Monti Stanovoj

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Coordinate: 56°20′N 126°00′E / 56.333333°N 126°E56.333333; 126

Stanovoj
Location Stanovoy Range.PNG
Collocazione dei monti
ContinenteAsia
StatiRussia Russia
Lunghezza720 km
Tipi di roccescisti cristallini e gneiss con intrusioni granitiche

I monti Stanovoj (russo Станово́й хребе́т, Stanovoj chrebet) sono un sistema di catene montuose nella parte meridionale della Siberia Orientale; corrono per più di 700 km in direzione est-ovest, dal medio corso del fiume Olëkma alle sorgenti dell'Učur con una larghezza di 100-180 km.[1] Insieme ai monti Jablonovyj, costituiscono uno spartiacque tra i fiumi artici (Lena) e pacifici (Amur).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le altezze prevalenti sono di 1 500-2 000 m (la massima 2 412 m)[1][2]. La maggior parte della catena funge da confine naturale tra l'Oblast' dell'Amur e la Sacha (Jacuzia), una piccola parte si trova nel Territorio di Chabarovsk.

Le montagne sono composte da scisti cristallini e gneiss con intrusioni granitiche. Vi sono giacimenti di oro, metalli rari e minerali di ferro.

La regione è pressoché disabitata, visto il clima molto rigido; hanno tuttavia una certa importanza storica, dato che per qualche tempo, ai tempi della prima colonizzazione della Siberia, rappresentarono il confine tra la Cina e la Russia (trattato di Nerčinsk, 1689).

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

  • Scendono dal versante nord della catena:

Algama, Aldan, Amediči, Gonam, Timpton;

  • dal versante sud:

Brjanta, Zeja, Olëkma, Giljuj;

  • dalla parte orientale:

Idjum, Maja.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (RU) http://bse.sci-lib.com/article105797.html, su bse.sci-lib.com. URL consultato il 22 settembre 2020.
  2. ^ (RU) Станово́й хребе́т, su vedu.ru. URL consultato il 22 settembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (RU) Grande enciclopedia sovietica
  • Mappe: O-51 (JPG), su maps.vlasenko.net. URL consultato il 22 settembre 2020.; N-52 (JPG), su maps.vlasenko.net. URL consultato il 23 settembre 2020. (Edizione 1977)
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