Sinni

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Sinni
Sinni
Stato Italia Italia
Regioni Basilicata Basilicata
Lunghezza 94 km
Portata media 15 m³/s
Bacino idrografico 1 292 km²
Altitudine sorgente 1 380 m s.l.m.
Nasce Serra Giumenta (Massiccio del Sirino)
40°07′17.43″N 15°51′05.31″E / 40.121508°N 15.851476°E40.121508; 15.851476
Affluenti da sinistra: Cogliandrino, Serrapotamo
da destra: Peschiera-Frido, Rubbio, Sarmento
Sfocia Golfo di Taranto (Mar Ionio)
40°09′10.62″N 16°41′29.93″E / 40.15295°N 16.691648°E40.15295; 16.691648Coordinate: 40°09′10.62″N 16°41′29.93″E / 40.15295°N 16.691648°E40.15295; 16.691648

Il Sinni (anticamente chiamato Siris, Σίρις in greco) è un importante fiume della Basilicata. Costituisce il quarto fiume della regione per distanza percorsa[1] e per ampiezza del bacino, ma il secondo per ricchezza d'acque, dopo l'Agri.

Corso[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a quota 1 380 metri dalla cima Serra Giumenta, sul versante orientale del massiccio del Sirino in territorio di Lauria.

Percorre da ovest a est l'estremo settore meridionale della Basilicata, ricevendo l'apporto di svariati affluenti: da sinistra il Cogliandrino, da destra il torrente Peschiera-Frido e il Rubbio. Giunto nei pressi di Senise il fiume riceve da sinistra le acque del Serrapotamo, il cui corso è sbarrato dalla diga di Monte Cotugno, uno dei maggiori invasi artificiali in Italia e il più grande in Europa tra quelli in terra battuta[2], costruito tra il 1970 e il 1982 e in grado di soddisfare, con una capacità di 530 milioni di , buona parte delle esigenze idriche di Puglia e Basilicata.
Più a valle, il fiume riprende a scorrere con portata regolare, confluendo nel territorio di Valsinni con il Sarmento, la cui portata media è pari a un decimo di quella dello stesso Sinni (circa 1,5 m³/s).

Da questo punto in poi il suo alveo si dilata sensibilmente, raggiungendo anche il chilometro di ampiezza laddove, curvandosi in un aspro meandro, si avvia in direzione del mar Ionio, in cui va a sfociare dopo aver tagliato la Piana di Metaponto nel tratto tra Rotondella e Policoro.

Regime[modifica | modifica wikitesto]

Il regime fluviale del Sinni è orientativamente torrentizio, con piene turbinose nella stagione piovosa (testimoniate dall'alveo largo e ciottoloso, caratteristico delle "fiumare") e notevoli magre in estate. Tuttavia, al pari del vicino Agri, può beneficiare di una quantità di sorgenti e affluenti nel suo alto bacino tale che le sue acque continuino a scorrere, sebbene a portata ridotta, anche nei mesi estivi – assumendo di fatto carattere perenne.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Tra le specie ittiche che popolano il torrente e il suo bacino figurano il cavedano, il barbo comune, la trota fario, la cagnetta, il persico reale, il cobite, la rovella, oltre all'alborella appenninica, una specie che necessita di particolare protezione. È stata anche segnalata la presenza di carpe, tinche, carassi, anguille e pesci gatto[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lista Fiumi Basilicata, comuni-italiani.it. URL consultato il 06 Giugno 2017. Si è escluso dalla fonte il fiume Ofanto in quanto condiviso con le regioni Campania e Puglia, intendendo in questa sede limitare la classificazione ai corsi d'acqua il cui bacino sia interamente o prevalentemente inscritto nei confini regionali della Basilicata.
  2. ^ Parchi ed aree protette - Lago di Monte Cotugno, APTbasilicata.it. URL consultato il 06 Giugno 2017.
  3. ^ Carta ittica regionale - Dipartimento Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità, Ufficio Tutela della Natura (PDF), regione.basilicata.it. URL consultato il 06 Giugno 2017.

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