Monte Alpi

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Monte Alpi
Monte Alpi.jpg
Il monte Alpi (contrafforte ovest)
Stato Italia Italia
Regione Basilicata Basilicata
Provincia Potenza Potenza
Altezza 1.900 m s.l.m.
Catena Appennino lucano
Coordinate 40°07′17.52″N 15°58′38.27″E / 40.121534°N 15.977297°E40.121534; 15.977297Coordinate: 40°07′17.52″N 15°58′38.27″E / 40.121534°N 15.977297°E40.121534; 15.977297
Altri nomi e significati monte Alpe

L'Alpe di Latronico

Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Alpi

Il monte Alpi, con le sue due cime gemelle Pizzo Falcone (1.900 m) e S. Croce (1.893 m), è annoverabile tra i rilievi più alti dell'Appennino lucano e ne costituisce una delle aree più interessanti ed intatte dal punto di vista ambientale e naturalistico.

Estrema propagine settentrionale del massiccio del Pollino, l'Alpi è posto a guardia dell'alta valle del fiume Sinni, a sud del monte Raparo (1.761 m), ad est del massiccio del Sirino (2.005 m) e a nord, nord-est rispetto al gruppo dei monti La Spina-Zaccana (1.652 m e 1.580 m).

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il monte Alpi (dalla campagna sottostante il massiccio del Sirino).

Molto simile ai complessi montuosi della placca abruzzese-campana, il monte Alpi è paragonabile ad una grossa zolla di calcare cretacico, dalla caratteristica forma cuneiforme, che emerge in modo brusco dai terreni che lo circondano, di formazione più recente.

Da ognuna delle sue vette si possono osservare, simultaneamente, a nord l'alta val d'Agri, ad est il sistema dei calanchi argillosi degradanti verso il mar Ionio, ad ovest il Sirino, la costa tirrenica e le vette più alte del Cilento; a sud, infine, i monti Zaccana e la Spina oltre che l'imponente acrocoro del Pollino, e in condizioni ideali anche la Sila.

Nella zona sono tuttora operanti diverse cave per l'estrazione di materiale destinato all'edilizia e la lavorazione dell'originale pietra grigia di Latronico, utilizzata come marmo ornamentale.

Sulle sue ripide pareti è possibile affrontare diverse vie alpinistiche di varia difficoltà, di roccia e, nel versante Nord, di misto.

Alle pendici del massiccio sorgono borghi piccoli e pittoreschi, tra cui Latronico e Castelsaraceno.

Vette principali[modifica | modifica sorgente]

1 1.900 m Pizzo Falcone
2 1.893 m S. Croce
3 1.880 m Punta del Corvo
4 1.411 m Monte Armizzone

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Il lupo (Canis lupus) frequenta i boschi dell'intero comprensorio.

La flora è largamente caratterizzata dalla presenza della pianta simbolo del Parco nazionale del Pollino, il Pino loricato.

Dove le rocce lasciano spazio a morbide ondulazioni argillose, si possono osservare degli esemplari di agrifoglio nella variante insolita di portamento arboreo.

Tra le altre specie floristiche si annovera la presenza di tassi colossali ultracentenari.

La fauna del massiccio è in gran parte assimilabile a quella della restante parte del Parco nazionale del Pollino. A titolo esemplificativo, si possono citare, tra i mammiferi: il lupo, il cinghiale, il tasso, l’istrice, il gatto selvatico e lo scoiattolo nella sua variante meridionale, di colore scuro; tra gli uccelli, numerose sono le specie tipiche degli ambienti di montagna tra cui spiccano diverse specie di rapaci diurni e notturni.

In autunno la montagna si tinge di rosso.

Fossili[modifica | modifica sorgente]

È stata accertata nel corso degli anni la presenza di fossili come un esemplare di Istiophoridae del genere makaira (noto agli appassionati di pesca come marlin) lungo 235 cm, alto 95 cm e dal rostro di 30 cm, risalente a circa 30 milioni di anni fa. È ubicato a circa 970 m s.l.m. sopra la contrada Iannazzo e sotto la cava di pietra.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]