Grotta di Macereti

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Grotta di Macereti
Grotta di Macereti.jpg
Entrata della grotta con epigrafe
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
ProvincePistoia Pistoia
ComuniSan Marcello Piteglio-Stemma.png San Marcello Piteglio
Altitudine600 m s.l.m.
Profonditàm

«In questa solitudine
chiamata Macereti»

(Massimo d'Azeglio, Niccolò de' Lapi ovvero i Palleschi e i Piagnoni, Felice Le Monnier, Firenze, 1866)

La Grotta di Macereti è un antro che si trova ai piedi del monte detto "Il Cerreto" nel comune di San Marcello Piteglio sotto la SP 18 nel tratto San Marcello-Spignana, nella zona detta appunto di Macereti cioè "delle macerie" dove si accumulavano gli scarti di lavorazione della pietra serena ivi estratta ed elaborata dagli scalpellini. Si pensa infatti che la grotta sia di origine antropica, data dall'attività estrattiva nel ventre della montagna.

Morfologia e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La grotta è costituita da un enorme macigno di pietra serena poggiato direttamente sul terreno, il cui pertugio d'entrata ha dimensioni di 0,30 x 0,60 metri costituito da due speroni di roccia nuda affiorante e da altre pietre poste a formare una base d'appoggio per una rudimentale porta in legno (andata persa). Si addentra per 6-7 metri di profondità nella montagna ed ha una superficie interna di circa 20 metri quadrati. L'interno della grotta è costituito da una pavimentazione rocciosa di Arenaria con la presenza di ghiaie, terreno e grossi sassi. In ogni stagione la temperatura interna della grotta rimane pressoché costante

I racconti sulla Grotta[modifica | modifica wikitesto]

Lisa De' Lapi[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo di Massimo d'Azeglio "Niccolò dè Lapi", ambientato all'epoca dei Medici del XVI secolo, si narra che la figlia di Niccolò, Lisa dè Lapi, trovò rifugio nella grotta di Macereti, ove poi morì e fu sepolta dalla pietà popolare nel camposanto di San Marcello. Prima dell'ultima guerra una targa, messa dal fascismo e posta sopra l'ingresso della grotta, ricordava il fatto[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Associazione Culturale Vallelune, Itinerari Lancisa-Mammiano, su vallelune.it'.
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