Ketty Fusco

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Ketty Fusco (Napoli, 5 agosto 1926) è un'attrice, regista e scrittrice svizzera di origine italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

All'età di 5 anni è costretta a lasciare l'Italia a causa del fascismo e si stabilisce a Lugano. È proprio qui che inizia la sua carriera di attrice; ancora bambina viene scelta per partecipare ad un programma radiofonico per bambini della RSI, all'epoca chiamata Radio Monte Ceneri. Più avanti arriva invece l'approccio alla scrittura ed allora Ketty Fusco costruisce una stabile attività in questo campo. Nel 1989 le è stato consegnato il Premio “Maschera d'argento della Sipario” alla carriera a Milano[1]. Nel 1994 è nel cast del film Il sogno della farfalla (Albatros/Waka/P.Grise, prod. italo-franco-svizzera) di Marco Bellocchio[2]. Tra il 1993 e il 1994 recita in teatro da protagonista in Regina madre di Manlio Santanelli[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella luce degli occhi, Istituto editoriale ticinese, 1962
  • La preistoria sul balcone, Edizioni svizzere per la gioventù, 1973
  • Giorni della memoria, Edizioni Pantarei, 1974
  • Il caminetto che canta, Edizioni del Leone, 1994
  • Acrostici, Edizioni Ulivo, 1995
  • Lettera a zia Eva, Lietocollelibri, 1995
  • Natale, Edizioni Ulivo, 1995 - 2005
  • Giove in via Nassa, Edizioni Ulivo, 1996
  • In quell'albergo sul fiume, A. Dadò, 1999
  • Storia di Dolly, Edizioni Ulivo, 1999
  • Umca: storia di una capra intraprendente, Edizioni Ulivo, 2002
  • La preistoria sul balcone, Edizioni Ulivo, 2006
  • L'isola degli ottanta, Edizioni Ulivo, 2007
  • La bambina e le bombe: assaggi di vita e racconti, Edizioni Ulivo, 2007
  • Arco e Baleno sulle orme di Ulisse, Edizioni Ulivo, 2007

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Per i suoi meriti in campo teatrale ha ricevuto l'Anello Hans Reinhart nel 1994 dalla Società Svizzera di Studi Teatrali.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ bibliomedia.ch. URL consultato il 1º settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2008).
  2. ^ magazine.libero.it[collegamento interrotto]
  3. ^ albertoegiannibuscaglia.it Archiviato il 14 maggio 2011 in Internet Archive.
  4. ^ sist. bibliotecario ticinese, in sbt.ti.ch

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN52731350 · ISNI (EN0000 0000 3375 9567 · LCCN (ENn2002049361 · WorldCat Identities (ENn2002-049361