Maria Paternò Arezzo

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Maria Paternò Arezzo

Maria Paternò Arezzo (Ragusa Ibla, 11 dicembre 1869Messina, 28 dicembre 1908) è stata una filantropa italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Principessa di Castellaci, figlia di Giuseppe Maria Alvaro Paternò, V principe di Sperlinga, XIII barone di Manganelli e di Vincenzina Arezzo dei baroni di Donnafugata, moriva a soli 39 anni senza lasciare alcun erede, sotto le macerie del terremoto di Messina del 1908 assieme al marito Francesco Marullo Balsamo, principe di Castellaci e conte di Condojanni.

Aveva lasciato anni prima con volontà testamentarie un ingente patrimonio da destinare alla costruzione del primo ospedale di Ragusa, che doveva servire ad assicurare almeno 30 posti letto alla cura e al soccorso dei bisognosi della città.

L'ospedale fu ultimato nel 1923 ed è stato poi unificato con l'Ospedale Civile come Azienda Ospedaliera "Civile - M. Paternò Arezzo": è un importante policlinico con terapie d'avanguardia.[1]

Sulla facciata del Palazzo Arezzo, a Ragusa Ibla, è rimasta una lapide marmorea in suo ricordo[2], e una via di Ragusa Ibla è a lei dedicata; il Comune in accordo con la Croce Rossa ha organizzato celebrazioni in sua memoria[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il Castello di Donnafugata a Ragusa , Ragusa, Angelica Editore, 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]