cui il Pakistan potrebbe lanciare la sua offensiva è il settore semi-desertico e desertico nelle province meridionali del Punjab e del Sindh.

Per completare questa dottrina, l'esercito nel 1990 ha creato un forte corpo centralizzato di riserva per le sue formazioni. La forza è nota come Armata di Riserva del Sud ed è un raggruppamento di vari corpi d'armata potenti dall'Ordine di Battaglia del Pakistan. Queste formazioni sono state rapidamente dotate di risorse necessarie per la capacità meccanizzata. Queste formazioni di riserva sono a doppia capacità, nel senso che possono essere utilizzate per scopi offensivi e difensivi (in possesso). Il Pakistan ha anche aumentato le sue munizioni, il suo combustibile ed altre scorte militari che durino 45 giorni in caso di conflitto. Durante la guerra del 1965, per esempio, il Pakistan aveva riserve solo per 13 giorni che ostacolarono le operazioni militari.

Attività politiche e corporative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Askari Bank.

L'esercito del Pakistan ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella politica locale sin dal suo inizio principalmente con il pretesto della mancanza di buona leadership civile, corruzione ed inefficienza.[56] Ha praticamente agito da terza parte che ha più volte preso il potere in nome della stabilità del Pakistan e ponente fine alla corruzione. Tuttavia, secondo gli osservatori politici, l'instabilità politica, l'illegalità e la corruzione sono le conseguenze dirette del dominio dell'esercito.[57][58]

La tradizione dell'insubordinazione dell'esercito verso la legittima leadership può essere fatta risalire al tenente generale Frank Messervy, che resistette agli ordini del padre fondatore del Pakistan Mohammed Ali Jinnah. Questo venne descritto come il motivo principale per il suo pensionamento anticipato. Tuttavia non gli impedì di essere onorato e promosso generale. Più tardi Douglas Gracey, il C. in C. dell'esercito del Pakistan non inviò truppe al fronte del Kashmir e rifiutò di obbedire all'ordine di farlo dato da Mohammad Ali Jinnah, governatore generale del Pakistan.[59] Gracey sostenne che Jinnah rappresentava il Governatore Generale della Corona britannica di cui egli stesso era un incaricato. La stessa tradizione venne continuata dai loro successori, Ayub Khan, Zia e Musharraf, i quali ricevettero riconoscimenti, invece di essere processati per indisciplina, corruzione ed insubordinazione.

L'esercito gestisce il più grande business immobiliare in Pakistan sotto gli auspici della Defence Housing Society ed altre società del welfare. Tuttavia, di 46 progetti abitativi costruiti direttamente dalle forze armate, nessuno è per i soldati ordinari o per i funzionari civili e del personale assunto da parte dell'esercito.[60] L'esercito è anche impegnato in altre attività aziendali, quali allevamenti e prodotti lattiero-caseari destinati per uso personale dell'esercito. Altre imprese svolgono funzioni nell'economia civile locale, come panifici, servizi di sicurezza e bancari. Le fabbriche dell'esercito hanno prodotto tali beni come zucchero, fertilizzante, e stampi di ottone e li vendevano ai consumatori civili sia pure a prezzi superiori a quelli praticati dal personale militare.[61]

L'esercito del Pakistan ha la quota maggiore nella borsa del Pakistan. Opera banche commerciali, compagnie aeree, acciaio, cemento, telecomunicazioni, petrolio ed energia, istruzione, sport, assistenza sanitaria e persino catene di negozi di alimentari e panifici.[62]

Diverse organizzazioni dell'Esercito operano nel settore commerciale in tutto il paese. Ad esempio, il National Logistics Cell era responsabile per l'autotrasporto di prodotti alimentari ed altri beni in tutto il paese; la Frontier Works Organization costruì la Karakoram Highway in Cina; e la Special Communication Organization mantenne reti di comunicazione in parti remote del Pakistan.

Coinvolgimento nella società pakistana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Crisi dei rifugiati in Pakistan del 2009.

