Vai al contenuto

Montalcinello

Coordinate: 43°11′48″N 11°04′40″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Montalcinello
frazione
Montalcinello – Veduta
Montalcinello – Veduta
Vista di Montalcinello
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Toscana
Provincia Siena
Comune Chiusdino
Territorio
Coordinate43°11′48″N 11°04′40″E
Altitudine378 m s.l.m.
Abitanti148 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale53012
Prefisso0577
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimontalcinellese, montalcinellesi[1]
PatronoSan Magno
Giorno festivo19 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montalcinello
Montalcinello

Montalcinello è un borgo medioevale, ora frazione del comune italiano di Chiusdino in Val di Merse, nella provincia di Siena, in Toscana.

Il toponimo, già Montalcino (Mons licinus), deve il suo nome probabilmente alle piante di leccio, che rivestivano fin dalla sua origine il colle.

Nato come insediamento rurale accanto ad una Pieve, su un colle tra querce e cerri secolari, rovi e macchie, alle cui falde scorrono il torrente Quarta ed il fosso Saio. Per far fronte all'insicurezza dovuta alla presenza di briganti, compagnie di ventura e anche di lupi, il villaggio venne trasformato in un borgo fortificato. Le sue vicende politiche sono state legate al dominio del Vescovado di Volterra prima, della Repubblica di Siena ed infine del Granducato di Toscana.[2]

Le sue origini risalgono almeno al X secolo e Montalcinello fu la prima comunità di tutta la zona a comparire in documenti scritti; alcuni documenti testimoniano infatti della Pieve di San Magno già nel 987. Il piccolo castello di Montalcinello è stato conteso tra i Conti della Gherardesca di Frosini ed il Vescovo di Volterra. Nel 1133 fu siglato un accordo tra i contendenti che posero il castello alle dipendenze del vescovo.

In questo periodo, l'importanza del borgo ('Montalcin de' Vescovi') aumenta a tal punto da rendere necessaria la costruzione di una nuova pieve e da farne anche la prestigiosa sede di una zecca vescovile, trasferita da Montieri a Montalcinello perché considerata più sicura. La zecca fu posta negli antichi edifici dell'attuale villa del Conte antistante la piazzetta. Il governo del borgo era garantito da tre "Priori", nominati dai "Consiglieri"; un "Camarlingo" aveva la custodia delle finanze e dei beni comunali, le cui entrate erano garantite dalle tasse imposte dagli "Stimatori". Montalcinello rimarrà sotto la giurisdizione del Vescovo di Volterra fino alla seconda metà del XIV secolo quando passò sotto la Repubblica di Siena perdendo la propria autonomia. Da allora il destino del castello ha seguito gli eventi politici ed economici del comune di Siena.

Non è nota la data esatta di costruzione del muro castellano con fossato, ma la sua edificazione è da collocarsi tra il 1300 e il 1400. Le mura erano dotate di due porte, ciascuna affiancata da una torre di sorveglianza, che venivano aperte al mattino per consentire l'uscita verso i campi e richiuse al tramonto al rientro degli abitanti.[2]

Nonostante la presenza del piccolo castello, dai documenti storici emerge un quadro di Montalcinello caratterizzato da una vita povera dedita alla caccia e all' agricoltura, segnata da un’endemica scarsità d’acqua risolta solo con l’installazione di fonti d’acqua potabile nel 1933. In particolare, in un rapporto del 1676 si riporta che non vi fossero benestanti, poiché la maggior parte della popolazione viveva in affitto o in mezzadria, e anche chi possedeva un po’ di terra o una casa disponeva di beni di scarso valore.[2]

Stemma di Montalcinello (Tavola N°XXXIII Pubblicato da Lit. Cirinei, Siena, 1880)

Il borgo di Montalcinello ha iniziato a rinascere ed ingrandirsi solo verso la metà del XIX secolo, a partire dal 1855, in concomitanza con la costruzione e l'ammodernamento della rete viaria locale: la Strada statale 541 Traversa Maremmana, che collega Colle di Val d'Elsa alla Maremma tramite la Strada statale 73 Senese Aretina, e le nuove strade per Chiusdino e Montingegnoli.

