Lemgo
| Lemgo comune | |
|---|---|
| Lemgo | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Land | |
| Distretto | Non presente |
| Circondario | Lippe |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Reiner Austermann (CDU) |
| Territorio | |
| Coordinate | 52°01′39.65″N 8°54′15.48″E |
| Altitudine | 100 m s.l.m. |
| Superficie | 100 km² |
| Abitanti | 40 345[1] (31-12-2021) |
| Densità | 403,45 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 32657 |
| Prefisso | (+49) 05261 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice Destatis | 05 7 66 044 |
| Targa | LIP, LE |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Lemgo (in basso tedesco Lemge, Lemje) è un'antica cittadina anseatica e universitaria dell'entroterra tedesco appartenente al Land Renania Settentrionale-Vestfalia (Nordrhein-Westfalen, Germania centro-settentrionale), nel circondario della Lippe, vicino al confine con la Bassa Sassonia (Niedersachsen).
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Lemgo si trova nella valle della Bega, tra gli altopiani collinari del Lippe, una catena montuosa di altitudine modesta a nord del circondario della Lippe, nel nord-est dello stato della Renania Settentrionale-Vestfalia. La zona situata nel margine settentrionale della bassa catena montuosa confina a nord con i monti Wiehen, a sud con la Foresta di Teutoburgo e a est con la Weser. Sebbene la città sia stata fondata in una vallata, si estende fino alle colline circostanti e occupa una vasta area degli altopiani del Lippe. Il punto più basso è situato nella valle della Bega, al confine con il comune di Bad Salzuflen; il punto più alto dell'area urbana è il Windelstein, a 347 m s.l.m., a est della città[2].
Le città più grandi più vicine sono Minden (a 29 km) a nord, Bielefeld (25 km) a ovest e Detmold (10 km) e Paderborn (35 km) a sud.
Il centro storico si trova sulla riva settentrionale della Bega, un affluente destro del Werre che scorre da est a ovest.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Medioevo
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2009 la tomba di una persona sepolta con un rito cristiano è stata rinvenuta nel cimitero della Chiesa di S. Giovanni, la più antica della città. Il corpo è datato intorno all'anno 780, il che indica un primo insediamento permanente di origine carolingia[3].
Le prime menzioni scritte che descrivono l'area in cui si sviluppò la città, Limgauwe o Limga, risalgono all'inizio dell'XI secolo; la parola basso-tedesca Gauwe indica una regione più estesa in cui vi erano diversi insediamenti sparsi. Il Castello di Brake fu eretto prima del 1190, ma poiché si trovava nel mezzo di una pianura alluvionale paludosa del fiume Bega, che non offriva un terreno adatto per la fondazione di una città, il conte Bernardo II di Lippe scelse un'area arida, all'incrocio di due importanti rotte commerciali: da est a ovest Hameln-Herford e da nord a sud Rinteln-Paderborn, che per secoli la resero la città più importante della contea di Lippe. Nel 1215 fu consacrata la chiesa parrocchiale di San Nicola.
Nel 1231 la diocesi di Paderborn vi installò la sede di un arcidiacono. Nel 1235 coniò la propria moneta e nel 1245 ottenne i diritti cittadini. Nel 1295 fece domanda come membro della Lega Anseatica, ma fu solo nel 1324 che la città ne entrò a far parte[4]. I principali prodotti erano tessuti, filati e fibre di lino. I commercianti esportavano in Scandinavia a nord e nella contea delle Fiandre a sud. La ricchezza poteva influenzare la politica dei conti, contribuire a garantire la pace sulle rotte commerciali e ottenere l'autonomia fiscale. Intorno all'anno 1300 gli abitanti erano circa 3500. La città fu creata secondo un progetto di tre strade parallele, da est a ovest. Nel 1265 era già necessario un ampliamento: la Neustadt (città nuova) era inizialmente un'entità indipendente che nel 1365 si fuse in mura e fossati comuni. Questa struttura determina ancora oggi la mappa della città.
Ristrutturazione urbana e caccia alle streghe
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La prosperità della città si vede nelle facciate in pietra e a graticcio, con la loro ricca e policroma decorazione. Grazie alla loro indipendenza economica, i cittadini si emanciparono dai conti e dalla Chiesa. Già intorno agli anni 1520, diciotto anni prima che l'intera contea di Lippe dovesse convertirsi alla Riforma protestante luterana, esisteva già un movimento di riforma tra i cittadini di Lemgo. Nel 1605 il conte Simone VI si convertì ufficialmente alla Chiesa calvinista, dopodiché il principio cuius regio eius religio fu applicato all'intera popolazione della sua contea. Ne seguì un conflitto con la città di Lemgo, che era più favorevole al movimento luterano. Dopo anni di conflitti, nel 1617 fu stipulato il Patto di Röhrentrup, che acconsentì al popolo di Lemgo di optare per il Luteranesimo. La Guerra dei Trent'anni (1618–1648) tra cattolici e protestanti causò una crisi economica dovuta a epidemie di peste, alloggiamento obbligatorio dei soldati e contributi allo sforzo bellico. Il commercio, fonte di ricchezza della città, soffrì e così Lemgo declinò rapidamente.