L'esercito del Pakistan ha svolto un ruolo fondamentale nella società civile del Pakistan, quasi fin dalla sua nascita.[63] Nel 1996, il generale Jehangir Karamat descrisse le relazioni delle forze armate del Pakistan con la società:

« A mio parere, se dobbiamo ripetere degli eventi passati, allora dobbiamo capire che i leader militari possono fare pressione solo fino a un certo punto. Al di là di questo, la loro posizione inizia sempre minata perché i militari, dopo tutto, sono l'immagine speculare della società civile, da cui sono tratti.[63] »

In tempi di calamità naturali, come le grandi inondazioni del 1992 e il devastante terremoto dell'ottobre 2005, i genieri militari, il personale medico e logistico, e le forze armate hanno giocato un ruolo importante nel portare sollievo e forniture.

L'esercito pakistano è stato coinvolto in attività di soccorso, non solo in Pakistan, ma anche in molti altri paesi del mondo, come ad esempio le attività di soccorso dopo che il Bangladesh venne colpito dalle inondazioni. L'esercito inviò soccorso anche in Indonesia, Bangladesh e Sri Lanka, dopo che vennero colpiti dal terremoto e maremoto dell'Oceano Indiano del 2004.

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo International Institute for Strategic Studies (IISS) l'esercito pakistano ha una forza attiva di 642.000 soldati a partire dal 2015.[64]

Arruolati[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei personale arruolato usa venire da famiglie rurali, e molti hanno alfabetizzazione solo rudimentale, ma con l'aumento del livello di alfabetizzazione i requisiti vennero sollevati al livello di Matricola (10º grado). Le reclute vengono elaborate gradualmente attraverso un centro d'addestramento del reggimento che li gestisce paternalisticamente, gli insegna la lingua ufficiale, l'Urdu, se necessario, e dà loro un periodo di istruzione elementare prima che il loro addestramento militare inizii effettivamente.

Nel periodo d'addestramento, di trentasei settimane, sviluppano un attaccamento al reggimento con cui rimarranno per gran parte della loro carriera e iniziano a sviluppare un senso di essere un pakistano piuttosto che soprattutto un membro di una tribù o di un villaggio. Gli arruolati solitamente servono per diciotto anni, durante i quali partecipano a cicli regolari d'addestramento e hanno la possibilità di seguire corsi universitari per aiutarli anticipatamente.

Ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, circa 320 uomini entrano nell'esercito due volte l'anno attraverso l'Accademia Militare del Pakistan a Kakul ad Abbottabad nella Khyber Pakhtunkhwa; un piccolo numero – come medici e tecnici specialisti – vengono direttamente reclutati, e fanno parte del corpo degli ufficiali. Il prodotto di un processo di selezione altamente competitivo, i membri del corpo ufficiali hanno completato dodici anni di istruzione e trascorrono due anni nell'Accademia Militare del Pakistan, con il loro tempo diviso quasi equamente tra addestramento militare e lavoro accademico per portarli ad un diploma di maturità d'addestramento, che include le competenze in lingua inglese.

Istituzioni accademiche[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito ha dodici altri istituti di formazione e di istruzione, comprese le scuole concentrate su competenze specifiche, come la fanteria, l'artiglieria, l'intelligenza, l'ingegneria, o la guerra di montagna. L'Università Nazionale delle Scienze e della Tecnologia (NUST) venne istituita assorbendo i collegi esistenti di Genio, comunicazioni, ingegneria elettrica e medicina. Al vertice del sistema di addestramento militare è il Command and Staff College a Quetta, una delle poche istituzioni ereditate dal periodo coloniale. La scuola offre un corso di dieci mesi in tattiche, compiti di stato maggiore, amministrazione, e funzioni di comando attraverso il livello di divisione. Gli studenti provenienti da paesi stranieri, tra cui gli Stati Uniti, hanno frequentato la scuola, ma come riferito hanno criticato la sua attenzione e la mancata stretta di incoraggiare il pensiero speculativo o di dare adeguata attenzione ai soggetti meno glamour, come la logistica.[senza fonte]