Durante la Seconda guerra mondiale, Montalcinello fu scenario di episodi significativi legati alla Resistenza. Il 24 giugno 1944, cinque giovani partigiani persero la vita nei pressi del borgo durante un attacco a un’autocolonna tedesca.[3] Tra questi, Ugo Mancini, di anni 20, fu trasportato con un camion nel paese di Montalcinello ed appeso ad una cascia dietro la vecchia scuola elementare, come monito alla popolazione dal compiere ulteriori azioni di guerra contro i soldati del Reich. In loro memoria, il paese ha dedicato quattro vie e una piazzetta a questi caduti [4], che avevano poco più di vent'anni.[5]

In tempi più recenti il territorio di Montalcinello, come quello dei territori circostanti, è stato ed è interessato dalle perforazioni geotermiche per la produzione di energia elettrica.

All'inizio del 2025 sono iniziati i lavori per la realizzazione della rete di teleriscaldamento alimentata da fonte geotermica. L'intervento rappresenta un importante beneficio economico per la popolazione di Montalcinello, che potrà usufruire di un importante risparmio sui costi energetici una volta che l’impianto sarà operativo.[6] Tale investimento e un trend sempre più diffuso che premia il lavoro da remoto e la fuga dal caos urbano, alla ricerca della pace della natura e di relazioni più autentiche, sta alimentando una nuova vitalità abitativa nel borgo che ha fatto parlare di una vera e propria rinascita [7] , contestuale al lancio di un sito web dedicato alla vita del borgo [8].

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]

La struttura medievale del borgo è rimasta pressoché inalterata, con le sue strade selciate (dette 'chioche') e la pittoresca piazzetta dove un tempo sorgeva un pozzo d'acqua potabile, al quale gli abitanti si recavano per attingere l'acqua con il proprio secchio e la propria fune.

Palazzo Fattoria di Montalcinello
Piazzetta con la Cisterna - 1925

Il castello risulta invece rimaneggiato. Sulle mura di cinta del castello si aprivano tre porte: la Porta di Sopra, la Porta di Mezzo e la Porta di Sotto. Le mura avevano dei punti rialzati non più esistenti.

La Piazza della Cisterna costituisce il centro vitale di Montalcinello e prende il nome dall’antica cisterna pubblica che in passato garantiva l’approvvigionamento idrico agli abitanti. Lo spazio, di forma raccolta, è incorniciato da edifici in pietra di origine medievale, che ancora oggi testimoniano la compatta organizzazione del borgo fortificato.

Affacciata sulla piazza si trova la Fattoria di Montalcinello, uno degli edifici di maggior rilievo storico e architettonico del paese. Secondo alcune tradizioni locali, le sue origini risalirebbero al X secolo.

La struttura presenta robuste murature in pietra, secondo lo stile tipico delle fattorie medievali toscane. Gli interni conservano un’impronta rustica, pur essendo stati adattati nel tempo alle esigenze abitative moderne.

Attualmente la Fattoria è destinata all’accoglienza turistica, con appartamenti per soggiorni a breve e lungo termine. È inoltre prevista, a partire da maggio 2026, la riapertura di un ristorante al suo interno. La posizione privilegiata in Piazza della Cisterna ne fa uno dei punti di riferimento più riconoscibili del borgo, contribuendo a definire l’identità architettonica e storica di Montalcinello.

A Montalcinello è ubicata la Chiesa di San Magno che, già risalente a prima dell'anno 1000, deve la sua struttura attuale alla ricostruzione del 1290. Sacrestia e canonica sono state costruite nel 1500. Durante il passaggio del fronte nell’ultima guerra, la chiesa subì gravi danni al tetto, al campanile e al pavimento, rendendo necessaria la sua chiusura al culto per un lungo periodo al fine di consentire i lavori di restauro.

Montalcinello e la sua Chiesa di San Magno erano direttamente sottoposti all’autorità di un’importante pieve (dal latino plēbs, plēbis, “plebe”), la Pieve di San Giovanni di Sorciano, centro religioso e luogo di riunione della comunità.

