Oltre l'invisibile

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Oltre l'invisibile
Titolo originale Time and Again
Autore Clifford D. Simak
1ª ed. originale 1951
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese

Oltre l'invisibile è un romanzo di fantascienza scritto da Clifford D. Simak e pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista statunitense Galaxy nel 1951.

Anche in Italia questo titolo è stato pubblicato a puntate, nella collana Urania. La prima puntata uscì in appendice al numero 1 di questa collana (Le sabbie di Marte, di Arthur Clarke) il 10 ottobre 1952. In forma di romanzo unitario, il titolo è poi stato ripubblicato sempre in Urania (numero 414 del 12 dicembre 1965) e nella collana Urania Classici (numero 9 del dicembre 1977).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nono millennio: 61 Cygni è una stella al centro di un sistema stellare poco distante dal Sistema Solare ma rappresenta una spina nel fianco per gli esseri umani, che non sono mai riusciti a penetrare con un'astronave attraverso i suoi schermi energetici protettivi.

Soltanto un agente speciale, Asher Sutton, a bordo di una piccola scialuppa spaziale, è riuscito a scendere sulla superficie del settimo dei sedici pianeti del sistema. Tuttavia la navetta si è fracassata nell'atterraggio e Sutton è stato dato per morto. Finché, vent'anni dopo, questi fa ritorno sulla Terra utilizzando incredibilmente la stessa navetta, priva di motori e di tenuta stagna, senza cibo né acqua, in un viaggio di undici anni luce.

Chi è, dunque, Asher Sutton?

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Cosa succederebbe se, nel futuro, l'uomo si impadronisse della capacità di viaggiare a ritroso nel tempo? Questa è la domanda fondamentale che si pone Simak in questo articolato romanzo; domanda alla quale risponde che, senza dubbio, l'essere umano sfrutterebbe questa possibilità per tornare nel passato ed alterare il corso degli eventi pro domo sua.

Paradossi nel romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Ma, quando si parla di viaggio all'indietro nel tempo, i paradossi sono in agguato:

  1. Sutton, scartabellando in un baule di famiglia, trova una lettera scritta da un suo antenato del XX secolo, che descrive una situazione in cui lui stesso è coinvolto. Ma il problema è ricorsivo: se Sutton, quando è nato dopo l'anno 8000, è già stato nel XX secolo, quando è che ci è andato? Prima di nascere? E fino al punto della sua vita in cui ritorna nel passato, deve per definizione esserci già stato, perché il XX secolo è il passato dell'LXXX secolo.
  2. Sutton legge la lettera e decide di tornare nel passato e cambiarlo, senza tuttavia riuscire a modificarlo. Ad ogni modo, la sua decisione è dovuta alla lettura della lettera rinvenuta: se non avesse trovato la lettera, non sarebbe tornato nel passato. La lettera, dunque, doveva essere trovata? Oppure è possibile concepire che, se non fosse stata trovata, il XX secolo (cioè il passato) sarebbe stato diverso?
  3. In particolare, un paradosso del viaggio nel tempo caratterizza il romanzo: il paradosso di conoscenza. Sutton, infatti, riceve da un pilota del futuro, giunto nel suo tempo, un libro scritto da Sutton stesso, un testo fondamentale per l'umanità e le altre creature, che cambierà l'intero Universo. A questo punto il protagonista decide di non copiarlo; ma, se lo facesse, chi avrebbe compiuto lo sforzo creativo di scrivere il libro, visto che l'autore si sarebbe limitato a ricopiarlo?

Questi intriganti paradossi non vengono analizzati compiutamente ma solo gettati en passant nel piano narrativo.

In realtà, la tesi di Simak è che il passato non può essere cambiato nella misura in cui qualcuno ne è a conoscenza. Se nessuno, nel futuro, sa niente di un fatto, tale fatto può essere cambiato a volontà. Ma non appena sorge un manufatto, una testimonianza, una cronaca che identifica il modo in cui gli avvenimenti si sono svolti, sorge la necessità di operare con cautela e di modificare solo i dettagli dell'avvenimento. Il tempo tollera solo piccole alterazioni (ipotesi della censura cosmica). Qui si nasconde però un ulteriore paradosso: il passato non è fatto solo di telegiornali e lettere scritte; è fatto soprattutto dalle azioni degli uomini: è gente che si è incontrata e che ha generato dei figli, dai quali sono nati altri figli che scriveranno (hanno scritto) il futuro. Dunque gli intrusi temporali che cambiano i dettagli potrebbero, in realtà, apportare molte più modifiche di quante essi credano.

Note critiche[modifica | modifica wikitesto]

Composto con uno stile nostalgico e pastorale, tipico di Simak, che in alcuni passi ricorda quello, più scosso e dolente, di Stanislaw Lem in Solaris, questo romanzo risulta tuttavia penalizzato dalla mancanza di un piano narrativo lineare. Mentre in Solaris questa particolarità stilistica diviene trasognante e doloroso lirismo (il ricongiungimento con la donna amata e perduta, il misterioso oceano vivente...) qui esita in un'esposizione circonvoluta di fatti che, privati della necessaria progressività, si sfaldano su piani narrativi intersecati.

Simak mette molta carne al fuoco ma non ne cura la "cottura": l'amico invisibile, i superpoteri di Sutton, le creature di 61 Cygni, il viaggio nel tempo, la guerra nel futuro, il valore quasi salvifico del libro che Sutton è destinato a scrivere, la rivolta degli androidi, il destino... sono spunti di valore, che tuttavia non vengono sviluppati a sufficienza. Ciò si traduce in una narrazione un po' zoppicante che lascia molti, forse troppi interrogativi irrisolti.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Clifford D. Simak, Time and again, Ace Books, 1951.
  • Clifford D. Simak, Oltre l'invisibile, traduzione di Tom Arno, collana Urania Classici n° 9, Mondadori, 1977, pp. 191.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]