L'istituto d'addestramento di alto livello per tutte le armi di servizio è l'Università nazionale di difesa. Originariamente fondata nel 1971 a Rawalpindi, per fornire un addestramento in strategia militare più alto per gli ufficiali superiori, l'istituto venne trasferito a Islamabad nel 1995. Secondo Aqil Shah, il NDU è significativo per la comprensione delle norme istituzionali di tutela militare in Pakistan perché costituisce il "forum più alto dove la leadership militare si riunisce per l'istruzione comune." Senza la laurea presso la NDU (o un equivalente straniero), nessun ufficiale può diventare un generale. Inoltre, il programma di formazione NDU rappresenta un cambiamento radicale rispetto l'accento sulle funzioni operative e di stato maggiore nella formazione di giovani ufficiali (ad esempio, i maggiori allo Staff College) ad educare i colonnelli e i brigadieri generali su una vasta gamma di strategica politica, sociale, e fattori economici in quanto influenzano la sicurezza nazionale. In questo senso, esso costituisce il battesimo dell'ufficiale superiore del corpo in un quadro ideologico condiviso sul ruolo del caso, dello stato e del comportamento dei militari in materia di stato e di società. Questi valori condivisi influiscono su come questi ufficiali percepiscono e rispondono alle decisioni governative civili, politiche ed alle crisi politiche.[65] Esso offre anche corsi che permettono ai civili di esplorare gli aspetti più ampi della sicurezza nazionale. In un programma avviato negli anni '80 per migliorare gli standard intellettuali del corpo degli ufficiali ed aumentare la consapevolezza del mondo esterno, un piccolo gruppo di ufficiali venne dettagliato all'addestramento accademico, ottenendo master e anche dottorati nelle università in Pakistan e all'estero.

Gli ufficiali pakistani vennero inviati all'estero nel corso degli anni '50 e '60 per l'addestramento in Gran Bretagna ed altri paesi del Commonwealth, e negli Stati Uniti, dove gli allievi numerosi a centinaia hanno partecipato ad una serie completa di istituzioni che vanno dalle scuole di corazzati e di fanteria alle istituzioni superiori di stato maggiore e di comando. Dopo il 1961 questa formazione venne coordinata nell'ambito del programma International Military Education and Training (IMET), ma i numeri variano con le vicende del rapporto militare di Stati Uniti e Pakistan. Di circa 200 ufficiali inviati ogni anno all'estero negli anni '80, più di due terzi andarono negli Stati Uniti, ma la cessazione degli aiuti degli Stati Uniti nel 1990 comportò la sospensione del programma IMET. Nel 1994 quasi tutta la formazione estera era nei paesi del Commonwealth. Tuttavia, dopo gli attacchi dell'11 settembre, il Pakistan iniziò di nuovo l'invio di ufficiali nelle scuole dell'esercito degli Stati Uniti. Oggi ci sono più di 400 ufficiali in servizio nei paesi esteri. Gli ufficiali si ritirano tra i cinquantadue e i sessant'anni, a seconda del loro grado.

Scienza e Tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a condurre operazioni militari, esercitazioni, ed etica militare, l'esercito pakistano mantiene i propri corpi ed organizzazioni di scienza e tecnologia. Degni di nota i corpi di scienza ed ingegneria, tra cui il Military Engineering Service (MES) Corps of Engineers, il Corpo di Ingegneria Elettrica e Meccanica (EME), e Frontier Works Organisation. Il suo Army Forces Strategic Command servì come organizzazione militare primaria in materia di conduzione e orientamento della ricerca sul nucleare e sullo spazio (come i satelliti militari). I cadetti e gli ufficiali dell'esercito pakistano che vogliono studiare scienza e tecnologia sono ammessi all'Università d'Ingegneria Elettrica ed Ingegneria Meccanica (CEME) e all'Accademia Militare d'Ingegneria dove viene insegnata l'educazione scientifica e militare. Le ammissioni delle scuole d'ingegneria non si limitano ai civili, in quanto essi possono anche ottenere l'ammissione e laurearsi in ingegneria e scienze.

Uniformi[modifica | modifica wikitesto]

Le uniformi dell'esercito del Pakistan sono molto simili a quelli delle forze armate britanniche. Il colore principale è bruno verdastro. L'alta uniforme viene indossata per lo più in occasioni formali. L'uniforme di servizio viene indossata per il dovere quotidiano. L'uniforme di servizio per le forze terrestri è di cotone cachi (sabbia/marrone chiaro). Gli ufficiali acquistano le loro uniformi, ma i soldati arruolati ricevono un'uniforme edizione standard, che consisteva di uniformi di servizio e campali, da fatica, e in alcuni casi, alta uniforme. Le uniformi consistono di camicia, pantaloni, maglione, giacca o camicia, e stivali. C'è anche un'uniforme bianca. Le uniformi da fatica sono le stesse per l'inverno e l'estate. L'equipaggiamento invernale pesante è emesso in base alle esigenze. Il copricapo include un berretto di servizio per il vestito ed il semi-vestito e un cappuccio campale indossato con fatiche. Anche lo stato maggiore dell'esercito indossa berretti, solitamente indossati al posto del berretto di servizio.

