Guido Cavani

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Guido Cavani (Modena, 5 ottobre 1897Modena, 23 aprile 1967) è stato uno scrittore italiano.

Nacque a Modena il 5 ottobre 1897 da Remigio e Corinna Brugnoli, primo di cinque figli. La pur dignitosa modestia, della famiglia (il padre era cameriere) non gli permise di frequentare la scuola oltre la terza classe dell'istituto tecnico, costringendolo inoltre, ancora studente, ad entrare precocemente nel mondo del lavoro, dapprima con saltuari incarichi di cascherino e di venditore, poi con quello fisso di fattorino presso la tipografia dell'Immacolata.

Ottenuta in seguito la licenza tecnica, fu assunto come commesso alla libreria Vincenzi, una delle più importanti della città. Chiamato alle armi con la classe 1899 (era stato rivedibile due volte), partecipò al primo conflitto mondiale come soldato semplice, e fu sugli altipiani di Asiago e a Caporetto. Congedato, entrò nell'amministrazione comunale come guardia municipale, impiego modesto che gli permetteva però di dedicarsi alla poesia.

La prima raccolta, Liriche campagnole, uscita nel 1923 dalla tipografia in cui il Cavani aveva lavorato, rivela un predominante timbro pascoliano. La sua seconda pubblicazione, La terra, un dramma d'ambiente contadino in endecasillabi, uscì a Milano dieci anni dopo; il taglio decisamente verista della narrazione − una dura vicenda familiare che in qualche tratto e in qualche personaggio anticipa Zebio Còtal − era trasferito sul piano lirico da una forma classicheggiante che mai scadeva nell'aulico, riuscendo anzi con ammirevole disinvoltura e interessante chimismo ad agglutinare toni e stilerni del linguaggio quotidiano.

Aveva intanto ottenuto di venir sganciato dall'organico, e di passare come bibliotecario all'istituto Lodovico Ferrarini, fondato dall'ornonimo deputato socialista e dotato di mezzi sufficienti per accrescere e aggiornare la già ricca biblioteca, costituita all'origine con lo scopo preciso di offrire un utile e accessibile strumento culturale alle classi meno abbienti. Presso il Ferrarini ebbe opportunità di arricchire e precisare il proprio patrimonio culturale, iniziando anche a misurarsi con vari esponenti della cultura modenese che frequentavano l'istituto.

Nel 1940 uscì presso Guanda Lumi di sera, la sua seconda raccolta di liriche, pubblicata come tutte le altre a proprie spese. Il buon successo di stima tra amici e conoscenti lo incoraggiò. Dal 1940 al '42 compose le 36 poesie che formeranno il volumetto Solitudini (Modena 1950); le memorie autobiografiche (i genitori perduti nel 1928 e nel 1938, una giovinetta "morta diciottenne, primo amore dell'adolescenza", p. 38) si compongono in un livello esistenziale, straordinariamente calibrato nella forma e nelle immagini, attinte quest'ultime a paesaggi e presenze naturalistiche di notevole suggestione. Sarà questo il timbro fondamentale di tutta la produzione lirica del Cavani, che si articolerà negli agili volumetti Fatica di esistere (1953), Misericordia del tempo (1954), Riposo d'ogni giorno (1955), Nei segni della festa (1957), Nei ritorni a me stesso (1960), tutti stampati a Modena, e infine nel postumo Approdare in calma (Modena 1976).

Estintosi nell'immediato dopoguerra l'istituto Ferrarini, il C. rientrò per qualche tempo nell'organico, ma ben presto fu distaccato alla Bibl. Poletti, dove resterà fino al pensionamento. Scrisse intanto e pubblicò su riviste di notevole importanza e diffusione (Palatina, Paragone, La Fiera letteraria, Il Narciso di Torino) poesie e racconti, molti dei quali raccolti in Racconti in penombra (Modena 1967). Del 1956 è la "cronaca sceneggiata in quattro tempi" Silvestro (Modena 1958), segnalata al premio, Marzotto 1958 per il teatro; e nell'ottobre 1958 uscì a Modena, stampato a sue spese, Zebio Còtal, il romanzo che, scoperto da Pasolini e ripubblicato nel 1961 da Feltrinelli, rivelerà il C. alla critica e al pubblico.

Ambientato a Pazzano di Serramazzoni nell'Appennino modenese − dove ora il Cavani è sepolto e dove gli è intitolata una scuola (1977) − Zebio Còtal è dominato dalla figura del protagonista, un contadino violento e protervo, spesso gratuitamente crudele, che distrugge se stesso e la famiglia in preda a un odio cieco e giustificabile solo con l'amara condizione di povertà e frustrazioni in cui è costretto a vivere. In bilico tra l'ideale "romanzo ermetico... e tutto poetico" e un "estremo, sfinito prodotto del verismo verghiano, filtrato magari attraverso le dannunziane Novelle della Pescara" (Pasolini), cui è altrettanto, se non più illuminante, accostare anche Tozzi (Baldacci), il romanzo (nuova edizione, 1975) riesce a sublimare il suo "ritardo" stilistico in una rappresentazione drammaticamente allucinata di una realtà umana e sociale ai limiti dell'assurdo, cui si riesce a guardare senza sentimentalismi e senza compassione, ma con profonda pietà mai inquinata dai cedimenti lagrimosi o dalle imprecazioni melodrammatiche così consueti a tanta narrativa neorealista. Sicché anche la letterarietà del dettato si rivela alla fine eccezionalmente funzionale all'obbiettività della rappresentazione, a creare quella tensione altamente drammatica che costituisce la caratteristica saliente e più inquietante di questo straordinario e insolito racconto, premiato nel novembre 1961 con la targa d'oro del premio Librai milanesi.