Immagine storica della Pieve

Essa costituiva la chiesa principale di una vasta circoscrizione ecclesiastica, controllata spiritualmente e materialmente dal Vescovo di Volterra, e comprendeva un ampio territorio che si estendeva nell’area di Sorciano, identificabile oggi con le attuali località di Cerciano, Pieve e Poggiocorbo.[9]

Vista aerea della Pieve tra Montalcinello in primo piano e Belforte sullo sfondo

La pieve, verosimilmente edificata nel IX secolo, iniziò a perdere importanza con l’ascesa del Comune di Siena nella seconda metà del XIV secolo, quando il titolo di pieve venne attribuito alla Chiesa di Santa Maria di Belforte. Questo segnò l’avvio di una graduale decadenza, aggravata anche da un terremoto nel 1436. Da quel momento in poi si susseguirono numerosi, ma vani, tentativi di restauro. [9] Le strutture esistenti sono destinate all'accoglienza turistica, potendo vantare una posizione che offre un paesaggio mozzafiato [10].

Per lungo tempo gli abitanti di Montalcinello seppellirono i propri defunti presso la pieve, tanto che fino ai primi decenni del XX secolo vi si recavano ogni anno in processione il 24 giugno, giorno di San Giovanni, per onorarne la memoria.[9]

Ulteriore testimonianza del profondo legame tra il borgo e la pieve è rappresentata da una tradizione orale, secondo la quale un tunnel avrebbe collegato Montalcinello alla chiesa pievana. Lo Statuto di Montalcinello, inoltre raccomandava espressamente che la via che portava alla Pieve fosse pulita e lastricata ed a tale compito erano stati eletti quattro viarii, ufficiali del comune. Qualunque crimine fosse commesso nella suddetta Pieve, amministrata da un rettore, e nella sua sottoposta Chiesa di Magno, prevedeva il raddoppio delle pene.[11]

Superluna sopra la cappella intitolata alla Madonna della Consolazione

Poco fuori dal paese è ubicato l'oratorio della Madonna della Consolazione (XVII secolo).[12] Fu edificata grazie alle elemosine e all’operato della Confraternita di Maria Santissima della Consolazione, i cui affiliati partecipavano attivamente alla vita religiosa del paese. La Confraternita fu istituita per promuovere il culto della Madonna, prestare assistenza agli infermi, occuparsi del trasporto dei cadaveri e del suffragio dei defunti.[2]

Sotto il borgo si estende un’area boschiva impervia nota come “Gli Scogli”, caratterizzata da imponenti formazioni rocciose a strapiombo su un dirupo, soprannominato dai bambini “il burrone della morte” [13], per una tragedia avvenuta il 9 luglio 1949, quando un bambino di quasi tre anni, Furio Capanni, perse la vita scivolando accidentalmente mentre inseguiva un maialino. Quest’area, rimasta in gran parte incontaminata, è divenuta nel tempo teatro di racconti popolari e leggende, alimentate dal suo fascino misterioso e dal ruolo che ha avuto come scenario di giochi e avventure per intere generazioni di giovani. Tra le leggende tramandate oralmente, è particolarmente nota quella secondo cui nei sotterranei di una casa-torre situata nell’attuale "Via degli Scogli" si trovasse una botola che celava l’ingresso a un tunnel sotterraneo diretto fino alla Pieve di San Giovanni a Sorciano. [2]

Montalcinello, e soprattutto i suoi abitanti, custodisce le tracce dell’antico: le si riconosce nelle tradizioni che ancora sopravvivono, nei ritmi lenti che scandiscono le giornate, nello sguardo attento rivolto alla natura, al tempo, alle stagioni. Si percepisce nella partecipazione corale del paese al ritorno dei cacciatori dopo una battuta al cinghiale; nei canti e nei colori delle processioni del Corpus Domini, con le strade cosparse di petali di rosa e fiori di ginestra; nella festa della Madonna della Consolazione, celebrata la prima domenica di Quaresima, con i ceri portati in processione dalle ragazze non ancora sposate; e ancora, nella festa di San Magno (19 agosto) e nella Sagra del Dolce, in cui tutte le donne del paese si dedicano alla preparazione delle specialità dolciarie della tradizione locale.[2]

Montalcinello in cartolina
Un tipico gatto di borgata di Montalcinello, un vero paradiso per la popolazione felina.