Le tute mimetiche stile marrone e nero e, più recentemente, le ex US BDU sono indossate da unità di truppe dell'esercito. La divisa di un soldato esercito pakistano presenta molte informazioni.

L'esercito del Pakistan ha introdotto uniformi mimetiche pixellate ed aride e ridimensionato i distintivi di qualifica che sono ora nastri incolori e di servizio non indossati con le file sono ora ricamati e sono sul petto. Il nome è ricamato ed è mostrato sulla tasca destra, mentre sulla tasca sinistra è ricamato Pak Fauji. La bandiera del Pakistan è posta sopra il simbolo della formazione ricamato nero sul braccio sinistro e le insegne d'avventura sono messe secondo l'ADR sull'uniforme kaki,[66] decorations & awards[67] and the ranks.[68]

Composizione etnica[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente, l'esercito era una forza prevalentemente punjabi a causa della sua popolazione dominante (il Punjab è la provincia più popolosa del Pakistan, con circa il 45% della popolazione totale del paese). Nell'India britannica, tre distretti: Jhelum, Rawalpindi, e Campbellpur (ora Attock) dominavano i flussi di reclutamento.

Grandi ed ampi sforzi sono stati fatti per portare tutte le etnie alla pari, attualmente il sistema di reclutamento dell'esercito sta arruolando personale quartiermastro indipendentemente dai confini provinciali. Questa decisione ha dato una buona chance ad ogni cittadino del Pakistan di far parte dell'esercito del Pakistan, dato che ogni distretto possiede una percentuale fissa di seggi in tutte le armi dell'esercito, come dai censimenti. Entro il 2007, la rappresentazione del Punjab nell'esercito è scesa al 57%, dal 71% del 2001, con ulteriori cadute proiettate.[61][69]

Donne e pakistani non-musulmani[modifica | modifica wikitesto]

Le donne hanno servito nell'esercito del Pakistan fin dalla sua fondazione. Attualmente, vi è un numero considerevole di donne che servono nell'esercito del Pakistan. La maggior parte delle donne sono reclutate nell'esercito per svolgere lavoro medico ed educativo. Vi è anche la sezione Guardie Femminili della Guardia Nazionale del Pakistan dove le donne sono addestrate in scienze infermieristiche, welfare e lavoro d'ufficio e ci sono anche donne reclutate in numero molto limitato nella Janbaz Force. Solo recentemente il Pakistan ha cominciato a reclutare donne per la Forza di Polizia Elite anti-terrorismo nel 2007, diverse laureate vennero nominate per essere Sky Marshals per le compagnie aeree situate in Pakistan.[70] Inoltre recentemente otto dei 41 allievi della Pakistan Military Academy di Kakul sono diventate prime donne guardie d'onore.[71] Il Pakistan è l'unico paese del mondo islamico ad avere maggiori generali femminili nell'esercito.[72] Il maggior generale Shahida Malik, dottoressa dell'esercito, fu il primo generale a due stelle donna del Pakistan.[senza fonte]

Pakistani non musulmani sono autorizzati a sedere in tutti gli esami e a servire in qualsiasi parte dell'esercito del Pakistan.

Ci furono numerosi cristiani che salirono al rango di brigadier generale; e nel 1990 il primo cristiano promosso al grado di maggiore generale fu Julian Pietro, che comandò la 14a Divisione nella Provincia di Okara. Nel 2009 il brigadiere Noel Israele Khokhar venne promosso al grado di maggiore generale.

Il Cpt. Hercharn Singh, come primo Sikh, venne incaricato ufficiale nel Pak Fauji. Venne commissionato nel Baloch Regiment. Attualmente, sta servendo come ADC di un Comandante di Corpo d'Armata.

