Nicola Gambetti

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Nicola Gambetti

Nicola Gambetti (Monterotondo, 16 febbraio 1832Monterotondo di Badia Tedalda, 30 giugno 1921) è stato un alchimista e guaritore italiano, che si occupò di taumaturgia, medicina, veterinaria e chimica.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Gambetti, o meglio Nicola Marco Francesco Gambetti, nacque da Angelo e Maria Angela Lanzi, di famiglia benestante, proprietaria del caseggiato di Monterotondo nel comune di Badia Tedalda, acquistato dalla famiglia direttamente dal granduca di Toscana, e di altri beni sparsi nel Montefeltro. Alle dipendenze della famiglia erano contadini per i lavori dei campi, officine per la polvere da sparo presso il "Mulino del Conte, una tintoria e servitori per la casa. Secondo fonti orali Nicola Gambetti (per altri suo fratello Peppino), ebbe anche un figlio avuto con una serva, tal Andrea Gambetti, allontanato da Monterotondo e diseredato per contrasti famigliari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Gambetti continuò gli studi dopo le elementari con istruttore privato, don Giuseppe Manfredi, che lo istruì nelle lettere e nella religione cattolica. Dedicò gran parte del tempo libero alla lettura e si formò per mezzo della ricca biblioteca familiare anche in medicina.

Della sua vita la tradizione popolare locale riporta avvenimenti misteriosi, che testimoniano dell'aura leggendaria che lo circondò in vita, ma sono privi di riscontri documentati[1].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

In seguito Nicola avrebbe acquisito popolarità [senza fonte]nella cura da autodidatta degli ammalati, anche per via del suo aspetto: di alta statura, si spostava su un cavallo bianco e portava la barba bianca lunga, con un cappello a falde e abiti di mezza lana sia d'estate che d'inverno. Dichiarava di avere la missione di lenire le sofferenze e spesso offriva prestazioni gratuite. L'impresa più stupefacente di Nicola fu quella di essere stato chiamato da Re Vittorio Emanuele III per aiutare la Regina Elena in ritardo, già di otto giorni, nel parto. Secondo alcune testimonianze, Gambetti pose il suo grande cappello sul ventre della regina che partorì poco dopo. Il Re come ricompensa confermò Nicola come guaritore

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì nella sua stanza alle nove del mattino del 30 giugno del 1921 e fu sepolto nella cappella privata della residenza.

Albero genealogico della famiglia Gambetti

I beni della famiglia erano passati per la parte che loro spettava ai fratelli di Nicola: alle sorelle sopravvissute Filomena e Francesca, dopo il loro matrimonio, e al fratello Battista, che si sposò con Celeste Marani ed ebbe quattro figlie, l'ultima della quale nacque nel 1874 poco prima della morte della madre e fu presa in casa dagli zii, i fratelli Nicola e Giuseppe che non si erano sposati e che ne fecero la propria erede universale a patto che non si sposasse. La giovane tuttavia rimase incinta e si sposò nel 1903, avendo in seguito ben sette figli e non ricevendo più alcun soccorso dagli zii nonostante la prematura morte del marito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le tradizioni popolari sono riportate da Flenghi 1994, citato in bibliografia, unica pubblicazione esistente sull'argomento.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Flenghi Manlio L'erede di Cagliostro. Dal Montefeltro misterioso alla reggia dei Savoia. La vita e le ricette alchemiche di Nicola Gambetti il taumaturgo Aiep Ed. 1994 ISBN 8886051123
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