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Integralismo politico

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In politica, con il termine integralismo, si identifica generalmente la tendenza a ricercare l'unità nelle scelte e nelle valutazioni politiche, eliminando il pluralismo (nel migliore dei casi attraverso mediazioni). Per integralismo si intende, solitamente, il tentare di imporre agli altri il proprio modello di vita, ritenuto, a torto o a ragione, il più adatto alla società. L'integralismo può sfociare nell'intolleranza, nel rifiuto di ogni critica (anche ironica o satirica) o addirittura nel rifiuto della democrazia. Dell'integralismo in politica esistono (o sono storicamente esistite) almeno due differenti e per certi versi contrastanti visioni.

Applicazioni di una visione integralista

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L'integralismo politico arriva, nella sua applicazione portata alle conseguenze estreme, a forme totalitarie o dittatoriali di organizzazione statale. Se si tratta di semplici organizzazioni o partiti politici si può arrivare a sminuire l'avversario sino a caricarlo di molti significati negativi. In entrambi i casi il leader, o il gruppo alla guida, sono visti come esempi positivi da imitare. Per certi aspetti l'integralismo è il fallimento del dialogo. Secondo Robert Dahl, quando i partiti democratici sono in crisi, subentra il dominio dei demagoghi o delle fazioni.[1]

Nazionalismo integrale

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Un atteggiamento integralista può sfociare in una visione ideologica secondo cui la società è un insieme organico, che richiede una gerarchia sociale e una cooperazione tra le classi sociali.

Spesso visto come credo nella ideologia del Sangue e Terra, questa forma di integralismo sostiene che le migliori istituzioni politiche per una data nazione differiranno in base alla sua storia, la sua cultura ed il suo clima. La collettività è formata da membri di un'unica stirpe e la sua conseguenza estrema è l'odio razziale. L'integralismo solitamente appoggia una chiesa nazionale. Esempi di nazionalismo integrale, nel 1900, sono le dittature tedesca, italiana e spagnola, unite da una comune visione del mondo, pur nelle loro specifiche diversità. La dittatura italiana fascista, in particolare, ha avuto momenti di vero e proprio protezionismo ed autarchia. In altri paesi si sono instaurate dittature fasciste per esempio in Cile e in Argentina.

Lenin e Stalin nel 1922 a Gorki.

Un altro esempio di integralismo è l'integralismo socialista o unitarismo dei primi anni del XX secolo: in tal caso integralismo ha un significato politico che si riferisce all'unione delle diverse correnti del socialismo. Secondo gli unitaristi socialcomunisti, la rivoluzione di ottobre impose al mondo una nuova idea di unitarismo socialista e Mosca ne fu la culla.[2] L'integralismo socialista e comunista sono descritte nel Congresso dell'Internazionale comunista citato da Antonio Gramsci nella pubblicazione "L'Ordine Nuovo", del dicembre 1920.[3] Nel 2026 dittature di tipo comunista esistono in Stati comunisti come Cuba, Vietnam, Laos, Corea del Nord: anche la Cina ha avuto un'esperienza simile, ma poi i dirigenti del Partito Comunista Cinese hanno accettato e adottato il sistema economico-finanziario capitalista per assecondare le particolarità culturali e tradizionali del popolo cinese.

  1. Robert Dahl, Intervista sul pluralismo - Editore Laterza 2002
  2. Teologia e socialismo: l'esempio di Karl Barth Di Friedrich Wilhelm Marquardt - Editoriale Jaca Book, 1974 pag 291
  3. Scissione o sfacelo?, di Antonio Gramsci, su antoniogramsci.com. URL consultato il 18 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2008).

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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  • (EN) Filosofia dell'integralismo, su anus.com. URL consultato il 30 agosto 2005 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2005).
  • Tradizione integrale, su geocities.com. URL consultato il 30 agosto 2005 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2005). (EN)
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