L'eccezionale equilibrio raggiunto in Zebio Còtal non si ritrova in Il fiume, scritto tra il marzo 1962 e il marzo 1963, e pubblicato a Modena nel 1965; ed è solo parzialmente presente nell'incompiuto e postumo Creature (1970; in Racconti in penombra), un romanzo di ampio respiro del quale restano solo 15 capitoli e una traccia conclusiva.

Nel 1963 il Cavani ottenne il premio La Secchia, riservato ai modenesi illustri. Da tempo sofferente, il Cavani morì a Modena il 23 Aprile 1967 e venne sepolto presso il cimitero di Serramazzoni insieme ai suoi cari.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha fatto da ragazzo il tipografo; da giovane, il commesso di libreria e l'impiegato in aziende private. Ha preso parte alla prima guerra mondiale come soldato semplice. Dedicatosi alla poesia, appena le sue condizioni finanziarie lo hanno permesso si è improvvisato editore di sé medesimo, pubblicando alcuni libretti di liriche da offrire come dono agli amici. Come Liriche campagnole (1923), Lumi di sera (1940), Solitudini (1950), Misericordia del tempo (1954), Nei ritorni a me stesso (1960).

Alla narrativa è giunto tardi. Zebio Còtal (1958) è il suo primo romanzo, considerato il suo capolavoro[1]; e da quale clima letterario, da quale cultura esso sia germogliato, Pier Paolo Pasolini ha scritto nella sua prefazione al libro[2]. Feltrinelli lo pubblica nel 1961 e gli regala la celebrità.

«Guido Cavani non confonde la pietà con la compassione, non sostituisce l'indulgenza alla carità, non ci offre l'alibi di un atomo di bontà nel suo personaggio per persuaderci a ricordarne l'insopprimibile nature umana.»[3]

Premio Letterario Internazionale "Terra di Guido Cavani"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014, grazie a un'idea di Moreno Coppedè, nasce il Premio Letterario intitolato alla terra dello scrittore modenese, diventato nel 2016 "Internazionale". Di seguito, l'elenco dei vincitori fino a questo momento:

Edizione Anno Ente organizzatore Sede della Finale Iscritti Vincitore

Racconti inediti Senior

Vincitore

Racconti inediti Teen

Vincitore

Ebook editi

Vincitore

Sceneggiature inedite

I 2014-15 APS Gscr Pazzano Vignola 49 Valeria De Cubellis (Riva c/o Chieri, Torino)

"Al di là della strada"

Sezione non presente Sezione non presente Sezione non presente
II 2015-16 APS Gscr Pazzano Maranello 199 Chiara Sbrissa (Castelfranco Veneto, Treviso)

"Primo giorno di primavera"

Elena Zizzola (Piombino Dese, Padova)

"Diario di una ragazza che conosceva il futuro"

Sezione non presente Sezione non presente
III 2016-17 APS Mondo dello Scrittore Serramazzoni[4]

Fiorano Modenese

196 [5]Lisa Laffi (Imola, Bologna)

"La signora degli scontrini"

Elisabetta Cavallin (Marcon, Venezia)

"Rintocchi dal passato"

Elena Grilli (Ancona)

"Come il mare ad occhi chiusi"

S. Barba/G. Orsini (Pescara)

"Cortine"

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Lumi di sera. Guanda, 1940.
  • Silvestro. Ferraguti, 1956.
  • Nei segni della festa. Ferraguti, 1957.
  • Nei ritorni a me stesso. Guanda, 1960.
  • Zebio Còtal. Feltrinelli, 1961 (poi Mondadori, 1976; Giunti, 1996; Covilarte, 2008[6]; Isbn edizioni, 2009[7]).
  • El Camino de cada uno. Ed. Noguer Barcellona 1962 (Edizione in Spagnolo di Zebio Còtal)
  • Il fiume. Cooptip, 1965.
  • Il fiume e altri racconti. Rebellato, 1970.
  • Silvestro e una novella. Rebellato, 1970.
  • Poesie, opera completa a cura di P.Belloi e E.Colombini, Colombini, Modena, 2014 ISBN 978-88-6509-111-1
  • Racconti, introduzione di Fabio Marri, Incontri, Sassuolo, 2014.
  • Guido Cavani - Romanzi: Zebio Còtal, Il fiume, Creature, a cura di Fabio Marri, Patrizia Belloi, Elis Colombini - Modena 2017 - ISBN 978-88-6509-161-6

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce sul Dizionario delle opere Einaudi
  2. ^ Prefazione di P. P. Pasolini Archiviato il 5 febbraio 2013 in Internet Archive.
  3. ^ Dal segnalibro allegato alla prima edizione, a cura dell'Editore
  4. ^ In occasione del 50º anniversario (2017) della morte dell'Autore la Cerimonia di Premiazione delle sezioni Ebook editi e Sceneggiature inedite è stata realizzata a Serramazzoni, città dove il Cavani è sepolto.
  5. ^ Vincitore a seguito della squalifica post-finale del primo classificato.
  6. ^ Prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti
  7. ^ Sito Isbn dedicato al libro Archiviato il 2 novembre 2011 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Per Guido Cavani - Atti della giornata di studio nel XV della morte: Modena, Accademia nazionale di scienze lettere e arti, 24 aprile 1982, a cura di Fabio Marri. Mucchi Editore, 1983.[1]
  • Guido Cavani - Romanzi: Zebio Còtal, Il fiume, Creature, a cura di Fabio Marri, Patrizia Belloi, Elis Colombini - Modena 2017 - ISBN 978-88-6509-161-6
  • Guido Cavani - Poesie, opera completa a cura di Patrizia Belloi ed Elis Colombini - Modena 2014 - ISBN 978-88-6509-111-1

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