Ottotipo

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Tavola ETDRS

L'ottotipo è una rappresentazione grafica di lettere o simboli, utilizzati per determinare l'acutezza visiva.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'ottotipo si deve al fisico tedesco Hermann von Helmholtz, che determinò l'unità di misura nella valutazione della visione, stabilendo che la dimensione delle figure rappresentate dovessero sottendere alla grandezza di un 1' d'arco.

Mire utilizzate[modifica | modifica wikitesto]

Simboli alfabetici e numeri[modifica | modifica wikitesto]

I simboli alfabetici ed i numeri sono le mire maggiormente utilizzate, anche se sono le più sensibili ad errori di valutazione, vista la grande varietà di forme e similitudini.

La sequenza utilizzata generalmente risponde ad un principio di difficoltà discriminatoria che comprende la seguente successione, in ordine crescente:

  • SOCDKVRNHZ

Figure e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Utili per la valutazione della capacità visiva nei bambini, o negli analfabeti, raffigurano figure e simboli facilmente riconoscibili e descrivibili, quali:

Anelli di Landolt[modifica | modifica wikitesto]

Gli anelli o C di Landolt inclusi nell'ottotipo

Gli anelli di Landolt sono rappresentati da un anello aperto, posizionato in 8 orientamenti differenti. L'anello o C di Landolt, data la similitudine con la lettera dell'alfabeto, è la mira considerata nelle norme di standardizzazione DIN e ISO.

E di Snellen[modifica | modifica wikitesto]

La E di Snellen è una mira rappresentata da una lettera E, posizionata sotto quattro orientamenti, utile per la definizione di astigmatismi e in casi di analfabetismo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manuale di ottica oftalmica, AA.VV., Edizione Carl Zeiss
  • Manuale di optometria e contattologia, Anto Rossetti, ed. Zanichelli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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