Natacha Lesueur

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Natacha Lesueur (Nizza, 1º agosto 1971) è una fotografa svizzera.[1][2]

Vive e lavora a Parigi.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non ha studiato in una scuola di fotografia ma a Villa Arson ("Scuola Nazionale Superiore d'Arte a Villa Arson") a Nizza.[2] Mentre era lì, realizzò che la fotografia sarebbe diventata il suo principale mezzo artistico. La sua prima mostra personale ha avuto luogo nel 1996.[4] Nel 2000 è la vincitrice del "Prix Ricard" [3] e nel biennio 2002-03 è stata artista visiva in residenza a Villa Medici.[5] Ha esposto in numerosi paesi europei, negli Stati Uniti d'America, nella Corea del Sud e in Cina.[1] Una retrospettiva del suo lavoro è stata esposta dal Museo di arte moderna e contemporanea a Ginevra nel 2011.[6]

Natacha Lesueur insegna al Cantonal Art College di Losanna[7] e all'Academy of Art di Rennes.[8]

(FR)

«Je fais 15 à 20 images par an. La prise arrive toujours en fin de processus de fabrication, qui peut être très long. On ne manque pas d’images de nos jours : je cherche à ce que les miennes soient essentielles, au moins pour moi. Avec mon dernier travail, des coiffures maquillées en peinture noir et blanc, je pense qu’il y aura seulement cinq images. Cela prend beaucoup de temps, les moules, la coiffure, le blanc complet, tout cela pour une seule photo !»

(IT)

«Faccio da 15 a 20 immagini circa all'anno. Il processo si concretizza sempre alla fine del processo di composizione, che può richiedere molto tempo. Non mancano delle immagini contemporanee: mi sforzo che le mie siano rilevanti, almeno per me. Con il mio ultimo lavoro, delle acconciature fabbricate in pittura bianca e nera, penso che ci saranno soltanto cinque immagini. Tutto questo richiede molto tempo, le forme, le acconciature, il bianco, tutto ciò per un'unica foto!»

(Natacha Lesueur, intervistata da Clémentine Mercier in Libération, 2015)

[2]

Lesueur produce una serie, in cui le sue opere si susseguono, ma senza mostrarsi apertamente a vicenda, dispiegandosi in una varietà apparentemente infinita, in termini di temi, trompe-l'œil e trappole ottiche che risuonano tra loro per creare un'unità globale. La metà della sua produzione fotografica giustappone il corpo al cibo. Gli esempi includono aspics in guisa de bonnets de bain ("Aspic sotto forma di cuffia" - 1997/98), Peau de saumon comme résille de chignon (pelli di salmone come reti da pesca), ambes gainées de crépine de porc ("Gambe avvolte nelle membrane di maiale "- 1997/98), bouches dont les dents sont des graines de toutes sortes ("bocche umane con una diversità di semi al posto dei denti"- 2000). In altre immagini i corpi delle donne sono contrassegnati con impronte di perle (1994-96), esami delle vista (2000-2001), con la faccia di un uomo addormentato con una penna (2004), unghie intagliate (1997-2003), o donne i cui denti sono verniciati di rosso, scoppiando a ridere. In una serie che ha creato tra il 2009 e il 2011 ha lavorato con la stessa modella quarantenne, per rivalutare la figura dell'attrice brasiliana Carmen Miranda, precedentemente utilizzata da Hollywood come una caricatura esotica "prototipo". Usa il corpo come "superficie di scrittura-disegno" e un supporto semi-regolare per immagini di preparazioni culinarie, impronte e/o sculture di ritratto.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Natacha Lesueur ... Biography, su Espaitactel. URL consultato l'11 marzo 2018.
  2. ^ a b c Clémentine Mercier, Natacha Lesueur : "Montrer plusieurs facettes de la féminité", su next.liberation.fr, 27 maggio 2015. URL consultato l'11 marzo 2018.
  3. ^ a b Natacha Lesueur, su Fondation d'entreprise Ricard. URL consultato l'11 marzo 2018 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2018).
  4. ^ Née en 1971 à Cannes, Natacha Lesueur ...., su Galerie Eva Vautier, Nice. URL consultato l'11 marzo 2018.
  5. ^ Natacha Lesueur, su Accademia di Francia a Roma - Villa Medici. URL consultato l'11 marzo 2018.
  6. ^ Natacha Lesueur, Je suis née etc., su Le MAMCO, un musée en mouvement. URL consultato l'11 marzo 2018.
  7. ^ Anne-Marie Fèvre, L'Ecal, une école alléchante, su Libération, Paris, 12 ottobre 2007. URL consultato l'11 marzo 2018.
  8. ^ Natacha Lesueur: Enseignante photographie, su École européenne supérieure d'art de Bretagne, Rennes. URL consultato l'11 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 7 novembre 2017).
  9. ^ Emmanuel Latreille, Ne me touche pas (PDF), su Frac LR, Languedoc-Roussilion. URL consultato l'11 marzo 2018.

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