Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria di Mallorca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima congregazione napoletana, vedi Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.

I Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (in latino Congregatio Missionariorum Sacrorum Cordium Iesu et Mariae) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale pospongono al loro nome la sigla M.SS.CC.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La congregazione venne fondata dal sacerdote spagnolo Joaquín Rosselló i Ferrà (1833-1909): aspirando a una vita solitaria e maggiormente dedita alla contemplazione, si ritirò nell'eremo di Sant'Onorato, sul monte Randa (isola di Maiorca); l'eremo divenne presto una casa per gli esercizi spirituali del clero e attorno a Rosselló i Ferrà sorse spontaneamente una piccola comunità di sacerdoti.[2]

Il 17 agosto 1890, dietro suggerimento di Jacinto María Cervera y Cervera, vescovo di Maiorca, il sodalizio si trasformò in congregazione religiosa: le regole redatte da Rosselló i Ferrà vennero approvate il 19 marzo 1891; l'istituto ricevette il pontificio decreto di lode il 6 maggio 1932 e venne approvato definitivamente dalla Santa Sede il 24 gennaio 1949.[2]

Attività e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

I religiosi dell'istituto si dedicano all'educazione cristiana della gioventù, al ministero parrocchiale, alla predicazione delle missioni popolari e all'organizzazione dei ritiri spirituali. Ai tre voti comuni a tutti i religiosi, i Missionari dei Sacri Cuori aggiungono lo "speciale proposito" (in origine era un quarto voto) di diffondere la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria.[2]

Sono presenti in Argentina, Repubblica Dominicana, Italia, Porto Rico, Ruanda, Spagna:[3] la sede generalizia è a Madrid.[1]

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 27 case e 131 religiosi professi, 94 dei quali sacerdoti.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, pp. 1488-1489.
  2. ^ a b c DIP, vol. V (1978), coll. 1471-1472, voce a cura di N. Marqués.
  3. ^ Direcciones de las Casas de la Congregación, su msscc.org. URL consultato il 18-6-2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0001 2202 9929
Cattolicesimo Portale Cattolicesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cattolicesimo