Italo Ormanni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Italo Ormanni (Napoli, 12 gennaio 1936) è un magistrato e avvocato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Italo Ormanni è stato in magistratura dal novembre 1961 fino al novembre 2010. Dal 1982 è applicato alla Corte di Cassazione. Dal 1984 al 1990 è stato consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. È stato Docente presso l'Università di Napoli. Dal 1994 al 2008 è procuratore aggiunto alla Procura della Repubblica di Roma e dal 2000 al 2008 è procuratore distrettuale antimafia per il Lazio. Dal 2006 si è occupato del delitto dell'Olgiata come procuratore aggiunto, chiedendo per due volte l'archiviazione del procedimento senza individuazione del colpevole, non essendogli stata sottoposta la registrazione di un'intercettazione telefonica che avrebbe costituito prova schiacciante della colpevolezza dell'assassino, poi condannato nel 2011 in seguito alla riapertura del caso e a nuovi accertamenti.

Dal 2008 al 2010 è Capo Dipartimento presso il Ministero della Giustizia. È autore di pubblicazioni sulla criminologia. Nell'omicidio di Marta Russo ha avuto il ruolo dell'accusa. Dal 5 settembre 2011 entra nel cast giuridico del programma tv Forum e ne fa parte fino al 31 maggio 2013. Tra i vari casi di cui si è occupato, si possono ricordare inoltre l'indagine sull'omicidio di Maria Grazia Cutuli, giornalista del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan: gli accertamenti portarono da Atene a Madrid fino a Kabul, dove vennero individuati gli assassini dell'italiana.

Inoltre, nella sua qualità di Capo Dipartimento al Ministero della giustizia, si è occupato dell'estradizione del terrorista Cesare Battisti, latitante in Brasile: con il suo lavoro in collaborazione con l'ambasciata italiana a Brasilia e l'affermato studio legale del posto ottenne la sentenza favorevole del Tribunale Federale, alla quale però non fece seguito il decreto esecutivo del Presidente brasiliano. Attualmente è Presidente della Fondazione museo Alberto Sordi, con sede in Roma (Aggiornato al dicembre 2015).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]