La stanza di Jacob

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La stanza di Jacob
Titolo originale Jacob's Room
Altri titoli La camera di Giacobbe
La camera di Jacob
Autore Virginia Woolf
1ª ed. originale 1922
1ª ed. italiana 1950
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Ambientazione Inghilterra
d'inizio Novecento
Protagonisti Jacob Flanders
Altri personaggi Clara Durrant, Florinda

La stanza di Jacob (titolo originale Jacob's Room) è il terzo romanzo della scrittrice inglese Virginia Woolf, scritto nel 1922 e pubblicato per la prima volta il 26 ottobre dello stesso anno (otto mesi dopo l'uscita dell'Ulisse di James Joyce) dalla Hogarth Press, la casa editrice fondata da lei stessa e dal marito Leonard Woolf. In Italia l'opera venne stampata nel 1950 da Mondadori con il titolo La camera di Giacobbe, la traduzione "autorizzata" di Anna Banti e otto illustrazioni di Carlo de Roberto. Le successive edizioni Mondadori hanno adottato il titolo La camera di Jacob.

Il romanzo narra la storia di Jacob Flanders, il protagonista. La sua vita, ispirata alla figura di Thoby, un fratello di Virginia morto in giovane età, è raccontata attraverso sensazioni, memorie, emozioni, avendo come punto di riferimento le "stanze" della sua breve esistenza (da cui il titolo). Pertanto, va evidenziato che il libro è principalmente lo studio di un carattere e possiede poco in termini di trama o di sfondo; si presenta anzi con un vuoto al posto del carattere centrale, tanto da poter dire che in realtà non ha un "protagonista" vero e proprio, almeno non come lo si intende convenzionalmente. Jacob è sì descritto, ma in termini talmente indiretti da sembrare il risultato delle diverse percezioni che di lui hanno gli altri personaggi e il narratore. Jacob non esiste come una realtà concreta a se stante, ma piuttosto come una raccolta di ricordi e sensazioni. D'altra parte, è proprio questa carenza di azione, questo vuoto "fisico", che caratterizza il romanzo e gli conferisce uno specifico tono elegiaco.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ambientato nel contesto dell'Inghilterra del periodo pre-bellico, il romanzo inizia con l'infanzia di Jacob per poi seguirlo al Trinity College di Cambridge e quindi nell'età adulta. La storia è raccontata soprattutto attraverso la prospettiva delle varie donne che hanno accompagnato la vita del protagonista, comprese la ricca e repressa Clara Durrant e la disinibita studentessa d'arte Florinda con le quali ha intrecciato delle relazioni. Il tempo da lui trascorso a Londra rappresenta gran parte della vicenda, anche se verso la fine del romanzo Jacob si reca in Italia e poi in Grecia. La sua morte avviene in guerra ma, anche in questo caso, la Woolf non racconta l'episodio; come nelle precedenti pagine del romanzo, pure quest'ultimo avvenimento è descritto attraverso la camera vuota che l'uomo lascia dietro di sé.

Significato letterario[modifica | modifica wikitesto]

La stanza di Jacob segna una radicale evoluzione della Woolf rispetto ai suoi primi due romanzi, La crociera (1915) e Notte e giorno (1919), decisamente più convenzionali nella forma e come stile narrativo. Quest'opera è invece considerata un testo significativo del movimento modernista; la sua forma sperimentale sviluppa ulteriormente lo stile innovativo conosciuto come "flusso di coscienza",[1] già adottato dalla scrittrice nella sua precedente raccolta di racconti brevi Monday or Tuesday (1919).

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Virginia Woolf, Jacob's room, Londra, The Hogarth Press, 1922.
  • (IT) Virginia Woolf, La camera di Giacobbe (unica traduzione autorizzata dall'inglese di Anna Banti, con 8 illustrazioni di Carlo de Roberto), Milano-Verona, Mondadori, 1950.
  • (IT) Virginia Woolf, La camera di Jacob (trad. it. e postfazione di Anna Banti), Milano, Mondadori, 1980.
  • (IT) Virginia Woolf, La stanza di Jacob (trad. it. a fronte e cura di Mirella Billi), Venezia, Marsilio, 1994. ISBN 88-317-5783-0.
  • (IT) Virginia Woolf, La stanza di Jacob (trad. it. di Mirella Billi, registrazione su CD letta da Cinzia Falchieri), Feltre, Centro Internazionale del Libro Parlato, 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo la definizione del filosofo e psicologo William James, fratello del noto scrittore statunitense Henry James.

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