L'insicurezza e la crisi incoraggiarono la ricerca di capri espiatori e, sotto la guida del borgomastro Hermann Cothmann (1629-1683), fu organizzata una delle cacce alle streghe più virulente della regione. Fino al 1681 272 donne e uomini furono condannati e assassinati sul rogo[5]. L'ultima accusata, Maria Rampendahl, dopo feroci torture fu "solo" condannata all'esilio. La casa di Cothmann, chiamata Hexenbürgermeisterhaus (Casa del borgo delle streghe), è oggi un museo. Il 18 giugno 2012, il consiglio comunale ha riabilitato le vittime della persecuzione e ha eretto La Pietra dello Scandalo, in commemorazione di Maria Rampendahl e di tutte le streghe uccise.
Settecento e Ottocento
[modifica | modifica wikitesto]Ridotta al ruolo di piccola città di mercato rurale, non riuscì a ristabilire l'età d'oro della passata epoca anseatica. I conti si stabilirono a Detmold, che, diventando una città di residenza, superò presto Lemgo per numero di abitanti e peso economico. L'industria e il commercio del lino divennero insignificanti, e i pochi produttori locali di carrozze, pipe in sepiolite o tabacco non riacquisirono importanza sovra-regionale. La fondazione nel 1664 dell'etichetta dei fratelli Meyer, la futura Meyersche Hofbuchhandlung (libreria di corte Meyer), ricreò un certo splendore nella città. Nel XVIII secolo curò i libri di viaggio del concittadino Engelbert Kaempfer su Persia, India e Giappone, che divennero un vero successo nel mondo di lingua tedesca.
L'industria tradizionale del lino fu trasferita a Bielefeld e Osnabrück. Una prima modesta rinascita iniziò nel XVIII secolo, quando i Kracht, un'antica stirpe di mercanti di Lemgo, tornarono e costruirono due fabbriche moderne. La costruzione della ferrovia nel 1896 aprì la città e contribuì a una nuova industrializzazione con fabbriche e numerose aziende artigianali nei pressi della stazione. Oltre alle piccole imprese, alla fine del XIX secolo c'erano sei fabbriche di mobili, due fabbriche di trapuntatura e sette di tosaerba, ma nonostante ciò, la disoccupazione rimase alta.
Nazismo e Seconda Guerra Mondiale
[modifica | modifica wikitesto]Dal 1933, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP) epurò socialisti e altri cittadini "inadatti" dalla vita pubblica, ma lasciò il borghese Wilhelm Gräfer (1885–1945) in carica. Vi fu una resistenza clandestina, di cui il sarto Willy Langenberg (1910-1944) fu una delle figure emblematiche[6]. La Notte dei cristalli la sinagoga di Lemgo fu incendiata, le case degli ebrei danneggiate, le tombe nel cimitero ebraico profanate e sette monumenti funerari distrutti. Nel museo Frenkelhaus si tiene una commemorazione di questi eventi. Dei 65 ebrei che vivevano a Lemgo nel 1933, gli ultimi 22 sopravvissuti furono deportati a Theresienstadt il 28 luglio 1942[7]. Solo tre sopravvissero all'Olocausto[8].
Nella primavera del 1945, la città rimase quasi intatta. Il 3 aprile 1945, la Seconda Divisione dell'Esercito degli Stati Uniti si avvicinò da sud della città. Il capitano Walter Heckmann e il generale Paul Goerbig volevano difendere la città. L'industriale Herbert Lüpke e il borgomastro Wilhelm Gräfer, al contrario, cercarono di accettare la resa. Al loro ritorno furono arrestati da Heckmann. Lüpke riuscì a fuggire, ma Gräfer fu condannato a morte il 4 aprile 1945 in un processo sommario ed eseguito il giorno successivo da membri delle SS a Bodenwerder, poche ore prima che le forze armate americane occupassero la città. In tale circostanza 603 soldati tedeschi furono catturati.
