Maurice Burrus

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Maurice Burrus (Dambach-la-Ville, 8 marzo 1882Ginevra, 5 dicembre 1959) è stato un filatelista e politico francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Maurice Burrus nacque nel 1882 da una ricca famiglia di industriali del tabacco operanti in Alsazia, allora appartenente alla Germania. La famiglia, all'inizio dell'Ottocento, era stata trasferita in Svizzera dai decreti napoleonici che riservavano alla Stato la coltivazione del tabacco e la fabbricazione di sigari e sigarette, per poi tornare in Alsazia intorno alla metà del secolo XIX.

Il giovane Maurice, dopo gli studi, fu avviato alla pratica bancaria e successivamente prese in mano le redini dell'azienda di famiglia. Viaggiò molto per lavoro e visitò l'Asia Minore, il Canada e gli Stati Uniti d’America. Dimostrando grande abilità negli affari, fece fortuna e si fece costruire una gigantesca dimora ispirata al Petit Trianon della reggia di Versailles.

Villa Burrus a Sainte Croix-aux-Mines

Coltivò una grande passione per l'archeologia, effettuando alcune spedizioni in Grecia e in Asia Minore, sulle tracce di Heinrich Schliemann, lo scopritore dei resti dell'antica Troia.

In seguito, ebbe una vita pubblica molto intensa, occupandosi attivamente di politica, fino ad essere eletto deputato nel parlamento francese nel 1936. Partecipò attivamente alla Seconda guerra mondiale, aiutando con i suoi mezzi finanziari l'esercito francese e nel 1945 fu decorato con la Croce di guerra.

Nell'immediato dopoguerra, alcune voci, mai provate, su una sua presunta collaborazione con i nazisti lo spinsero in un vero e proprio stato di prostrazione, da cui non si risollevò più.

Morì, malato, a Ginevra nel 1959.

Tomba della famiglia Burrus a Sainte Croix-aux-Mines.

La passione per la filatelia[modifica | modifica wikitesto]

«Maurice Burrus cominciò ad interessarsi di francobolli nel 1889, quando non aveva che sette anni: la sua fantasia di fanciullo era stata colpita da certi francobolli più colorati degli altri, che aveva visto su alcune delle lettere che formavano l’archivio di un suo zio. Quegli esemplari dai colori così attraenti erano i valori delle emissioni dello Stato Pontificio del 1867 e 1868. La passione del bimbo si conservò e si sviluppò nel ragazzo e poi nell’uomo; (...) a vent’anni Burrus iniziò ad affrontare la filatelia con una disponibilità sempre crescente di mezzi finanziari... Acquistava blocchi, fogli e sottotipi (...), ma non perse mai la testa dietro ai francobolli la cui rarità è dovuta ad un motivo di carattere occasionale, come gli errori di colore, i centri e le effigi capovolte, le mancanze di dentellatura. Quello che lo interessava, insomma, era la normale genesi del francobollo (...) e poi la sua vita, cioè il suo uso postale»

(Alberto Diena, prefazione al catalogo d’asta Burrus: Italian States, Robson Lowe Ltd, Londra, 1-2 dicembre 1964)

Burrus, durante gran parte della sua vita, ha raccolto pezzo per pezzo una straordinaria collezione di francobolli, paragonabile soltanto alla collezione De Ferrari o a quella di Alfred Caspary. Dopo la sua morte, gli eredi la dispersero, suddividendola in numerosissime vendite, curate dalle più grandi case d'asta del mondo. L'asta più importante fu quella battuta nella prima settimana di ottobre 1963 dalla Robson Lowe Ltd [1]. Tra le gemme disperse in quell'occasione si ricorda l'unica lettera conosciuta con i due valori del 1847 dell'Isola Mauritius, i cosiddetti Post Paid; il Penny rosso arancio e il 2 Pence stampati dalla tipografia Barnard [2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fulvio Apollonio, Il francobollo, op. cit.
  2. ^ Il Collezionista, marzo 1984

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fulvio Apollonio, Il francobollo, 1964, Vallecchi Editore
  • Enzo Diena, Un secolo di francobolli italiani, 1961, Cappelli editore
  • L.N. e M. Williams,Il Mondo del francobollo e della filatelia, traduzione di Enzo Diena, 1966, Universale Cappelli

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