Jackie McLean

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Jackie McLean
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Hard bop
Jazz modale
Periodo di attività 1951 – 2004
Sito web

John Lenwood (Jackie) McLean (New York, 17 maggio 193131 marzo 2006) è stato un sassofonista e compositore statunitense di musica jazz; alcune fonti danno come anno di nascita il 1932.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il padre di McLean, John Senior, era chitarrista nell'orchestra di Tiny Bradshaw. Dopo la morte del padre nel 1939, l'educazione musicale di Jackie fu proseguita dal suo padrino e dal suo patrigno (che possedeva un negozio di dischi) oltre che da altri insegnanti. Inoltre ricevette lezioni informali dai suoi vicini, Thelonious Monk, Bud Powell, e Charlie Parker. Durante gli anni del liceo, vicino a Edgecombe Avenue, Jackie faceva parte di un'orchestra cui militavano anche Kenny Drew, Sonny Rollins, e Andy Kirk Jr. (il tenorsassofonista figlio di Andy Kirk).

« In quell'album (Dig, n.d.t) Sonny (Rollins) diede tutto quello che aveva, e anche Jackie McLean. [...] Venne anche Charlie Parker a sentire e si mise in regia. Jackie era già nervoso perché era il suo debutto in studio, ma quando vide Bird, che era il suo idolo, a momenti uscì di testa. Continuava ad andare da lui a chiedergli cosa ci faceva lì, e Bird a rispondergli che si stava solo facendo un giro. Gliel'avrà chiesto un milione di volte. Jackie voleva che Bird se ne andasse perché così sarebbe stato più rilassato. Ma Bird continuava a dirgli come suonava bene e a incoraggiarlo, e questo alla fine rese la prova di Jackie davvero fantastica. »
(Miles Davis,[1])

A 19 anni McLean debuttò in studio d'incisione con Miles Davis nell'album Dig (anche noto come New Sounds), in cui compariva anche Rollins. Tra le altre registrazioni giovanili, si ricordano quelle con Gene Ammons, Charles Mingus, e George Wallington. Negli stessi anni, Jackie divenne un membro dei Jazz Messengers di Art Blakey, ai quali si unì dopo aver lasciato Mingus, si dice dopo che Mingus lo ebbe picchiato - circostanza credibile stante la personalità di Mingus - e che Jackie (temendo per la propria vita) ebbe reagito accoltellandolo. Le prime registrazioni a nome di McLean lo videro attivo nel campo hard bop, che non abbandonò neppure quando aderì allo stile modale. Aveva a questo punto maturato la propria personalità strumentale, caratterizzato da forti radici blues, un suono spesso descritto come bruciante o penetrante e un'intonazione leggermente e volutamente crescente.

Come molti altri musicisti del periodo, nei primi anni McLean divenne tossicodipendente: per questo motivo gli fu ritirato il permesso di tenere concerti in pubblico a New York e questo lo obbligò a un intenso lavoro in studio, che si rifletté nel gran numero di registrazioni a suo nome negli anni cinquanta e sessanta. Dopo aver registrato per la Prestige Records, egli firmò un contratto con la Blue Note Records per cui incise dal 1959 al 1967. La maggior libertà artistica (oltre che economica) garantita dalla Blue Note resero quelle registrazioni tra le migliori di Jackie.

Il culmine della sua ricerca armonica è l'album Let Freedom Ring, di cui è specialmente notevole il suo assolo in "Quadrangle" (un pezzo già apparso sull'album del 1959 Jackie's Bag, (BST 4051)). Con Let Freedom Ring iniziano anche le collaborazioni di McLean coi musicisti dell'avanguardia, che gli permisero di incorporare le innovazioni del jazz modale e free all'interno di un quadro di riferimento schiettamente boppistico, il che conferì grande originalità al suo lavoro di quegli anni.

Nel 1964, McLean passò sei mesi in prigione per questioni di droga: gli anni immediatamente successivi sono anche chiamati il periodo acido, a causa della durezza dei tre album che egli pubblicò dopo la sua liberazione.

La Blue Note, a seguito del cambiamento di gestione, pose fine al suo contratto nel 1967 (come fece in quegli anni con molti altri artisti d'avanguardia). Le prospettive di registrazione erano talmente poche e malpagate che egli preferì dedicarsi interamente ai concerti e all'insegnamento, che iniziò nel 1968 alla The Hartt School della prestigiosa University of Hartford (Connecticut). Negli anni successivi, egli avrebbe creato il Dipartimento di Musica Afroamerican (ora chiamato "Jackie McLean Institute of Jazz") e l'intero programma di studi Jazz.

Nel 1970, con la moglie Dollie, fondò ad Hartford il gruppo Artists' Collective, Inc. dedicato alla conservazione delle tradizioni africane negli Stati Uniti, promuovendo e realizzando programmi di istruzione nella danza tradizionale, il teatro, la musica e le arti visuali.

Nel 2001, gli fu riconosciuto l'"American Jazz Masters fellowship" del National Endowment for the Arts.

Jackie McClean morì dopo una lunga malattia ad Hartford, il 31 marzo 2006.

Suo figlio René è un sassofonista e flautista jazz e insegna musica.

Collaboratori[modifica | modifica sorgente]

McLean ebbe moltissimi collaboratori famosi, ed era noto per avere un non comune fiuto nello sceglierli tra i giovani: il sassofonista Tina Brooks, il pianista Larry Willis, il trombettista Bill Hardman, e il tubista Ray Draper sono solo alcune delle sue scoperte degli anni '50 e '60, così come i batteristi Tony Williams, Jack DeJohnette, Lenny White, Michael Carvin, e Carl Allen che con McLean si fecero le ossa. Nei suoi gruppi degli ultimi anni, che erano principalmente composti da elementi tratti dai suoi corsi ad Hartford, militarono spesso il trombonista Steve Davis e il figlio René.

Molte registrazioni di McLean da leader si avvalsero di sidemen di razza, tra cui Donald Byrd, Sonny Clark, Ornette Coleman, Dexter Gordon, Billy Higgins, Freddie Hubbard, Grachan Moncur III, Mal Waldron, e molti altri.

Discografia Parziale[modifica | modifica sorgente]

  • Swing, Swang, Swingin' (1959)
  • New Soil (1959)
  • Capuchin Swing (1960)
  • Bluesnik (1961)
  • Jackie's Bag (1961)
  • Let Freedom Ring (1962)
  • One Step Beyond (1963)
  • Destination...Out! (1963)
  • Vertigo (1963)
  • Jacknife (sic) (1965)
  • Demon's Dance (1967)
  • Ode to Super (1973)
  • Dr. Jackle (1979; recorded in 1966)
  • Contour (1980)
  • Dynasty (1990)
  • Nature Boy (2000)

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Miles: l'autobiografia di un mito del jazz - Miles Davis con Quincy Trope (Rizzoli, 1990)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 66652440 LCCN: n81058255

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