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Guerra civile in Sri Lanka

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Guerra civile dello Sri Lanka
Sri Lanka-CIA WFB Map.png
Mappa dello Sri Lanka
Data23 luglio 1983 - 18 maggio 2009
LuogoSri Lanka
EsitoResa del LTTE, vittoria del governo
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Sri Lanka Sri Lanka:
95.000 (2001)
118.000 (2002)
158.000 (2003)
151.000 (2004)
111.000 (2005)
150.900 (2006)[1]
India India:
100.000
Tamil Tiger flag.png Tigri Tamil:
6.000 (2001-2002)
7.000 (2003-2004)
11.000 (2005)
8.000 (2006)
7.000 (2007)[2]
Perdite
Sri Lanka:
almeno 23.327 morti
più di 60.000 feriti
India:
1.200 morti
Almeno 27.000 morti
1.8tai uccisi
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La guerra civile dello Sri Lanka fu un conflitto iniziato nel 1983 e terminato nel 2009. Si trattò di una guerra dove si scontrarono il popolo dello Srilanka composto dal governo dello Sri Lanka, civili Srilankesi : Singalesi, Tamil, Musulmani, Burgher e Malay, contro l'organizzazione Tigri Tamil Tigri di Liberazione del Tamil Eelam. [3] (LTTE).

Il lungo conflitto[modifica | modifica wikitesto]

Le Tigri Tamil sono un gruppo separatista dichiarato terrorista dall'FBI, organizzato militarmente che combatte per la creazione di uno Stato indipendente nel nord e nell'est dell'isola dello Sri Lanka. Si stima siano morte circa 100.000 persone fino ad oggi tra civili srilankesi (militari del governo srilankese) e le Tigri di Liberazione del Tamil Eelam. Questo gruppo separatista si è reso spesso responsabile di attentati nei confronti della popolazione civile srilankese, civili singalesi e tamil, provocando molte vittime, facendo anche uso di attacchi suicidi. Considerata una delle organizzazioni più atroci, anche per via dei molti bambini tamil reclutati e addestrati al combattimento, spesso uccisi dagli stessi terroristi in maniera che il governo srilankese possa così venire accusato sempre più di compiere atti barbarici nei confronti dei civili tamil. Indubbiamente nell'intento di sconfiggere l'organizzazione terroristica delle LTTE da parte del governo srilankese e di conquistare il nord ed est del paese da parte delle LTTE, la guerra ha creato molti morti civili in entrambe le etnie.

Le spese militari hanno causato un rilevante danno per l'economia del paese. Nel 2002 fu mediato un accordo di cessate il fuoco, grazie alla mediazione norvegese. L'elezione del presidente nazionalista Mahinda Rajapaksha nel 2005 ha messo a rischio il processo di pace. Ad inizio del 2008 il processo di pace viene recesso unilateralmente dal Governo dello Sri Lanka, che chiude di fatto le porte ad una risoluzione politica al conflitto. Nel 2009 la pace fu ristabilita sotto il governo di Mahinda Rajapaksha.

Successivamente vennero attivati programmi di ripopolamento nel nord della Nazione per garantire un'equa distribuzione tra civili srilankesi tamil e civili srilankesi singalesi.

I guerra Eelam (23 luglio 1983 – 29 luglio 1987)[modifica | modifica wikitesto]

Intervento indiano (29 luglio 1987 – 24 marzo 1990)[modifica | modifica wikitesto]

II guerra Eelam (1990–1995)[modifica | modifica wikitesto]

III guerra Eelam (1995–2002)[modifica | modifica wikitesto]

IV guerra Eelam - Teatro orientale (2006-2007)[modifica | modifica wikitesto]

