Gustavo Simoni

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Gustavo Simoni (Roma, 5 novembre 1845Palestrina, 1926) è stato un pittore e insegnante italiano.

Gustavo Simoni, Giocatori di morra, 1894

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era nato a Roma, in via Panisperna, da Antonio, un barbiere che era originario di Pratica di mare e da Luisa Fabrizi di Magliano Sabina. Aveva un fratello minore, Scipione, che indirizzò alla pittura.

Scelse di seguire la innovativa strada segnata da Mariano Fortuny. A partire dal 1877 Gustavo Simoni viaggiò intensamente, recandosi in Francia, in Spagna, in particolare in Africa, dove soggiornò più volte in Algeria, in Tunisia e in Marocco. Si stabilì per molti anni nella antica città di Tlemcen, in Algeria, in una casa isolata, dove accoglieva amici che arrivavano da Roma. Ebbe rapporti con personaggi autorevoli del luogo. Accresciuta la fama fra collezionisti e intenditori, vinse la Medaglia d’Oro al Salon di Parigi del 1889 con il monumentale dipinto L’incendio di Persepoli e fu ancora premiato nel 1895, all'Esposizione di Belle Arti di Roma. Fra i suoi clienti, il Re Umberto I.

Divenne membro dell'Accademia di San Luca. Negli ultimi anni dell'Ottocento aprì uno studio anche a Parigi, ove frequentò gli esponenti principali del simbolismo, soddisfacendo le richieste per il genere orientalista ad acquarello e, su grandi formati, ad olio. Tornato a Roma, fondò una sua scuola di pittura orientalista. Abitava in un casale in via di Villa Patrizi, ristrutturato nel 1910 da suo genero, l'architetto ingegnere Francesco La Grassa. La casa-studio fu uno dei rari e più originali esempi architettonici di "Arte Nuova" nella Capitale. Fra i dipinti, uno dei più noti è Carovana in riposo nel deserto (1885) che raffigura viaggiatori berberi, in un bivacco velato di polveri. Ebbe cinque figli, tre pittori come lui: Paolo acquerellista, disperso durante la guerra d'Algeria; Ettore, Mario, dedito alla pittura a olio per lo più di nature morte.

Gustavo Simoni fu un pittore orientalista attento ai minuti particolari, sapeva cogliere come pochi altri i fremiti di un ambiente, fissare il ricordo di un istante. Ha dipinto all'acquerello scene di genere a Palestrina e a Sorrento, con profusione di personaggi, resi con grande vivacità, ma a tinte delicate. Attratto anche dai temi storici, ha creato fantasiose e improbabili ricostruzioni di scene, ambientate nell'antica Roma o nel Seicento. Entrò nel gruppo dei dieci fondatori dell'Associazione degli Acquarellisti romani ed espose i suoi acquarelli alle mostre organizzate dall'Associazione. Ha oggi maggiore notorietà in Inghilterra che in Italia.

Le sue opere sono esposte presso musei di arte moderna in molte città, fra le quali Roma, Vicenza, Glasgow, Lipsia, Melbourne e New York. Tra i suoi allievi ricordiamo Filiberto Sbardella.

Gustavo Simoni, Festa orientale

Opere in musei[modifica | modifica wikitesto]

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Mercato a Tlemcen in Algeria, olio, 1882
  • Venditore di tappeti, acquarello, 1887
  • Serenata araba, acquarello, 1889
  • Menestrelli, acquarello, 1890
  • Giocatori di morra, acquarello, 1892
  • La carovana, acquarello, 1894
  • Il mercante d'armi, acquarello, 1898
Gustavo Simoni, Menestrello
  • Mercato a Sorrento, acquarello, 1901
  • Il gioco, acquarello, 1902
  • Cavalieri arabi, acquarello, 1904
  • Strada di Biskra in Algeria, olio
  • Due negri, olio, s.d.
  • Via del Colonnaro a Palestrina

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Francesco Lomonaco, Acquerelli dell'Ottocento. La Società degli Acquarellisti a Roma, Roma, Fratelli Palombi, 1987, SBN IT\ICCU\CFI\0109071. Presentazione di Giuliano Matteucci.
  • Renato Mammucari, Acquerellisti romani: suggestioni neoclassiche, esotismo orientale, decadentismo bizantino, realismo borghese, Città di Castello (Perugia), Edimond, 2001, SBN IT\ICCU\RML\0109788.

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