Nel 1919 vi si trasferí la famiglia Fallaci, genitori della scrittrice Oriana Fallaci. Il paese è citato nel romanzo Un cappello pieno di ciliege (2008) di Oriana Fallaci, come luogo dove hanno vissuto i suoi antenati Caterina Zani e Carlo Fallaci. Nel piccolo cimitero del paese, è presente la lapide di Carlo Fallaci, nipote dei due, autorevole magistrato di Firenze.[14]

Nel Vicolo dei Poeti, è presente una targa commemorativa dedicata a Mario Luzi, che testimonia il profondo legame tra il poeta ed il borgo, frequentato dallo stesso tra il 1990 e il 2005.[15] Il poeta ebbe modo di scrivere: «Il mite, tranquillo borgo di Montalcinello è reale, ed è insieme un luogo da favola. Un quadro mobile e incantato, com'è Montalcinello.» [16]

Evaldo Serpi, soprannominato il Duca di Montalcinello [17], è stato una figura di rilievo della comunità di Montalcinello. Sebbene non detenesse alcun titolo nobiliare, era affettuosamente chiamato "duca" dagli abitanti del borgo per via del suo spirito generoso, il forte attaccamento al territorio e il ruolo centrale nella vita sociale del paese. Studioso autodidatta e appassionato di storia locale, Serpi si dedicò a raccogliere testimonianze orali, documenti, rime popolari e tradizioni del luogo, contribuendo in modo significativo alla conservazione della memoria storica di Montalcinello. Il suo lavoro ha ispirato ricerche genealogiche e storiche sull’area circostante raccolte in diverse pubblicazioni. Dopo la sua scomparsa, la comunità gli ha reso omaggio con eventi commemorativi e l’intitolazione dei giardini pubblici di Montalcinello alla sua persona, riconoscendolo come una figura simbolica della cultura locale.[18]

La poetessa Caterina Trombetti, nata a Firenze e di origini montalcinellesi da parte materna, ha trascorso a Montalcinello i mesi estivi della sua infanzia e continua a frequentare il paese nei fine settimana e durante il periodo estivo. Nella sua abitazione con giardino affacciato sugli Scogli ha accolto nel tempo numerosi esponenti della letteratura italiana contemporanea, tra cui Mario Luzi, il quale affermò: «L'arte di Caterina sta proprio nel preservare entro il suo testo il primo genuino moto dell'anima». In riconoscimento del suo impegno culturale, l'Amministrazione comunale di Chiusdino ha accolto la proposta di intitolare Vicolo dei Poeti il vicolo su cui si affacciano la sua casa e il giardino, in onore della poetessa e dei suoi illustri ospiti. [19]

Festa del Circolo Unitario di Montalcinello - 10 Agosto 2025

ll borgo ospita un vivace "Circolo Unitario", autentico punto di riferimento per la vita sociale [7], fondato l’11 febbraio 1988 con finalità ricreative. Aperto tutte le sere, il locale dispone di un bar con tavoli e propone numerose occasioni di svago per la comunità: feste, cene, tornei di briscola, serate a tema e il tradizionale lancio del panforte nel periodo natalizio. Qui, la musica e le chiacchiere di paese riempiono l’aria, creando un’atmosfera calda e familiare. Particolarmente suggestiva è anche la festa della Befana, che ogni anno anima il paese con il suo spirito festoso.[20]

Borgo Incanto, Montalcinello, Agosto 2018

Per anni, il borgo ha ospitato la celebre "Sagra del Dolce", capace di richiamare non solo turisti, ma anche molti ex residenti che, per varie ragioni, avevano lasciato il paese, contribuendo al progressivo spopolamento della frazione. Fortunatamente, negli ultimi anni Montalcinello sta vivendo una ripresa demografica, sostenuta dal rinnovato interesse verso questi piccoli centri dove il tempo sembra essersi fermato. La Sagra del Dolce, purtroppo, ha subito un duro colpo a causa dell’entrata in vigore di normative più severe sulla somministrazione di alimenti al pubblico.

