László Bíró

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da László József Bíró)
László Bíró

László József Bíró[1], ispanizzato in Ladislao José Biro (Budapest, 29 settembre 1899Buenos Aires, 24 ottobre 1985), è stato un giornalista e inventore ungherese naturalizzato argentino, famoso per aver ideato la penna a sfera che porta il suo nome.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

László Bíró nacque il 29 settembre 1899 a Budapest, in Ungheria, da Mózes Mátyás Schweiger e Janka Ullmann. Dopo aver intrapreso gli studi medici, il giovane László si interessò di ipnosi, una tecnica che al tempo godeva di una grandissima popolarità: per questo motivo, numerosi furono i medici che decisero di servirsi del talento ipnotico di Bíró per farsi aiutare con il trattamento dei propri pazienti. Realizzando ingenti guadagni, Bíró abbandonò gli studi e si dedicò ai lavori più disparati: negli anni venti e trenta, infatti, egli fu pilota di automobili, doganiere, agente di borsa, pittore di quadri surrealisti, scultore[2] e collaboratore del settimanale Avanti.[3]

Nel tempo libero, invece, Bíró si dilettava a progettare e creare congegni insieme al fratello György, che aveva studiato chimica. Dal sodalizio tra i due fratelli nacquero diverse invenzioni: citiamo, ad esempio, un vetro resistente ad alte temperature, un prototipo di lavatrice, una serratura anti-scassinamento e un cambio meccanico automatico per auto, poi venduto nel 1932 alla General Motors.[2]

La nascita della penna biro[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità del 1945 della penna Birome sulla rivista argentina Leoplán

Tra le invenzioni che resero Bíró celebre vi fu in particolare la penna a sfera, poi chiamata biro in suo onore. L'intensa attività giornalistica di Bíró, infatti, lo indusse a ricercare uno strumento scrittorio più efficace della penna stilografica, che pur essendo il tipo di penna più diffuso a quei tempi presentava diversi inconvenienti: l'inchiostro impiegato da tali utensili, infatti, macchiava i fogli assai frequentemente, comportava tempi di asciugatura non indifferenti e andava ricaricato spesso. Fu così che Bíró provò a sostituire il tipo di inchiostro che si usava per scrivere con quello delle rotative che stampavano i giornali; il nuovo liquido, tuttavia, era molto viscoso, e rendeva la scrittura difficoltosa e poco fluida.[2]

L'idea definitiva gli venne osservando alcuni bambini giocare a biglie per la strada: le palline, infatti, dopo aver attraversato una pozzanghera, lasciavano dietro di loro una riga di fango uniforme e regolare. In conseguenza di ciò, Bíró inserì all'interno della punta una piccola pallina metallica che permetteva la distribuzione omogenea dell'inchiostro, con lo stesso principio che permetteva ai cilindri rotanti di stampare la carta dei giornali; il fratello György, invece, sviluppò la formula di un inchiostro a rapida asciugatura ma comunque di buona qualità. Era nata la penna a sfera: il 15 giugno 1938 i due fratelli crearono un primo prototipo soddisfacente e lo brevettarono in Ungheria e in Gran Bretagna.[2]

In Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Prima di essere commercializzata, la penna biro necessitò di molti perfezionamenti e di ingenti investimenti finanziari. Le sperimentazioni di Bíró, inoltre, vennero interrotte per il precipitare degli eventi storici: si avvicinava la seconda guerra mondiale e, assieme alla famiglia di origine ebraica, per evitare persecuzioni, Biro dovette fuggire, prima in Spagna e poi in Argentina, dove rimase sino alla morte, ottenendo anche la cittadinanza.[2]

In Argentina iniziò la produzione della sua penna con il contributo di vari esperti, primo fra tutti Juan Jorge Meyne, con il quale fondò la società «Biro Meyne Biro». Nel frattempo, il 10 giugno 1943, venne brevettato un ulteriore prototipo: ad intuire subito le potenzialità di questa nuova invenzione vi fu il commerciante inglese Henry Martin, che prontamente segnalò l'esistenza delle penne biro al governo del Regno Unito. In questo modo venne siglato un accordo con il ministro della guerra britannico per produrre su licenza penne a sfera: ne furono create ben trentamila esemplari, tutti distribuiti ai membri dell'aviazione militare per via del migliore funzionamento della biro rispetto alla stilografica ad alte quote.[2]

Per l'approdo delle penne a sfera sul mercato argentino, invece, bisognerà attendere il 1945, quando Bíró commercializzò la propria invenzione dapprima con i nomi di Eterpen e Stratopen, e poi con quello definitivo di Birome (acronimo di «Biro y Meyne»). I costi di produzione erano però piuttosto elevati e la penna a sfera risultava essere un prodotto d'élite. Le pionieristiche intuizioni di Bíró, infatti, non furono affatto seguite da un successo industriale e commerciale; per questo motivo l'inventore, ormai disilluso, cedette il brevetto al barone italiano, naturalizzato francese, Marcel Bich. Il barone Bich intendeva creare uno strumento di scrittura che fosse pratico ed economico: utilizzando materiali meno costosi, e facilitando il passaggio dell'inchiostro dal tubo alla sfera, riuscì a produrre una penna abbattendo i costi del 90% (una Bic Cristal costava cinquanta centesimi di franco) e avviando la sua produzione in serie. A partire dal dicembre 1950 Bich commercializzò la penna a sfera in tutto il mondo, ottenendo in questo modo uno sfolgorante successo.[2]

Bíró, a causa della sua incapacità di gestione imprenditoriale, a differenza di Bich non si arricchì con i guadagni della sua invenzione, e da quel momento in poi condusse una vita modesta; lavorò dapprima per un'altra azienda argentina produttrice di penne a sfera, fondata da un vecchio fornitore della «Biro y Meyne», e poi al servizio del governo argentino per conto del quale studiò l'uranio arricchito. Si spense, infine, a Buenos Aires il 24 ottobre 1985; in Argentina si festeggia la «giornata degli inventori» il 29 settembre, suo giorno genetliaco, e gli è stato dedicato anche l'asteroide (327512) Biro, scoperto nel 2006.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pronuncia: [ˈlaːsloː ˈjoːʒɛf ˈbiːroː].
  2. ^ a b c d e f g h Daniele Lettig, Ladislao José Biro, l’inventore della penna a sfera, su Il Post. URL consultato il 29 settembre 2016.
  3. ^ Walter Guadagnini, La fotografia in 100 immagini, 24 ORE Cultura, 2007, p. 223, ISBN 8871795164.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN11837431 · LCCN: (ENnb2008004332 · ISNI: (EN0000 0001 0955 1261 · GND: (DE124864384