Neurobiologia vegetale

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La neurobiologia vegetale è la nuova e dibattuta[1][2] disciplina scientifica che dal 2006 studia come le piante superiori siano capaci di ricevere segnali dall'ambiente circostante, rielaborare le informazioni ottenute e calcolare le soluzioni adatte alla loro sopravvivenza.

Etimologia e campo di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

La parola "neuro"(-biologia) viene ripresa dall'antico uso che Platone[3] fa del termine per definire la fibra vegetale: νεῦρον (neurone) e, secondo il Greek Lexicon "qualunque cosa di natura fibrosa".[4]

A differenza di altre discipline tradizionali (biologia, biofisica, ecologia, agraria) la visione della neurobiologia vegetale verso queste discipline scientifiche parte da un nuovo punto di vista, in cui le piante superiori non solo ricevono stimoli dall'ambiente esterno, ma sono anche in grado di rielabolarli e trasmetterli al resto della pianta o ad altre piante distanti.[5]

Ma a differenza degli animali che modificano il loro comportamento in risposta a degli stimoli (movimento) nelle piante avvengono cambiamenti nella morfologia e nel metabolismo. Ad esempio piante attaccate da insetti erbivori o patogeni emettono sostanze volatili per segnalare il pericolo a piante adiacenti, non ancora attaccate, che in risposta si rendono repulsive a questi insetti. Oppure il caso dei brillanti colori delle foglie autunnali che segnalano la capacità degli alberi nel difendersi dagli attacchi degli afidi.

In altre parole la neurobiologia vegetale, pur consapevole che le piante sono prive di un sistema nervoso, vede nelle piante degli esseri che possono calcolare, scegliere, apprendere e memorizzare.

Già nel 1880, Charles Darwin, nel suo libro The power of movement in plants scriveva degli apici radicali: «Non è una esagerazione dire che la punta delle radici, avendo il potere di dirigere i movimenti delle parti adiacenti, agisce come il cervello di un animale inferiore; il cervello essendo situato nella parte anteriore del corpo riceve impressioni dagli organi di senso e dirige i diversi movimenti della radice».

Attività simile alla neurale (ma non eguale, come molti altri studiosi del regno vegetale invece ritengono)[1][2] è sostenuta ora, dalla neurobiologia vegetale, come dato certo.[6]

Scoperte sull'intelligenza vegetale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Intelligenza § L'intelligenza nelle piante.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza degli scienziati e i dati sperimentali dimostrano che le piante non sono in grado di "pensare", non possiedono "neuroni", "sinapsi" o un "cervello", almeno nell'accezione che la scienza dà nella nostra era contemporanea, a questi termini.

L'interpretazione antropomorfica dei fenomeni vegetali fatta dalla neurobiologia vegetale, si basa infatti su metafore ed analogie tratte dal mondo animale che, come tutto il vivente (piante incluse), sente e risponde agli stimoli. La differenza è nel modo di sentire e rispondere dei due gruppi (preneurale o "vegetativo" nelle piante) che però, portando ad effetti simili imposti dalla struttura biologica degli organismi viventi evoluti nello stesso ambiente, può indurre a comparazioni fuorvianti.[1][2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Plant neurobiology: no brain, no gain? Alpi A, Amrhein N, Bertl A, Blatt MR, Blumwald E, Cervone F, Dainty J, De Michelis MI, Epstein E, Galston AW, Goldsmith MH, Hawes C, Hell R, Hetherington A, Hofte H, Juergens G, Leaver CJ, Moroni A, Murphy A, Oparka K, Perata P, Quader H, Rausch T, Ritzenthaler C, Rivetta A, Robinson DG, Sanders D, Scheres B, Schumacher K, Sentenac H, Slayman CL, Soave C, Somerville C, Taiz L, Thiel G, Wagner R. (2007). Trends Plant Sci. Apr;12(4):135-6. PMID 17368081.
  2. ^ a b c Plants cannot "think and remember," but there's nothing stupid about them: They're shockingly sophisticated.
  3. ^ Cratilo, Teeto, Sofista, Politico.
  4. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, νεῦρον, in A Greek-English Lexicon, 1940.
  5. ^ Witzany G, Baluska F (2012). (eds). Biocommunication of Plants. Springer..
  6. ^ Baluška, F., S. Mancuso e D. Volkmann (2006), “Communication in Plants – Neuronal Aspects of Plant Life”, Springer.

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