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Mezio Fufezio

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Mezio Fufezio
Il combattimento di Orazi e Curiazi al cospetto degli eserciti romani e albani e dei rispettivi re, Mezio Fufezio e Tullo Ostilio. Affresco del Cavalier d'Arpino in Palazzo dei Conservatori, Roma (1612-3)
Re di Alba Longa
In caricainizi VII secolo a.C. - 673 a.C.
PredecessoreGaio Cluilio
Successore-
MorteFidenae, 673 a.C.

Mezio Fufezio in lingua latina: Mettius Fufetius (... – Fidenae, 673 a.C.) fu l'ultimo re di Alba Longa, succedendo a Gaio Cluilio[1].

Secondo il racconto di Tito Livio, Mezio Fufezio considerava empio lo scontro tra Alba Longa e Roma, in quanto le due popolazioni erano entrambe discendenti da Romolo. Per risolvere il conflitto ed evitare che la guerra indebolisse entrambe le città, finendo col favorire i comuni nemici Etruschi, propose il duello tra Orazi e Curiazi. La sfida fu vinta dai Romani e Alba Longa si sottomise.[2]

Ma gli Albani ripresero subito a tramare contro i Romani: Mezio, nonostante fosse alleato di Tullo Ostilio, condusse sul campo gli Albani, senza prendere parte a fianco dei Romani allo scontro durante una battaglia contro Fidenae e Veio.[3]

Dopo che la vittoria arrise ai Romani, Tullo Ostilio invitò gli Albani a condividere lo stesso accampamento, per i festeggiamenti; ma quando questi vi entrarono disarmati, per assistere all'assemblea pubblica di ringraziamento, Tullo Ostilio li fece circondare dai propri soldati armati, e pronunciò un discorso in cui accusò Mezio Fufezio di tradimento.[4]

«Mezio Fufezio, se tu fossi in grado di apprendere la lealtà e il rispetto dei trattati, ti lascerei in vita e potresti venire a lezione da me. Ma siccome la tua è una disposizione caratteriale immodificabile, col tuo supplizio insegna al genere umano a mantenere i sacri vincoli che hai violato. Pertanto, come poco fa la tua mente era divisa tra Fidene e Roma, ora tocca al tuo corpo essere diviso.»

Mezio Fufezio morì squartato da due quadrighe fatte marciare in direzioni opposte. Alba Longa fu distrutta e i suoi abitanti vennero trasferiti a Roma, sul Celio.[5]

  1. Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, III, 5, 3.
  2. Floro, Epitomae de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC libri duo, I, 3.3-5.
  3. Floro, Epitomae de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC libri duo, I, 3.6-7.
  4. Tito Livio, Ab Urbe Condita, I, 28.
  5. Tito Livio, Ab Urbe Condita, I, 29.

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Predecessore Re di Alba Longa Successore
Gaio Cluilio metà VII secolo a.C. - 673 a.C. fine del regno
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