Destinatari del Nishan-e-Haider[modifica | modifica wikitesto]

Il Nishan-e-Haider (Urdu: نشان حیدر) (Segno del Leone) è il più alto riconoscimento militare dato dal Pakistan, classificato sopra l'Hilal-i-Jur'at (Mezzaluna di coraggio). I destinatari del Nishan-e-Haider ricevono un titolo onorifico, in segno di rispetto: Shaheed che significa martire per i destinatari defunti. A partire dal 19 settembre 2013 tutti i Nishan-e-Haider sono finora stati dati alle persone impegnate in battaglie con l'India.

Simile alla Medal of Honor americana o alla Victory Cross britannica, è stato assegnato solo a 10 soldati dell'esercito del Pakistan dal 1947:

Nome Unità Conflitto Data Luogo di morte
Capitano Muhammad Sarwar 2° Battaglione del Punjab Regiment Guerra del 1947 27 luglio 1948 Uri, Azad Kashmir
Maggiore Tufail Mohammad 16° Battaglione del Punjab Regiment Scontri di confine dell'India del 1958 7 agosto 1958 Distretto di Lakshmipur
Maggiore Aziz Bhatti 17° Battaglione del Punjab Regiment Guerra del 1965 10 settembre 1965 Distretto di Lahore
Rashid Minhas Ufficiale pilota Guerra del 1971 20 agosto 1971 Thatta Sindh Pakistan
Maggiore Mohammad Akram 4° Battaglione del Frontier Force Regiment Guerra del 1971 1971 Hakimpur Upozila, Distretto di Dinajpur, Pakistan orientale
Maggiore Shabbir Sharif 6° Battaglione del Frontier Force Regiment Guerra del 1971 6 dicembre 1971 Settore di Salmanki, Kasur
Lancia Naik Muhammad Mahfuz 15° Battaglione del Punjab Regiment Guerra del 1971 8 dicembre 1971 Wagah-Attari
Sawar Muhammad Hussain 20th Lancers, Armoured Corps Guerra del 1971 10 dicembre 1971 Zafarwal-Shakargarh
Capitano Karnal Sher Khan 12° Battaglione del Northern Light Infantry Guerra di Kargil 5 luglio 1999 Kargil, Kashmir occupato dal Pakistan
Havaldar Lalak Jan 12° Battaglione Northern Light Infantry Guerra di Kargil 7 luglio 1999 Kargil, Kashmir occupato dal Pakistan

Destinatari di onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Due piloti pakistani appartenenti all'arma dell'aviazione dell'Esercito del Pakistan, che effettuarono un audace salvataggio di un alpinista, ricevettero il massimo riconoscimento della Slovenia per il coraggio. Sloveno, Tomaz Humar si era arenato sulla all'estremità occidentale del monte Nanga Parbat a 8,125 m, dove rimase per circa una settimana in cima alla nona vetta più alta del mondo. I piloti di elicottero ritrovarono il trentottenne su una sporgenza di ghiaccio a 6,000m della vetta conosciuta come "killer mountain".

Il Presidente sloveno presentò il tenente colonnello Rashid Ullah Beg e il tenente colonnello Khalid Amir Rana con l'Ordine d'Oro per i Servizi nella capitale del paese, Lubiana, per aver rischiato la vita durante la missione di soccorso, disse una dichiarazione del Pak Fauj.[73]

Un team del Pak Fauj si è aggiudicato una medaglia d'oro al prestigioso Cambrian Patrol Exercise tenuta in Galles nel 2010. Secondo ISPR, "il team del X Corpo d'Armata, situato a Rawalpindi, ha rappresentato l'esercito del Pakistan nel Cambrian Patrol Exercise - 2010, tenutosi 11-13 ottobre 2010 e dalla grazia di Allah, la squadra ha dimostrato un'ottima prestazione vincendo una medaglia d'oro alla manifestazione, che è un grande onore, non solo per l'Esercito, ma per il Paese nel suo complesso."[74][75][76][77]