In compenso, ha guadagnato sempre più popolarità e vigore "Borgo InCanto", evento musicale ideato da Giuseppe Galgani che si tiene ogni anno il 19 agosto, in concomitanza con la festa patronale di San Magno. In questa occasione, le antiche vie e le piazze di Montalcinello si trasformano in un palcoscenico diffuso: concerti, spettacoli dal vivo e momenti di convivialità riempiono l’aria di note e voci, creando un’atmosfera magica che avvolge residenti, visitatori e musicisti in un’unica, grande festa sotto le stelle estive.

Montalcinello vista dalla stradina del cimitero (c.1940)

L’economia di Montalcinello è stata tradizionalmente di tipo agripastorale, basata sulla coltivazione dei campi, sull’allevamento e sull’utilizzo delle risorse del territorio. Accanto a questa vocazione rurale si sviluppò nel Novecento, una significativa attività artigianale legata alla produzione di calzature: nel borgo si contarono fino a una trentina di calzolai [21]. Questa specializzazione locale declinò progressivamente con l’affermarsi della produzione industriale di scarpe su larga scala.

Sergio Giannetti (n. ca. 1949), imprenditore originario di Montalcinello, è noto per aver trasformato radicalmente il tessuto economico del borgo negli anni '80, guidandolo dal tradizionale mondo agricolo verso un’economia basata sul commercio e sull’organizzazione industriale.

L’intuizione imprenditoriale di Giannetti prese forma a Milano nel 1974, quando, a soli 25 anni, individuò nel portachiavi nominale personalizzato un prodotto vincente, ancora privo di concorrenza sul mercato. Partì utilizzando contatti nel mondo della ristorazione, servendosi di elenchi di nomi per offrire un prodotto “su misura” e fortemente riconoscibile. I primi punti vendita furono collocati in aree strategiche ad alta affluenza, come la stazione Bovisa, Brera e gli uffici postali centrali. Giannetti acquistava i portachiavi a 300 lire e li rivendeva a 1000 lire, garantendosi un margine considerevole, grazie anche a un’esclusiva con un laboratorio di produzione.

Il successo iniziale fu amplificato dalla creazione di una rete di venditori ambulanti, detti “battitori”, che permisero la diffusione del prodotto in numerose piazze italiane. Nel 1975, l’imprenditore decise di espandersi a Parigi, dove aveva precedentemente lavorato come cameriere nel 1972. L'esperienza francese segnò anche il passaggio a nuovi articoli, in particolare bigiotteria semplice – come anelli decorati con cuori e stelle – e la replicazione del modello dei battitori anche nelle città europee.

Nel 1978, Giannetti fece ritorno a Montalcinello, dove aprì un primo laboratorio di assemblaggio all’interno di un garage di famiglia. Inizialmente coinvolgendo due persone, il lavoro fu presto esteso a domicilio, raggiungendo un indotto di circa 400 persone distribuite anche in località vicine come Follonica. La svolta avvenne nel 1980 con l’acquisto di un capannone industriale per 80 milioni di lire e la fondazione della fabbrica ''VOGUE STYLE''. Tra il 1983 e il 1990, lo stabilimento arrivò a impiegare stabilmente tra i 30 e i 35 lavoratori.

Nel 1984, Giannetti avviò un’attività di importazione da Seul, Hong Kong e Taipei, riguardante lo stesso tipo di prodotto finito già realizzato in loco. L’importazione da Oriente si rivelò estremamente redditizia, contribuendo al successo dell’azienda su scala europea.

Nonostante ciò, a partire dagli anni ’90, la fabbrica di Montalcinello andò incontro a un lento declino, dovuto all’aumento del costo del lavoro, all’isolamento logistico del borgo e alla difficoltà di reperire manodopera specializzata. Negli ultimi anni di attività terminate il 31 Marzo 2001, l’azienda operava in perdita, mentre le operazioni di importazione continuavano a prosperare.

