Idume

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Idume
Fiume Idume.jpg
StatoItalia Italia
Portata media1 m³/s
NasceLecce
SfociaMare Adriatico a Torre Chianca (Lecce)

L'Idume è un fiume, in parte sotterraneo, della città di Lecce, il primo per portata d'acqua all'interno dell'omonima provincia.

Percorso sotterraneo[modifica | modifica wikitesto]

Tipico fenomeno carsico che caratterizza il Salento, è generato da sorgenti sotterranee. Il fiume scorrerebbe proprio al di sotto del centro storico di Lecce e sarebbe visibile dalle profondità degli antichi palazzi: in particolare da una cisterna profonda 10 metri nel Museo Faggiano venuta alla luce a causa di alcuni scavi[1] e soprattutto dai sotterranei di Palazzo Adorno, dove la comunità ebraica, che un tempo abitava la zona, era solita compiere abluzioni e purificarsi con riti sacri nelle acque limpide del fiume[2], ciò è testimoniato anche dalla presenza di numerose iscrizioni sulle pareti.

Percorso in superficie[modifica | modifica wikitesto]

L'Idume riaffiora poi poco prima della foce, da due rami che si uniranno in un unico corso d'acqua nei pressi dei tre ponti: il primo ramo è detto canale Rauccio e, attraversando il Parco di Rauccio, forma l'omonima palude che cinge il bosco. Il secondo è il canale Gelsi che genera una vasta area palustre nei pressi della località Case Simini. Il fiume è alimentato dai cosiddetti ajsi o avisi, ossia polle risorgive in forma di piccoli laghetti che contribuiscono a dare un apporto di acqua sempre costante al fiume.

Foce[modifica | modifica wikitesto]

Tra le marine leccesi di Torre Chianca e Spiaggiabella, forma il Bacino dell'Idume di origine artificiale ma completamente naturalizzato, il quale è di inestimabile valore per via della vegetazione e della fauna che ospita. La foce, con una portata di 1000 l/s, è costituita da un estuario cangiante a seconda delle mareggiate causate dal moto ondoso del Mare Adriatico. Le sue acque, abbondanti e in movimento, sono fredde, rigeneranti e in estate costituiscono refrigerio per i bagnanti.

Storia, leggende e sacralità[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume è stato da sempre al centro di misteri e leggende della città salentina.

Secondo le voci popolari, dai tombini dei vicoli della città vecchia si udirebbe lo scrosciare delle acque del fiume: effettivamente si sente frequentemente il movimento dell'acqua[3], ma non è ancora stato dimostrato che si tratti dell'Idume.

Il toponimo probabilmente nascerebbe nel Seicento dallo storico Ascanio Grandi in riferimento all'Idumea, regione palestinese solcata da diversi ruscelli citata nella Bibbia e gli fu aggiunto l'epiteto di "Padre" o "patrio"[4]. Le acque del Padre Idume vengono quindi considerate sacre, attribuendone capacità benefiche e ancora oggi alla foce del fiume la gente è solita immergersi nelle sue acque limpide e particolarmente fredde. In questo periodo si ritiene che il fiume fosse sacro alle ninfe e abitato da fate e spiriti.

Alcuni intellettuali leccesi hanno identificato l'Idume con il Theutra, leggendario corso d'acqua del quale oggi non vi sono testimonianze concrete che scorreva, secondo le fonti classiche, attraversando il centro storico della città[5]. Sia Idume che Theutra sono comunque frequenti nella toponomastica delle vie della città vecchia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Cazzato, Stefano Margiotta, Idume e altre storie d'acqua, ISBN 978-88-3300-204-0 Primiceri Editore, Padova 2020.

Note[modifica | modifica wikitesto]