Ketty Fusco

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Ketty Fusco (Napoli, 5 agosto 1926Lugano, 18 febbraio 2021) è stata un'attrice, regista e scrittrice svizzera di origine italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

All'età di 5 anni fu costretta a lasciare l'Italia a causa del fascismo e si stabilì a Lugano. Fu proprio qui che iniziò la sua carriera di attrice; ancora bambina venne scelta per partecipare ad un programma radiofonico per bambini della RSI, all'epoca chiamata Radio Monte Ceneri. Più avanti arrivò invece l'approccio alla scrittura e Ketty Fusco costruirà una stabile attività in questo campo. Nel 1989 le fu consegnato il Premio “Maschera d'argento della Sipario” alla carriera a Milano[1]. Nel 1994 fu nel cast del film Il sogno della farfalla (Albatros/Waka/P.Grise, prod. italo-franco-svizzera) di Marco Bellocchio[2]. Tra il 1993 e il 1994 recitò in teatro da protagonista in Regina madre di Manlio Santanelli[3].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella luce degli occhi, Istituto editoriale ticinese, 1962
  • La preistoria sul balcone, Edizioni svizzere per la gioventù, 1973
  • Giorni della memoria, Edizioni Pantarei, 1974
  • Il caminetto che canta, Edizioni del Leone, 1994
  • Acrostici, Edizioni Ulivo, 1995
  • Lettera a zia Eva, Lietocollelibri, 1995
  • Natale, Edizioni Ulivo, 1995 - 2005
  • Giove in via Nassa, Edizioni Ulivo, 1996
  • In quell'albergo sul fiume, A. Dadò, 1999
  • Storia di Dolly, Edizioni Ulivo, 1999
  • Umca: storia di una capra intraprendente, Edizioni Ulivo, 2002
  • La preistoria sul balcone, Edizioni Ulivo, 2006
  • L'isola degli ottanta, Edizioni Ulivo, 2007
  • La bambina e le bombe: assaggi di vita e racconti, Edizioni Ulivo, 2007
  • Arco e Baleno sulle orme di Ulisse, Edizioni Ulivo, 2007

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Per i suoi meriti in campo teatrale ha ricevuto l'Anello Hans Reinhart nel 1994 dalla Società Svizzera di Studi Teatrali.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ bibliomedia.ch. URL consultato il 1º settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2008).
  2. ^ magazine.libero.it[collegamento interrotto]
  3. ^ albertoegiannibuscaglia.it Archiviato il 14 maggio 2011 in Internet Archive.
  4. ^ sist. bibliotecario ticinese, in sbt.ti.ch

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2179159337532413150004 · ISNI (EN0000 0000 3375 9567 · LCCN (ENn2002049361 · GND (DE12810919X · WorldCat Identities (ENlccn-n2002049361