IV guerra Eelam - Teatro settentrionale (2006-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo fronte nel 2009[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 novembre 2008 le truppe del governo cingalese attaccano a sorpresa la città e roccaforte Tamil di Kilinochchi, dando vita all'omonima battaglia. Il conflitto inizia con un'azione di riconquista di tutta la zona di Jaffna. L'azione ha successo, poiché il 2 gennaio 2009 l'intera area occupata illegalmente per anni dalle Tigri Tamil passa in mani del governo cingalese, ad eccezione della città di Mullaivitu e della giungla circostante, ancora quartier generale del LTTE. Gli sfollati sono molti, e le ONG epressero il rischio di un possibile isolamento della popolazione civile Tamil, che poteva avere conseguenze gravi per quanto riguarda la mancanza di viveri e di epidemie. Il 25 gennaio 2009 le truppe dello Sri Lanka entrano a Mullaivitu ed ingaggiano un'aspra battaglia con i ribelli LTTE. In un solo giorno le truppe governative hanno la meglio, riuscendo ad entrare in città. Alle Tigri Tamil rimangono le basi nella giungla. Ma nel marzo 2009, nonostante la creazione di molti corridoi umanitari aperti dal governo dello Sri Lanka per consentire il salvataggio di vittime innocenti, fonti ONU sottolineano come in realtà ci siano ancora state numerose vittime. Tra il 10 marzo 2009 ed l'11 marzo 2009, svariati attentati suicidi fanno 14 morti tra i civili singalesi.

Nei due mesi successivi, più volte le Nazioni Unite chiesero a gran voce una tregua per fermare il disastro umanitario, ma il Governo dello Sri Lanka voleva sconfiggere definitivamente l'LTTE, limitandosi a creare corridoi di fuga e umanitari. Nonostante ciò, le vittime civili continuavano ad aumentare in maniera esponenziale: in due mesi, secondo fonti ONU, si giuse a 6 500 [4]. Il 26 aprile 2009, stremati dalle azioni governative, gli esponenti del Tamil Eelam dichiararono tregua unilaterale. Ma l'esercito non si fermò, e il 10 maggio 2009 eliminò altre 378 persone, sia militanti che civili.
La fine del conflitto avvenne dopo 25 anni il 17 maggio 2009, quando le Tigri Tamil si trovarono irrimediabilmente accerchiate durante uno dei numerosi scontri con l'esercito e si arresero. Il giorno successivo, 18 maggio 2009, il leader e fondatore delle Tigri Velupillai Prabhakaran fu ucciso in un'imboscata organizzaza da soldati governativi. Il numero delle vittime totali della guerra si stima essere non inferiore alle 700 000. A tale proposito alcuni servizi giornalistici hanno sottolineato il fatto che durante questo conflitto le forze regolari singalesi hanno giustiziato numerosi prigionieri di etnia tamil.[5] Durante e conseguente la guerra avvenne una grande diaspora da parte della popolazione Tamil simpatizzante per le tigri LTTE molti dei quali non vennero più accettati nello Sri Lanka, a causa delle loro idee a favore della guerra. Molti di loro, comunque, occuparano posizioni di rilievo all'estero, soprattutto in ambito mediatico.

Fine del conflitto[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 maggio 2009 lo Sri Lanka dichiara vinta la guerra e il giorno successivo le tigri Tamil dichiarano la loro sconfitta. Il 5 agosto 2009 – Selvarasa Pathmanathan, Il nuovo capo degli LTTE venne arrestato all'hotel Tune, Kuala Lumpur (Malesia), da un'unità dei servizi segreti srilankesi, con la collaborazione delle autorità locali e riportato in Sri Lanka.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ International Institute for Strategic Studies, Armed Conflicts Database
  2. ^ Opposition leader rebutts Sri Lankan government claims Archiviato il 26 dicembre 2008 in Internet Archive.
  3. ^ In Tamil: தமிழீழ விடுதலைப் புலிகள்.
  4. ^ BBC
  5. ^ Sri Lanka execution video: evidence of war crimes? - Channel 4 News

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Estratto - intervista ai giovani Tamil d'Italia sulla questione della guerra civile in Sri Lanka tra il governo Singalese e l'etnia Tamil.
  • Tamilaction - notizie in lingua italiana sulla guerra in Sri Lanka.
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