Marbriano de Orto

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Marbriano de Orto, noto anche come Dujardin e Marbrianus, (1460 circa – gennaio o febbraio 1529) è stato un compositore franco-fiammingo. Figlio illegittimo di un prete, nei registri della cappella pontificia è segnato come «cittadino di Tournai», luogo ove presumibilmente nacque e ricevette i primi insegnamenti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Orto giunse in Italia da Tournai, dove forse nacque e trascorse la sua infanzia. Il cognome di origine era Dujardin, ma lui stesso si firmò spesso utilizzando la forma latina "de Orto" (traduzione di «du jardin»). Nel giugno 1482, alle dipendenze del cardinale-vescovo di Tournai Ferry de Clugny, morto il 7 ottobre 1483, arrivò a Roma e a dicembre divenne cantore della Cappella papale di Sisto IV[1].

La chiesa di St. Gertrude di Nivelles dove Orto operò dalla metà degli anni 1490 fino alla sua morte nel 1529 e dove venne poi tumulato.

Cantò nel coro pontificio almeno fino al 1499, sotto il regno di Innocenzo VIII e Alessandro VI. Ebbe particolare protezione e apprezzamento da papa Innocenzo, che spianò per lui gli ostacoli derivanti dalla sua nascita illegittima, consentendogli l'ottenimento di proficui vantaggi economici e di carriera. Durante il periodo in cui fu cantore del papa, lavorò a stretto contatto con Josquin, e tra il 1491-1493 entrambi cercarono di ottenere alcuni benefici presso le chiese della Diocesi di Cambrai. L'esito di questo tentativo non è noto, ma nel 1494 Orto fu nominato da Alessandro VI a far parte di una commissione per assistere Josquin ad acquisire un canonicato a Cambrai.

Una delle cose che potrebbe aver realizzato con Josquin fu la revisione di un ciclo di inni di Guillaume Dufay, composti intorno al 1430, che erano caduti in disuso.[2] Intoorno ai primi anni 1490 Orto acquisì il posto di decano alla chiesa collegiata di St Gertrude of Nivelles, oggi in Belgio e vi rimase per il resto della sua vita. Non è noto esattamente quando vi giunse, ma egli lasciò Nivelles nel tardo 1504 per entrare nel coro di Filippo il Bello, la Grande Chapelle, un coro famosissimo che comprendeva Pierre de La Rue.[3]

Orto raggiunse nel coro un alto livello divenendo in breve primo chapelain il 30 novembre 1505 — ad indicare l'elevata considerazione in cui era tenuto sia come cantore che come compositore.[4] Dopo la morte di Filoppo nel settembre 1506 il coro passò nelle mani di Giovanna di Castiglia, nota anche come 'Giovanna la Pazza', e Orto fu uno dei cantori che lo abbandonò in tempi brevi, fra l'ottobre ed il dicembre 1506, lasciando il posto di primo chapelain a Pierre de La Rue. Durante questo tempo e per tre anni, Juana viaggiò con i suoi cantori, cantando ogni notte un requiem alla salma di suo marito che viaggiava con lei in una bara, in un bizzarro viaggio attraverso la Castiglia finché il padre di Juana, Ferdinando, non la fece imprigionare nella fortezza di Tordesillas.[5]

Tornato nei Paesi Bassi, rimase al servizio degli Asburgo, dal 1509 al 1517, durante il quale divise il posto di primo chapelain con Anthoine de Berghes. In questo periodo fu l'insegnante di Arnold von Bruck, Che era al momento un ragazzo del coro. Nessuna documentazione sulla sua attività nel periodo 1507 - 1508 è giunta fino a noi.[4]

