Lecci monumentali dell'Eremo delle Carceri

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Lecci monumentali dell'Eremo delle Carceri
Parco del Monte Subasio
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneUmbria Umbria
LocalitàAssisi
IndirizzoEremo delle Carceri
Coordinate43°03′47.03″N 12°39′07.33″E / 43.063064°N 12.652036°E43.063064; 12.652036Coordinate: 43°03′47.03″N 12°39′07.33″E / 43.063064°N 12.652036°E43.063064; 12.652036
Caratteristiche
SpecieQuercus ilex L.
Mappa di localizzazione

I lecci monumentali dell'Eremo delle Carceri sono alberi monumentali[1][2][3][4] situati all’interno del Parco del Monte Subasio, nel comune di Assisi, in provincia di Perugia. Sono compresi nel “Fosso dell’Eremo delle Carceri”, Sito di Interesse Comunitario, Zona Speciale di Conservazione (ZSC) del Monte Subasio (IT5210030), che fa parte della rete Natura 2000. L’area riveste una superficie di circa 50 ettari ed è costituita da una lecceta ad alto fusto, una delle più importanti dell’Italia centrale, soprattutto per la presenza di alberi secolari e per la grande omogeneità della comunità vegetale[5].

Leccio N° l[modifica | modifica wikitesto]

Un cartello all’altezza dell’esemplare indica che questo è un «Albero del tempo di San Francesco», da cui si stima un’età secolare di 850-1.000 anni, essendo Francesco vissuto dal 1181 al 1226. Il leccio si trova nelle vicinanze della cosiddetta Grotta di San Francesco, ha una circonferenza di 2 mt., un’altezza di 9 mt., una chioma larga 4 mt. e si trova a 808 mt. sul livello del mare. È ubicato alle coordinate geografiche 43°03′46.67″N 12°39′07.83″E / 43.062965°N 12.652174°E43.062965; 12.652174.

Leccio monumentale N° 1

È registrato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nell’“Elenco degli alberi monumentali d'Italia” per il suo valore storico, culturale e religioso oltre che per il requisito di longevità[6][7].

La Regione Umbria lo ha classificato come primo albero monumentale della regione, essendo codificato come ‘’N° 1’’ nell’“Elenco degli alberi di rilevante e peculiare interesse della regione Umbria”[8].

Leccio N° 2[modifica | modifica wikitesto]

Questo leccio monumentale si trova anch’esso nella lecceta storica dell’Eremo delle Carceri. Varcato l’ingresso principale, è collocato sul lato sinistro, lungo la stradina che porta al Santuario e alle grotte. È una pianta imponente, di rara bellezza, che cresce su una scarpata sorretta da un muretto di pietrame a secco, ha una circonferenza di 3,0 mt., un’altezza di 23 mt., la chioma è larga 16 mt. e si trova a 795 mt. sul livello del mare. È ubicato alle coordinate geografiche 43°03′47.06″N 12°39′02.86″E / 43.063072°N 12.650794°E43.063072; 12.650794.

La Regione Umbria lo ha classificato come secondo albero monumentale della regione, essendo codificato come ‘’N° 2’’ nell’“Elenco degli alberi di rilevante e peculiare interesse della regione Umbria”[8].

Leccio monumentale N° 2

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I lecci vegetano in prossimità dell’Eremo delle Carceri, lungo la strada che da Assisi sale al monte Subasio, a circa 4 km dal centro cittadino. Nell’area, sorgono i luoghi dove San Francesco e i suoi seguaci, sin dal 1205-1206, si ritiravano in contemplazione e per dedicarsi alla preghiera: una piccola cappella, alcune grotte e qualche «rifugio a cannucce e fango». Oggi, attraversando la struttura principale del Santuario, dotata di refettorio e chiesa, si accede alla Grotta di San Francesco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gli alberi monumentali sono tutelati ai sensi dell’art. 136, comma 1, punto a) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio Dlgs 22 gennaio 2004, n.42, su normattiva.it.
  2. ^ Nel 2019 è stata emessa la prima sentenza di condanna per omessa cura di un albero monumentale, decisione nel suo genere definita storica. Il caso si riferisce alla Quercia delle Checche in Val d’Orcia (Toscana), il primo monumento verde d’Italia riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali per i suoi valori botanico, paesaggistico, storico, culturale e religioso. Michele Anzaldi, La Quercia delle Checche andava salvata, ora lo dice anche il Tribunale di Siena, su huffingtonpost.it, 25 maggio 2019.
  3. ^ Con decreto dipartimentale n. 1104 del 31 marzo 2020, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha approvato le Linee guida per gli interventi di cura e salvaguardia degli alberi monumentali, su politicheagricole.it.
  4. ^ Ogni 21 novembre ricorre la Giornata degli Alberi, istituita nel 2013 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’obiettivo è «perseguire, attraverso la valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l'attuazione del protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi della legge 1º giugno 2002, n. 120, e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell'aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all'albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani». L. 14 gennaio 2013, n. 10, su normattiva.it.
  5. ^ Il Fosso dell'Eremo delle Carceri, su montagneaperte.it.
  6. ^ Legge 23 2014, n. 10, in materia di "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi"
  7. ^ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Decreto 23 ottobre 2014, Istituzione dell'elenco degli alberi monumentali d'Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento, su gazzettaufficiale.it.
  8. ^ a b Testo unico regionale per le foreste, su Banca dati leggi e regolamenti della Regione Umbria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paola Mercurelli Salari, Eremo delle Carceri, Perugia, Quattroemme, 2013.
  • Alvaro Paggi e Tiziana Ravagli, Patriarchi verdi. Itinerari in Valle Umbra, a cura di Danilo Rapastella, Spoleto, Comunità Montana Monti Martani, 2015, ISBN 978-88-905122-7-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]