Il periodo post-bellico
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la guerra, Lemgo fu incorporata nella zona di occupazione britannica, sotto gli ordini del comandante Harwey. Nel 1993 le caserme britanniche furono chiuse e convertite in abitazioni. All'inizio degli anni '50 iniziò la reindustrializzazione con fabbriche di apparecchiature elettriche, di illuminazione e odontoiatria. Il poligono vicino alla stazione divenne presto troppo piccolo e fu creato un nuovo poligono nel comune di Lieme. Dell'industria tradizionale del mobilio non rimane quasi nulla. Dal 1939 al 1949 la popolazione quasi raddoppiò, passando da 13.500 a 20.000, principalmente a causa dell'arrivo di molti espulsi dai territori a ovest della Linea Oder-Neisse dopo la Conferenza di Potsdam del 1945. La fusione amministrativa con i comuni confinanti nel 1969 portò la popolazione a 38.000 abitanti.
Dagli anni Settanta la città si espanse privilegiando l'industria, l'istruzione, la cultura e il turismo.
Geografia antropica
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Lemgo, oltre all'area urbana centrale, comprende nel suo territorio 13 frazioni (Ortsteile)[9]:
- Brake
- Brüntorf
- Entrup
- Hörstmar
- Leese
- Lieme
- Lüerdissen
- Matorf-Kirchheide
- Trophagen
- Voßheide
- Wahmbeck
- Welstorf
- Wiembeck
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Nella città ha sede la Isringhausen, un produttore di sospensioni e sedili per veicoli commerciali e macchine da costruzione[10].
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Gemellaggi
[modifica | modifica wikitesto]Lemgo è gemellata con[11]:
Beverley, dal 1978
Vandœuvre-lès-Nancy, dal 1978
Stendal, dal 1988
Monumenti e luoghi d'interesse
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- Castello di Brake
- Chiesa di S. Nicola
- La Casa del borgo delle streghe (Hexenbürgermeisterhaus) e il museo annesso
- Castello di Wendlingshausen
- La Casa Frenkel (per la storia ebraica della città)
- La Casa Junker, dedicata all'artista Carl Junker (1850-1912)
- La riserva naturale Valle del Bega (Bega-Tal)
L'intero centro storico, caratterizzato da antichi edifici (alcuni dei quali a graticcio), è di interesse rilevante dal punto di vista storico-artistico.
Nel 2008 è stato avviato un particolare progetto per il risparmio energetico: in alcune zone i lampioni rimangono spenti; possono essere accesi inviando un SMS alla centrale di controllo dell'illuminazione pubblica.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Ente statistico della Renania Settentrionale-Vestfalia - Dati sulla popolazione
- ↑ (DE) Statistik, su www.lemgo.de. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ Dopo questa scoperta archeologica, non senza un certo patriottismo, la stampa locale ha rivendicato Carlo Magno come il padre fondatore della città: Karl der Grosse to the möglicher Urvater von Lemgo, Lippische Landeszeitung, 19 novembre 2009.
- ↑ Wilhelm Rinne, Landeskunde Nordrhein-Westfalen tom: Lippe Paderborn, Editorial Ferdinand Schöningh, Paderborn 1993, pp. 289 ss., ISBN 3-506-76111-0.
- ↑ Janina Schnormeier, Die Hexenverfolgung am Beispiel der Stadt Lemgo: Volkstümliche Vorstellungen und historische Rekonstruktion, Editorial GRIN, 2011, pp. 56 ss., ISBN 978-3-640-87183-4.
- ↑ Karl Heinz Jahnke, «Widerstand in Lemgo», Studienkreis Deutscher Widerstand 1933-1945, 01/11/2000.
- ↑ Verfolgte in der NS-Zeit und ihre Familienangehörigen (Verfolgung aus rassistischen Gründen), Stadtarchiv Lemgo, 27/01/2012
- ↑ Volker Wehrmann (editore), Lippe im Dritten Reich, Dokumentationsstelle für regionale Kultur- und Schulgeschichte an der Universität Bielefeld, Detmold, 1984, pp. 158-165.
- ↑ (DE) Lemgos Ortsteile, su lemgo.de. URL consultato il 13 marzo 2026.
- ↑ (DE) Internationalisierung durch Kundennähe., su www.isri.com. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ (DE) Die Partnerschaftsgesellschaft Lemgo, su lemgo.de. URL consultato il 26 febbraio 2026.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Lemgo
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito istituzionale, su lemgo.net.
- Meine Stadt.de: Das Portal für alle Städte Deutschlands: Lemgo, su home.meinestadt.de.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 134886869 · SBN CFIL001800 · LCCN (EN) n82040106 · GND (DE) 4035306-0 · BNF (FR) cb122440802 (data) · J9U (EN, HE) 987007562003305171 |
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