La ''VOGUE STYLE'' è tuttora ricordata con grande rispetto dalla comunità locale. L’ambiente di lavoro era descritto come entusiasta e partecipativo, senza mai registrare scioperi o incidenti, in un contesto in cui il rapporto tra imprenditore e lavoratori fu sempre collaborativo. La fabbrica rappresentò un vero punto di svolta per Montalcinello, offrendo per la prima volta ai residenti salari regolari che consentirono loro l’accesso al credito e l’acquisto a rate di beni durevoli, segnando il passaggio da una vocazione agricola a un’economia di scala orientata al commercio e alla manifattura.

Galleria d'immagini

[modifica | modifica wikitesto]
  1. Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 335.
  2. 1 2 3 4 5 6 Evaldo Serpi, Montalcinello: Storia e vita di un borgo toscano, Stampa Tipolitografia IDEALPRESS,1994.
  3. Nuovo cippo a 5 partigiani caduti a Montalcinello il 24/6/’44 – Radicondoli | Pietre della Memoria, su pietredellamemoria.it, 18 giugno 2018. URL consultato il 23 aprile 2025.
  4. Laureen ha detto, MONTALCINELLO La battaglia del podere “LA CASELLA” – INFORMAZIONE POLITICA, su danilocucini.it, 16 agosto 2011. URL consultato il 23 aprile 2025.
  5. MEMO - Cippo del podere La Casella - Comune di Radicondoli (SI), su MEMO. URL consultato il 23 aprile 2025.
  6. Chiusdino punta sulla geotermia. Si estende il teleriscaldamento, su La Nazione, 23 febbraio 2025. URL consultato il 22 aprile 2025.
  7. 1 2 Claudio Coli, Montalcinello, da borgo fantasma a paese che rivive grazie ai nativi digitali in fuga dallo stress delle metropoli, su corrieredisiena.it, 24 ottobre 2025. URL consultato il 26 ottobre 2025.
  8. home, su Borgo Montalcinello. URL consultato il 5 gennaio 2026.
  9. 1 2 3 Serpi, E. (1997). Montalcinello: origine e vicende di una comunità. Siena: Cooperativa sociale Progetto Lavoro.
  10. (EN) Podere la Pieve: History of an Ancient Place - Agriturismo Galgani, su agriturismogalgani.com, 3 aprile 2023. URL consultato il 4 gennaio 2026.
  11. Roccabianca, F.; Serpi, E. (a cura di). Lo statuto di Montalcinello. Siena, 2007.
  12. Anna Maria Giuducci (a cura di), I luoghi della Fede. Le Creti senesi, la Val d'Arbia e la Val di Merse, Milano, Mondadori Editore, 1999, p. 122.
  13. "Il mio paese. Cenni sulla vita e le origini di Montalcinello" di Silvana Buonomini, 1972.
  14. Oriana Fallaci, Un cappello pieno di ciliege, Rizzoli, Milano, 2008
  15. Donatella Guastatori, A CHIUSDINO UNA GIORNATA IN ONORE DI MARIO LUZI, su Linea Libera, 4 settembre 2015. URL consultato il 22 aprile 2025.
  16. Caterina Trombetti, Montalcinello, i tuoi cieli, i tuoi ruscelli, Il Bracconiere, 2001.
  17. Il Duca di Montalcinello, su golittleslowly.wordpress.com.
  18. In memoria di Evaldo Serpi: la sua Chiusdino non dimentica, su sienasociale.it.
  19. La poesia di Caterina Trombetti, Testi e testimonianze di Mario Luzi, Carlo Fini e Luigi Oliveto con due acquerelli di Ugo Maffi, Inventario Senese n.6/2003, Edizioni La Copia.
  20. Evaldo Serpi, Montalcinello: Storia e vita di un borgo toscano, Stampa Tipolitografia IDEALPRESS,1994.
  21. Ofelio, l’ultimo calzolaio di Montalcinello, su Borgo Montalcinello. URL consultato il 22 febbraio 2026.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Toscana: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Toscana