Montaggio classico

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Montaggio.

David W. Griffith nel 1916

Il montaggio classico (anche detto découpage classico, montaggio analitico, montaggio narrativo o montaggio invisibile) è una tipologia di montaggio cinematografico che si è sviluppata e diffusa tra il 1917 e il 1960 circa, ed è ancora oggi la forma più usata nel cinema narrativo. David Wark Griffith è considerato il primo regista ad averlo introdotto.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il montaggio classico consiste principalmente nel raccordare le varie inquadrature di una scena secondo criteri di logica e continuità, tali per cui lo spettatore sentirà come "naturali" questi passaggi e non li percepirà nemmeno. Il risultato sarà quindi una visione più coinvolgente e intuitiva del film stesso.[1]

In teoria, sarebbe possibile girare una scena anche con una sola macchina da presa e senza cambi di inquadratura (come del resto faceva il cinema delle origini), in questo modo però agli spettatori la visione del filmato potrebbe risultare meno coinvolgente e più monotona. Inoltre, in caso di presenza in scena di numerosi personaggi, sarebbe necessario organizzare i loro movimenti (e i movimenti della macchina da presa) in maniera assai complessa per poter filmare adeguatamente il tutto.[2] Spezzettando la scena in varie inquadrature, invece, non solo le riprese diventano più semplici, ma la visione stessa può diventare più varia e coinvolgente. È però necessario organizzare e ordinare le inquadrature secondo precisi criteri che diano allo spettatore una sensazione di continuità e naturalezza.[1]

Il cinema delle origini non solo non utilizzava i cambi di inquadratura, ma aveva una serie di caratteristiche che tendevano a rivelare o evidenziare la presenza della macchina da presa, come lo sguardo diretto verso di essa (o addirittura il rivolgersi direttamente agli spettatori) o le uscite dei personaggi dallo stesso lato da cui veniva ripresa la scena. Con lo sviluppo del découpage classico questi difetti gradualmente scomparvero e vennero sviluppate tecniche per rendere il più possibile invisibili gli stacchi di montaggio: i cosiddetti "raccordi" (o "attacchi").[1]

I raccordi[modifica | modifica wikitesto]

Raccordo di direzione: i personaggi escono dalla parte destra dello schermo, per poi, nell'inquadratura successiva, rientrare dalla parte sinistra (dal film Nascita di una nazione)
Raccordo sull'asse: viene prima inquadrato un personaggio e poi, con apparente movimento in avanti, i suoi cani in grembo (dal film Intolerance)
Raccordo di sguardo (o di soggettiva): un uomo osserva un ritratto e nell'inquadratura successiva si vede il ritratto stesso (dal film Nascita di una nazione)

Raccordo di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Un personaggio che a inizio scena occupa una certa posizione nell'inquadratura (ad esempio la parte sinistra), dovrà continuare a occupare quella posizione anche nel prosieguo, a meno che non si muova.[3][4][5]

Raccordo di direzione[modifica | modifica wikitesto]

Più inquadrature seguono qualcuno o qualcosa che si muove in più spazi diversi; è il caso tipico di una passeggiata mostrata con una telecamera non in movimento, attraverso singole riprese dei singoli luoghi attraversati, montati poi in sequenza. Regola fondamentale di questo tipo di raccordo è che se il personaggio in movimento esce ad esempio da destra, nell'inquadratura successiva deve riapparire da sinistra, per evitare confusione nello spettatore, che potrebbe avere l'impressione che il personaggio abbia cambiato direzione (in caso contrario si parla di "scavalcamento di campo", che è un grave errore di raccordo, sebbene sia di tanto in tanto usato dai registi per ottenere particolari effetti o come provocazione).[3][4][5]

Raccordo sull'asse[modifica | modifica wikitesto]

Consiste nel montare due inquadrature delle quali la seconda è sulla stessa linea della prima (come se si guardasse dallo stesso punto di vista), ma più vicina oppure più lontana. L'effetto è quello di un balzo in avanti (o indietro) sullo stesso asse.[3][4][5]

Raccordo di sguardo[modifica | modifica wikitesto]

In un'inquadratura si mostra un personaggio che guarda qualcosa e nell'inquadratura successiva si mostra ciò che viene guardato (anche se durante le riprese essi potevano essere stati filmati non vicini e magari nemmeno nello stesso posto).[3][4][5] Un sottoinsieme del raccordo di sguardo è il raccordo di soggettiva, che presenta l'oggetto guardato con un'inquadratura appunto soggettiva, ossia secondo il punto di vista esatto del personaggio. Per esempio se un personaggio ha un oggetto in mano si vedrà la sua mano sotto, se guarda da un cannocchiale si vedrà dal foro circolare.

Raccordo di direzione degli sguardi[modifica | modifica wikitesto]

Se due personaggi inquadrati singolarmente si guardano a vicenda, uno dovrà guardare verso destra, l'altro verso sinistra.[3][4][5]

Raccordo di movimento[modifica | modifica wikitesto]

Un movimento cominciato in un'inquadratura, si conclude nell'inquadratura successiva.[3][4][5]

Raccordo sonoro[modifica | modifica wikitesto]

Una musica o una voce a cavallo di due diverse inquadrature funge da "collante", legandole tra loro.[4][5] Viceversa, un forte suono fuori campo può essere motivo per uno stacco di montaggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Alonge, pp. 100-109.
  2. ^ Nella storia del cinema vi sono comunque numerosi esempi di piani sequenza lunghi svariati minuti, o addirittura alcuni film girati in un solo piano sequenza (o che sembrano tali). Il più famoso di questi è Nodo alla gola di Alfred Hitchcock.
  3. ^ a b c d e f Alonge, pp. 108-114.
  4. ^ a b c d e f g Bertetto, pp. 114-116, 360-361.
  5. ^ a b c d e f g Rondolino, pp. 222-238.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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