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

L'equipaggiamento attualmente in uso da parte dell'esercito del Pakistan è suddiviso nelle seguenti sezioni principali: piccole armi, corazzati, artiglierie, aerei e sistemi di difesa aerea. I fornitori nazionali forniscono la maggior parte delle apparecchiature hi-tech all'esercito pakistano, mentre le apparecchiature hi-tech straniere sono di origine cinese, europea o americana.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito del Pakistan ha un programma sportivo degno di nota con gli atleti d'elite in molte discipline sportive.[78] Un esempio di successo del programma è il suo programma di pallacanestro che fornisce regolarmente la nazionale di basket del Pakistan con giocatori chiave.[79]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Declan Walsh, Book shines light on Pakistan military's '£10bn empire', in The Guardian (London), 31 maggio 2007.
  2. ^ a b ISPR Officials, Pakistan: Woman in running to become first 3 star general, in Indian Express (New Delhi), Indian Express Group of Newspapers, 2 settembre 2012, p. 1.
  3. ^ International Institute for Strategic Studies; Hackett, James (ed.) (7 marzo 2012). The Military Balance 2012. London: Routledge. ISBN 1857436423., in International Institute for Strategic Studies, 7 marzo 2012.
  4. ^ Article 243, pakistani.org. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  5. ^ Amir Qureshi, Pakistan's Top Military Officer Cancels Trip to US, in ABC news, 2011. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  6. ^ BBC, New Pakistan Chairman of Joint Chiefs of Staff named, in BBC Pakistan, 29 settembre 2010. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  7. ^ History of Pakistan Army, pakistanarmy.gov.pk. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  8. ^ [Chapter 2. Armed Forces] of [Part XII: Miscellaneous]. Pakistani.org.
  9. ^ [Chapter 2. Armed Forces] of [Part XII: Miscellaneous], Pakistani.org. URL consultato il 15 maggio 2012.
  10. ^ David Praagh, The greater game: India's race with destiny and China, McGill-Queen's Press – MQUP, 2003, p. 294, ISBN 978-0-7735-2639-6, ISBN 0-7735-2639-0.
  11. ^ Musharraf, In the Line of Fire, page 45.
  12. ^ a b Melville de Mellow (28, November 1965). "Battle of Burki was another outstanding infantry operation". Sainik Samachar.
  13. ^ a b Devin T. Hagerty, South Asia in World Politics, Rowman & Littlefield, 2005, ISBN 0-7425-2587-2.
  14. ^ a b William M. Carpenter, David G. Wiencek. Asian security handbook: terrorism and the new security environment. M.E. Sharpe, 2005. ISBN 0-7656-1553-3.
  15. ^ a b John Keay. India: A History. Grove Press, 2001. ISBN 0-275-97779-X.
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  17. ^ Sumit Ganguly. "Pakistan". In [http://lcweb2.loc.gov/frd/cs/intoc.html India: A Country Study'' (James Heitzman and Robert L. Worden, editors). Library of Congress Federal Research Division (September 1995).
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  19. ^ Thomas M. Leonard, Encyclopedia of the developing world, Volume 2, Taylor & Francis, 2006, ISBN 978-0-415-97663-3.
  20. ^ R.D. Pradhan & Yashwantrao Balwantrao Chavan, 1965 War, the Inside Story: Defence Minister Y.B. Chavan's Diary of India-Pakistan War., Atlantic Publishers & Distributors, 2007, p. 47, ISBN 978-81-269-0762-5.
  21. ^ Spencer Tucker. Tanks: An Illustrated History of Their Impact. ABC-CLIO (2004), p. 172. ISBN 978-1-57607-995-9.
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    «The invading Indian forces outfought their Pakistani counterparts and halted their attack on the outskirts of Lahore, Pakistan's second-largest city. By the time United Nations intervened on 22 September, Pakistan had suffered a clear defeat».
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cloughley, Brian. A History of the Pakistan Army: Wars and Insurrections, 3rd edition. Oxford: Oxford University Press, 2006. ISBN 978-0-19-547334-6.

Altre letture[modifica | modifica wikitesto]

  • Ayub, Muhammad. An Army, Its Role and Rule: A History of the Pakistan Army from Independence to Kargil, 1947–1999. Pittsburgh, Pennsylvania: Rosedog Books. ISBN 0-8059-9594-3.
  • Cloughley, Brian. "War, Coups and Terror - Pakistan's Army in Years of Turmoil" (from 1972 to 2008). UK, Pen & Sword Books. ISBN 1-84415-795-4.
  • Siddiqa, Ayesha. "Military Inc. Inside Pakistan's Military Economy" Karachi: Oxford University Press(2007). ISBN 978-0-19-547495-4

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