Mona di Milano

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San Mona
Corpo di san Mona, duomo di Milano
Corpo di san Mona, duomo di Milano

Vescovo di Milano

Morte ante 313
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione pre canonizzazione
Santuario principale Duomo di Milano
Ricorrenza 12 ottobre
Attributi bastone pastorale, mitria

San Mona, o Monas (... – Milano, ...), fu vescovo di Milano nella seconda metà del III secolo, fino alla sua morte avvenuta probabilmente poco prima dell'anno 313.[1] È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Dati biografici[modifica | modifica wikitesto]

I dati storici certi a proposito di Mona sono del tutto esigui. Il nome potrebbe far pensare a un personaggio d'origine greca.

Alla sua morte, il suo corpo venne sepolto nella Basilica Fausta (la futura chiesa di San Vitale), per poi esser trasferito nel duomo di Milano per volere di san Carlo Borromeo il 6 febbraio 1576; attualmente si trova deposto all'interno della mensa dell'altare di San Giuseppe, lungo la navata sinistra della cattedrale.

Culto e leggende[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda tardomedievale lo voleva di nome Simone e della famiglia milanese dei Borri, appartenente alla nobiltà militare milanese. Inoltre, l'esigenza di disporre i pochi nomi di vescovi conosciuti prima di sant'Ambrogio in modo tale che le origini della Chiesa milanese potessero risalire all'epoca apostolica, portò anche nel caso di san Mona a dilatare in maniera poco credibile il periodo del suo episcopato, tanto che venne registrato a guida della diocesi dall'anno 195 al 251.

A san Mona si attribuisce il merito di aver suddiviso Milano e i suoi territori in parrocchie o pievi (in realtà la divisione della diocesi in pievi ben delimitate difficilmente può essere anteriore all'VIII secolo, e la divisione della città di Milano in parrocchie - o vicinìe - risale addirittura al Medioevo centrale).

Tra le chiese da lui fondate si cita il primo nucleo della parrocchiale di Corbetta. Sempre a Corbetta, nell'allora chiesa di San Nicolao (oggi santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli), i Borri, che si consideravano suoi eredi, fecero restaurare nel XVII secolo una cappella in suo onore, inizialmente dedicata a santa Dorotea e edificata attorno al 1580 dalla nobile famiglia Beolco, ma poi appunto passata ai Borri, che la dedicarono al loro presunto antenato. Nel museo del santuario è ancor oggi conservata una reliquia consistente in un dente di san Mona, donato dal capitolo del duomo di Milano al santuario corbettese nel XVII secolo.

La sua memoria liturgica ricorre il 12 ottobre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Rimoldi, "Mona di Milano", in: Bibliotheca Sanctorum, vol. 9 (1967), p. 541.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Santuario di Corbetta, a cura di Maria Luisa Gatti Perer, testi di Giuseppe Moreno Vazzoler, Giuliana Algeri, Andrea Spiriti, Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda, 1995.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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