Kamo no Mabuchi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ritratto di Kamo no Mabuchi eseguito da uno studente

Kamo no Mabuchi (Hamamatsu, 24 aprile 169727 novembre 1769) è stato un poeta, filologo e filosofo giapponese del periodo Edo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una famiglia shintoista, nella quale il padre Okabe Masanobu (1653-1732) svolse l'attività di sacerdote a Kamo.[1]

Mabuchi studiò dapprima i classici cinesi seguendo gli insegnamenti del maestro neoconfuciano Shundai Dazai (1680-1747). [1]

Mabuchi lavorò ad Hamamatsu come amministratore di un albergo e contemporaneamente proseguì gli studi orientati allo spirito dell'antico Giappone; nel 1736 decise di trasferirsi a Kyoto presso la scuola filosofica e filologica di Kada no Azumamaro, uno dei maggiori rappresentanti del Kokugaku.[2]

Nel 1738 si stabilì a Edo, dove, sotto la protezione dello shōgun Tokugawa Yoshimune, divenne consulente speciale per gli studi giapponesi e fondò un'accademia (Agatai).[3] Tra i suoi discepoli si può citare Motoori Norinaga.

Dal 1760 si dedicò a tempo pieno agli studi sull'antico spirito del Giappone.[4]

Tra le sue opere si possono citare i commenti al Kojiki, al Man'yōshū, al Genji monogatari, ai Norito (preghiere shintoiste), ai Kagura (danza sacra shintoista) e a numerosi scritti della letteratura classica giapponese.

Si distinse anche per i suoi studi sullo shintoismo e per il lavoro intitolato Kokuikō ("Studio sul carattere nazionale", 1765), incentrato sulla religione giapponese e critico verso il buddhismo e il confucianesimo.[5]

Nei suoi studi e nei suoi lavori Mabuchi svolse sia la funzione di critico e di filologo sia quella del promotore del Kokugaku ("studi antichi") e della iamatologia o wagakusha ("studi giapponesi"), che ebbero l'obiettivo di valorizzare la cultura giapponese, in un'epoca di profonda e vasta ammirazione per la cultura cinese.[5][6]

Nei suoi scritti Kamo no Mabuchi pose la sua attenzione sulle transizioni e sui cambiamenti, criticando invece le categorie e le definizioni rigide del pensiero cinese.[1] Inoltre esaltò la funzione della poesia di ispirare i comportamenti e la morale grazie alla sua capacità di esprimere le emozioni e i sentimenti.[7][8]

La sua tomba si trova nel cimitero di Tokaiji a Shinagawa. Un museo si trova accanto alla casa dove è nato a Hamamatsu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Le Muse, vol. 6, Novara, De Agostini, 1965, p. 226.
  2. ^ (EN) Kamo no Mabuchi (nel sito Encyclopedia.com), su encyclopedia.com. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  3. ^ (EN) Kamo no Mabuchi (nel sito Encyclopedia of Shinto), su eos.kokugakuin.ac.jp. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  4. ^ (EN) Kamo no Mabuchi (nel sito New World Encyclopedia), su newworldencyclopedia.org. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  5. ^ a b Kamo no Mabuchi, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  6. ^ Kamo no Mabuchi (nel sito Sapere.it), su sapere.it. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  7. ^ (EN) Kamo no Mabuchi (nel sito The Samurai archives), su wiki.samurai-archives.com. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  8. ^ (EN) Kamo Mabuchi (nel sito dell'Encyclopædia Britannica), su britannica.com. URL consultato il 20 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (JA) Koyama Tadashi, Kamo no Mabuchi den, Tokyo, 1938.
  • (JA) Ōishi Arata's, Kamo Mabuchi, Tokyo, 1942.
  • (JA) Araki Yoshio, Kamo no Mabuchi no hito to shisō, Tokyo, 1943.
  • (EN) Peter Nosco, Remembering Paradise: Nativism and Nostalgia in Eighteenth-Century Japan, Cambridge, 1990.
  • (EN) Susan L. Burns, Before the Nation: Kokugaku and the Imagining of Community in Early Modern Japan, Durham, Duke University Press, 2003.
  • (EN) Louis Frédéric, Japan Encyclopedia, Cambridge, Harvard University Press, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN5730760 · ISNI (EN0000 0000 8085 5172 · LCCN (ENn80004127 · GND (DE118959867 · BNF (FRcb12441635h (data) · CERL cnp01343363 · NDL (ENJA00270227 · WorldCat Identities (ENn80-004127