Negli ultimi anni della sua vita ottenne altri incarichi, di canonico sia ad Anversa alla Cattedrale che alla Concattedrale di San Michele e Santa Gudula a Bruxelles, e una fonte del 1518 lo cita come "primo chaplain" della Cappella flamenca di Carlo V. Morì probabilmente a seguito dell'epidemia che colpì Nivelles nel 1529 e fu tumulato nella chiesa di Ste Gertrude, dove operò per lungo tempo. La sua tomba nel coro, aveva un'inscrizione rimasta visibile fino a quando la chiesa non venne distrutta, in seguito ai bombardamenti tedeschi, il 14 maggio del 1940 nel corso della seconda guerra mondiale.[3]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Marbriano de Orto fu un moderato compositore di messe, mottetti, lamentazioni, e chanson, molte delle quali sono giunte fino a noi. Fu abbastanza famoso da far sì che Ottaviano Petrucci pubblicasse un libro delle sue messe nel 1505 — una delle prime pubblicazioni e una delle prime collezioni di musica stampata. Il libro delle messe di de Orto seguì a quelli di Josquin, Jacob Obrecht, Antoine Brumel, Johannes Ghiselin, Pierre de La Rue e Alexander Agricola.[6]

Petrucci pubblicò cinque delle messe di de Orto nella sua collezione, tutte basate sulla tecnica del cantus firmus, compresa una messa basata sulla melodia de L'homme armé, probabilmente composta nella prima metà degli anni 1480.[6]

Fra le composizioni a lui attribuite la Missa [Ad fugam] è interamente canonica: in ognuna delle parti prevede infatti un canone stretto fra superius e tenor; nel manoscritto della Cappella Sistina in cui è riportata non è presente il Credo[7]. Essa rappresenta un esempio delle diverse messe canoniche dell'epoca, fra le quali figurano lavori dei suoi contemporanei des Prez[8] e de La Rue[9].

Anche nei mottetti di de Orto viene normalmente impiegata la tecnica del cantus firmus. Il Salve regis mater sanctissima, anche se anonima nell'unica fonte pervenuta, è probabilmente di de Orto e venne composta per l'incoronazione di Alessandro VI nel 1492.

Alcune delle sue chanson sono simili allo stile tipicamente francese dei primi anni del XVI secolo - veloci, leggere e imitative, altri sono più in linea con lo stile della scuola di Borgogna della forma fissa. De Orto scrisse anche una precoce lamentazione su Didone regina di Cartagine, Dulces exuviae, dall'Eneide (iv.651–4), contenente estensivi passaggi cromatici.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bloxham, in Sherr, p. 202; Picker, Grove online
  2. ^ Picker, Grove online, referencing Gerber and Osthoff.
  3. ^ a b c Picker, Grove online
  4. ^ a b Meconi, p. 74
  5. ^ Meconi, p. 40, p. 74
  6. ^ a b Fallows, Grove online
  7. ^ MS Capp. Sist. 35 - folii 104v - 110r, digi.vatlib.it.
  8. ^ Willem Elders, Josquin Des Prez and His Musical Legacy: An Introductory Guide.
  9. ^ Choirbook, D-Ju MS 4, imslp.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Martin Picker, Marbrianus de Orto, a cura di L. Macy, Grove Music Online. URL consultato il 29 ottobre 2010.
  • David Fallows, L'homme armé, a cura di L. Macy, Grove Music Online. URL consultato il 29 ottobre 2010.
  • Richard Sherr, ed. The Josquin Companion. Oxford: Oxford University Press, 2000. ISBN 0-19-816335-5.
  • Meconi, Honey. Pierre de la Rue and Musical Life at the Habsburg-Burgundian Court. Oxford: Oxford University Press, 2003. ISBN 0-19-816554-4
  • Rodin, Jesse. "Josquin and the Polyphonic Mass in the Sistine Chapel." Ph.D. diss., Harvard Univ., 2007.
  • Davison, Nigel St. J. "Mabriano de Orto, Latin Compositions I Missa Ad Fugam Antico Edition RCM43"
  • Davison, Nigel St. J. "Mabriano de Orto, Latin Compositions II Missa DominicalisAntico Edition RCM44"

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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