Luigi Tassinari

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Luigi Tassinari
Panagulis2.jpg
Luigi Tassinari, sulla sinistra, riceve Alexandros Panagulis a Palazzo Medici Riccardi.

Presidente della Provincia di Firenze
Durata mandato 1970[1] –
1975[1]
Predecessore Elio Gabbuggiani
Successore Franco Ravà

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano[1]

Luigi Tassinari (Firenze, 6 gennaio 1929[1]Montevarchi, 8 maggio 2014[2]) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Trascorre l'infanzia a Firenze, il padre maestro di scuola ed invalido di guerra decorato al valore e la madre impiegata alla Nazione. La famiglia è costretta a trasferirsi a Forlì a causa della guerra dove Luigi Tassinari frequenta il locale liceo.[3] Durante i duri anni della guerra assiste, adolescente, all'esposizione del cadavere del partigiano Silvio Corbari in piazza Saffi a Forlì[4]

Si laurea a Firenze in storia ed inizia ad insegnare diventando, in breve dirigente della scuola di avviamento al lavoro di Borgo S. Lorenzo dove si trasferisce da Firenze.[5] Nel 1950 si iscrive al PCI.[1] Nel 1964 viene eletto consigliere provinciale nella lista del PCI,[6] per poi assumere il ruolo di capogruppo e poi assessore allo sviluppo economico ed alla cultura.[7] Nel 1970 viene eletto presidente della Provincia di Firenze.[1]

Nel 1975 si presenta alle elezioni regionali toscane e viene eletto consigliere nella lista del PCI. In regione partecipa alla giunta di Lelio Lagorio come assessore alla cultura.[1] Nel 1980 si ripresenta alle elezioni regionali venendo nuovamente eletto, sempre per il PCI. Continua l'esperienza in Regione sempre come assessore alla cultura fino al 1982.[1] Nel 1986, l'allora sindaco di Firenze, Massimo Bogianckino, lo nomina presidente del Gabinetto Viesseux, carica che mantenne fino al 1991.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Scheda sul sito della Regione Toscana, su regione.toscana.it. URL consultato l'11 maggio 2014.
  2. ^ La Repubblica, su firenze.repubblica.it. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ Borsotti, 1999, p. 17.
  4. ^ Borsotti, 1999, p. 44.
  5. ^ Borsotti, 1999, p. 18.
  6. ^ Borsotti, 1999, p. 1140.
  7. ^ Borsotti, 1999, p. 140.
  8. ^ Borsotti, 1999, p. 160.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Siro Cocchi e Luigi Tassinari, Valeva la pena, a cura di Alessandro Borsotti, Firenze, Edizioni Polistampa, 1999, ISBN 888304102X.