Orizzonte cosmico

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L'orizzonte cosmico è, secondo la teoria del Big Bang, il fronte più avanzato dell'espansione dell'energia nell'universo.

Le conoscenze ad oggi disponibili, derivate da osservazioni e analisi scientifica, postulano un universo finito ed in espansione; l'energia e la materia si espandono propagandosi in tutte le direzioni. Come esempio si pensi ad un palloncino che viene gonfiato: l'orizzonte sarà, in questo caso, la superficie del palloncino, che aumenta con il tempo. Allo stesso modo, l'orizzonte cosmico non è statico ma è in continua espansione e può essere immaginato come la superficie di una sfera. Questa espansione sembra essere sempre più veloce, accelerata, come dimostrato dalle osservazioni del red shift, che dimostrerebbe appunto il continuo aumento della velocità di espansione tra i corpi celesti, a causa del fatto che questa radiazione appare più spostata verso il rosso quanto più la galassia è lontana da noi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Se l'universo non fosse in continua espansione progressiva, il suo raggio misurerebbe esattamente la sua età, cioè 13,7 miliardi di anni luce; dato che però il nostro universo ha una espansione ben definita, osservabile e misurabile, proporzionale alla distanza dell'osservazione (ad es. doppio della distanza equivale al doppio della velocità di recessione), si potrebbe erroneamente calcolare che l'orizzonte cosmico si trovi a circa 46 miliardi di anni luce, poiché nel tempo trascorso l'espansione è continuata progressivamente, e per le zone più distanti dall'osservazione questa recessione avviene a velocità superluminali; ma la velocità di espansione, poiché in costante accelerazione, non permette alla luce degli oggetti che si trovino oltre la distanza di Hubble di raggiungerci, poiché lo spazio si dilata più velocemente della luce, che non potrà mai raggiungere l'osservatore, creando un orizzonte degli eventi di un buco nero; se si aggiunge la relazione tra spazio e tempo ad oggi considerata valida e la fenomenologia dei buchi neri, in tale orizzonte dell'universo, una stella, particella o informazione avvicinandosi al limite, apparirà all'osservatore rallentare, fino ad arrestarsi dopo un tempo infinito completamente sull'orizzonte dove il tempo è zero. Oltre l'orizzonte dell'universo, posto a 16 miliardi di anni luce dall'osservazione[1][2], leggi fisiche, spazio e tempo perdono significato e contatto causale, cioè non esisterà mai la possibilità di osservare o scambiare alcun segnale, interazione o informazione. In pratica esce dalla realtà dell'osservatore (e quindi, di fatto, "al di fuori" del suo Universo).

Età della luce[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le teorie più recenti, la luce ha cominciato a propagarsi nell'universo almeno 13,2 miliardi di anni fa, dopo la cosiddetta dark age, ovvero una fase primordiale in cui, data l'enorme densità dell'universo neoformato, non sarebbero ancora esistiti fotoni liberi e, quindi, sorgenti luminose. Questa fase non dovrebbe essere durata più di 0,5 miliardi di anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata (PDF), space.mit.edu. URL consultato il 6 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2011).
  2. ^ Misconceptions about the Big Bang (PDF), space.mit.edu. (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2013).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]