Luciscultura

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luciscultura
Titolo originale Lightverse
Altri titoli Le sculture di luce
Autore Isaac Asimov
1ª ed. originale 1973
1ª ed. italiana 1976
Genere racconto
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Ambientazione Terra; Casa della sig.ra Lardner
Protagonisti Alvis Lardner, John Semper Travis, Max
Serie Ciclo dei Robot
Preceduto da Immagine speculare
Seguito da Straniero in paradiso

Luciscultura (Lightverse) è un racconto fantascientifico del 1973 scritto da Isaac Asimov, facente parte del ciclo dei Robot. Pubblicato per la prima volta nel numero di settembre/ottobre del 1973 sulla rivista The Saturday Evening Post, fa parte dell'antologia Testi e note ed è presente anche in altre raccolte di racconti di Asimov.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Alvis Lardner, una dolce e simpatica vedova filantropa, ha reso la sua casa un museo, meta di frequenti visite e spesso luogo di ricevimenti. In queste occasioni l'attrattiva maggiore è costituita dalle sue "lucisculture", forma d'arte in cui lei viene considerata un vero genio.

La signora Lardner ha un comportamento eccentrico, anche se dolce, e tratta tutti i suoi robot con estrema gentilezza, nonostante le sia stato spesso consigliato di essere più autoritaria per migliorare la loro efficienza. Inoltre, ella non ha mai fatto riparare un suo robot, nonostante capiti spesso che siano difettosi.

Uno di questi è Max, un robot che si potrebbe definire ritardato: esso, infatti, può eseguire solo compiti estremamente semplici e spesso non sembra capire ciò che gli viene detto; ma, nonostante ciò, la signora Lardner si rifiuta di farlo riparare, e lo ama come tutti gli altri.

Un giorno John Semper Travis, ingegnere capo della U.S. Robots, autore di un libro sulla Luciscultura e a tal punto appassionato ad essa da poterlo definire fanatico, si reca ad un ricevimento della signora Lardner e, incontrato il robot Max, lo ripara. Non appena avvisa la signora Lardner della riparazione ella si altera, rivelando che era il robot il vero autore delle sue lucisculture. Dopo questa rivelazione, in un accesso di rabbia accoltella il signor Travis, che sembra quasi desiderare la morte.

Riferimenti in altre opere[modifica | modifica sorgente]

La Luciscultura è presente anche nel romanzo di Asimov Il sole nudo, in cui Gladia Delmarre è autrice di alcune lucisculture e ne dedica una ad Elijah Baley. Inoltre, l'idea che un robot possa essere creativo appare anche nel racconto de L'uomo bicentenario.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]