Martello (anatomia)

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Martello
Gray916.png
Martello di sinistra visto A) posteriormente e B) medialmente
Gray912.png
La membrana timpanica di destra con il martello e la corda del timpano. Visione posteromediale dall'alto (il martello è visibile al centro).
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1044
Nome latinomalleus
SistemaSistema scheletrico
Localizzazione anatomicaCavo del timpano
Ossa in contattoIncudine
ArticolazioniArticolazione incudo-malleolare
LegamentiLegamenti malleolari superiore, anteriore e laterale
Inserzioni e origini muscolariTensore del timpano
Sviluppo embriologicoPrimo arco branchiale[1]
Identificatori
MeSHMalleus
A09.246.397.247.524
TAA15.3.02.043
FMA52753

Il martello è un piccolo osso (circa 0,8 cm) pari e simmetrico contenuto all'interno dell'orecchio medio, il maggiore della catena degli ossicini dell'udito. Trasmette le vibrazioni prodotte dalle onde sonore dalla superficie interna della membrana timpanica all'incudine, con cui si articola. Presenta una testa, un collo, un manico e i processi anteriore e laterale.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Testa[modifica | modifica wikitesto]

La testa del martello è la larga estremità superiore dell'osso: di forma ovalare, si articola posteriormente con l'incudine (articolazione incudo-malleolare). Il resto della sua superficie è libero. La faccetta articolare è leggermente più stretta al centro, e consiste di una parte superiore più grande e di una parte inferiore più piccola, formando un angolo diedro di circa 90° l'una rispetto all'altra. Dal lato opposto al restringimento, il margine inferiore della faccetta articolare forma un processo detto "dente" o "sperone" del martello. Sulla testa si inserisce il legamento malleolare superiore, che si porta al tetto della cavità timpanica.

Collo[modifica | modifica wikitesto]

Il collo del martello è la porzione ristretta dell'osso, posta appena al di sotto della testa. Sotto al collo è posta una prominenza da cui si dipartono il manico e i due processi. Ad esso si attacca il legamento malleolare laterale.

Manico[modifica | modifica wikitesto]

Il manico (o manubrio) del martello è connesso alla membrana timpanica con il suo margine laterale. Si dirige verso il basso, medialmente e posteriormente ed è rastremato presso la sua estremità libera, che curva leggermente in avanti ed è appiattita trasversalmente (processo spatoliforme). La sua faccia mediale, presso la sua estremità superiore, presenta una leggera protuberanza, su cui si inserisce il tendine del muscolo tensore del timpano.

Processo anteriore[modifica | modifica wikitesto]

Il processo anteriore del martello (4-5mm) è un'esile spina ossea, che origina dall'eminenza sotto al collo del martello e si dirige anteriormente verso la fessura petrotimpanica di Glaser, a cui è connessa dal legamento malleolare anteriore. Nel feto questo è il processo più lungo del martello ed è posto direttamente in continuità con la cartilagine di Meckel.

Processo laterale[modifica | modifica wikitesto]

Il processo laterale del martello (1mm) è una proiezione ossea di forma leggermente conica, che origina dalla base del manico. Si dirige lateralmente ed è attaccata alla porzione superiore della membrana timpanica e, grazie alle pieghe malleolari anteriore e posteriore, alle estremità del solco di Rivino.

Ossificazione[modifica | modifica wikitesto]

Embriologicamente il martello deriva dal primo arco faringeo, così come il resto delle ossa coinvolte nella masticazione (quali l'osso mascellare e la mandibola). La cartilagine di Meckel derivante da esso, posteriormente, va a formare l'abbozzo che, durante il quarto mese di gestazione verrà sostituito da tessuto osseo per ossificazione encondrale. Questo si unirà due mesi dopo con quello che sarà il processo anteriore dell'osso definitivo, formatosi per ossificazione intramembranosa.

Evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Il martello è presente esclusivamente nei mammiferi ed è evoluto da un osso della mascella inferiore presente nei primi amnioti detto osso articolare, che tuttora forma parte della articolazione mandibolare dei rettili e degli uccelli.[2]

Ulteriori immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Immagini embriologiche - Università del North Carolina, su syllabus.med.unc.edu. URL consultato il 30-08-2012.
  2. ^ Ramachandran VS, Blakeslee S, Phantoms in the Brain: Probing the Mysteries of the Human Mind, 1999, p. 210, ISBN 978-0-688-17217-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Henry Gray, Anatomy of the human body, 20ª ed., Philadelphia, Lea & Febiger, 1918, ISBN 1-58734-102-6 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2012).
  • Léo Testut, Octave Jacob, Trattato di anatomia topografica con applicazioni medico-chirurgiche, Volume primo. Testa - colonna vertebrale - collo - torace, UTET, 1933.
  • Susan Standring, Gray's Anatomy: The Anatomical Basis of Clinical Practice, 39ª ed., Churchill Livingston, 2004, ISBN 1-58734-102-6.
  • Arcangelo Pasqualino, Gian Luigi Panattoni, Capitolo 19. Osteologia, in Anatomia Umana. Citologia Istologia Embriologia Anatomia sistematica, Torino, UTET Scienze mediche, 2002, ISBN 978-88-02-08183-0.
  • Ramachandran VS, Blakeslee S, Phantoms in the Brain: Probing the Mysteries of the Human Mind, 1999, ISBN 978-0-688-17217-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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