Media inglese
La media inglese è un criterio aritmetico correlato ai punteggi ottenuti da una squadra di calcio in competizioni con il formato del girone all'italiana. Successivamente però è caduta in disuso.[1]
Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]
La denominazione è dovuta all'origine territoriale, dacché il sistema fu ideato da un allenatore britannico.[2]
Calcolo[modifica | modifica wikitesto]
Gli assunti alla base della media inglese prevedono che una formazione abbia un rendimento lineare in tal senso tramite la vittoria casalinga — valorizzando quindi il fattore campo —[3][4] e il pareggio esterno.[2][1] È dunque implicitamente assunto che la squadra non riporti alcuna sconfitta.[1]
Esempio[modifica | modifica wikitesto]
Considerando 3 punti per la vittoria e 1 per il pareggio, i risultati della media inglese sono:
| Vittoria | Pareggio | Sconfitta | |
|---|---|---|---|
| In casa | 0 | −2 | −3 |
| In trasferta | +2 | 0 | −1 |
Per esempio, in un girone con 18 squadre la media inglese corrisponde a 68 punti così suddivisi[1]:
- 51 punti in campo proprio ()
- 17 punti in campo avverso ()
Il punteggio corrispondente alla media inglese — variabile in funzione del numero di squadre partecipanti — è, al completamento del girone, comparato con il punteggio effettivo.[2][1] Per esempio, con la media inglese fissata a 68 punti, si ha che:
- 70 punti nella classifica finale corrispondono al valore di +2 rispetto alla media;
- 66 punti nella classifica finale corrispondono al valore di −2 rispetto alla media.[1]
Note[modifica | modifica wikitesto]
- ^ a b c d e f Mattia Pianezzi, Chi ha ucciso la media inglese?, su ultimouomo.com, 17 marzo 2018.
- ^ a b c A che cosa serve la media inglese?, in SportWeek, La Gazzetta dello Sport, 1º aprile 2000.
- ^ Fattore-campo, su sofiaeconomics.wordpress.com, 3 luglio 2006.
- ^ "Questione di ritmo", in la Repubblica, 3 febbraio 1987, p. 46.