La versione di Barney

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La versione di Barney
Titolo originale Barney's Version
Autore Mordecai Richler
1ª ed. originale 1997
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Protagonisti Barney Panofsky

La versione di Barney è un romanzo dello scrittore canadese Mordecai Richler. Il libro, pubblicato nel 1997, è il racconto della vita dell'ebreo canadese Barney Panofsky, scritta in forma di autobiografia.

Richler ha sempre smentito che Barney fosse in qualche modo un suo alter ego[1], anche se esistono numerose analogie fra la vita dell'autore e quella raccontata nel suo romanzo.[2]

Il libro ha avuto grande successo internazionale, e in particolar modo in Italia dove nel 2001 è divenuto un vero e proprio caso letterario[3] con più di 100.000 copie vendute.

Nel 2010 è stata realizzata una trasposizione cinematografica del romanzo: il film, diretto da Richard J. Lewis ed interpretato da Paul Giamatti e da Dustin Hoffman, è stato presentato in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Barney Panofsky (produttore televisivo di successo) è un ricco ebreo canadese figlio di un poliziotto che, passati i sessant'anni, decide - apparentemente controvoglia - di scrivere una autobiografia. Il motivo che spinge Barney a scriverla è dare la sua "versione" dei fatti che hanno portato alla morte del suo amico Bernard "Boogie" Moscovitch, e liberarsi così dall'accusa di omicidio mossagli nel libro "Il tempo, le febbri" dallo scrittore Terry McIver, compagno di Barney al tempo del suo lungo soggiorno a Parigi.

Nel corso della stesura delle sue memorie tuttavia i ricordi di Barney diventano via via confusi: gli episodi del suo passato si intrecciano indissolubilmente con gli avvenimenti del suo presente. Così l'intero romanzo risulta essere una serie di flashback disordinati: i racconti delle giornate del "vecchio" Barney (acciaccato, abbandonato dalla moglie ed alcolista irrecuperabile), si mescolano alla girandola dei ricordi d'una vita ricca di avvenimenti e incontri straordinari.

Il romanzo è strutturato in tre parti, una per ciascuna delle tre mogli di Barney: la prima, la pittrice Clara Charnofsky, morta suicida a Parigi; la ciarliera "Seconda Signora Panofsky", una ricca ereditiera che Barney sposa senza troppa convinzione e dalla quale divorzia presto; Miriam, il vero grande amore di Barney, dalla quale avrà tre figli (Michael, Saul, Kate), con i quali Barney ha un rapporto conflittuale. In realtà, a causa delle continue digressioni, episodi concernenti tutte e tre le donne sono presenti in ciascuna delle tre parti del romanzo.

Le memorie di Barney vengono poi pubblicate postume, con l'inserimento di pignole note a piè di pagina a correzione delle sviste di Barney, dal figlio Michael che è inoltre autore del poscritto dell'opera, in cui si spiegano i motivi dei vuoti di memoria di Barney (che è infatti affetto dalla malattia di Alzheimer) e nelle quali viene infine chiarito il mistero sulla morte di Boogie.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Mordecai Richler, La versione di Barney, traduzione di Matteo Codignola, Adelphi, 2007, pp. 490.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a Mordecai Richler sul sito RAI
  2. ^ Barney e io di Christian Rocca, pubblicato su il Foglio del 2 luglio 2005
  3. ^ La sindrome di Re Mida di Laura Lepri

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