Gregorio Caloprese

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Gregorio Caloprese

Gregorio Caloprese, indicato anche come Gregorio Caroprese, Caropreso, Calopreso (Scalea, 1654[1]Scalea, 31 marzo-1º aprile 1715), è stato un filosofo, medico e matematico italiano[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gregorio Caloprese nacque a Scalea nel 1654, da Carlo e da Lucrezia Gravina, che si sposarono a Roggiano nel 1653, cade così la leggenda che Gregorio fosse nato nel 1650, quando i suoi genitori ancora non si conoscevano [3].

«Da onestissimi parenti, di condizione cittadina, nella terra di Scalea, posta nel paese dei Bruzii, trasse, nel 1650, i suoi natali Gregorio Caloprese, o Caroprese...Fu celebre pel suo ingegno, e per l'universale sua letteratura. Visse molto tempo in Napoli, e in Roma; finalmente tornato alla patria vi morì nel 1715 all'età di 65 anni...»[4]»

I suoi genitori si resero presto conto dell'intelligenza del loro figliolo e lo avviarono a studiare a Napoli sotto la guida del letterato Giuseppe Porcella [5] Si laureò successivamente nel campo a lui più congeniale della medicina. Rimase sempre in rapporto da Scalea, dove si era ritirato, con i centri intellettuali di Napoli e Roma dove risiedeva suo cugino Gian Vincenzo Gravina e dove lo stesso Caloprese soggiornò sul finire del'600.

A Scalea fondò una scuola [6] che ebbe una certa rinomanza e partecipò all'attività culturale dell'Accademia di Medinaceli traendone ispirazione per i suoi interessi antiautoritari e antidogmatici scientifici e filosofici che lo fecero schierare dalla parte di coloro che subordinavano l'indagine naturalistica al metodo razionale di tipo cartesiano.

Vico, Metastasio [7], Giannone lo qualificano come «gran renatista»[8] ma la sua reale posizione filosofica è piuttosto da rintracciare in chi era a lui più vicino: il suo discepolo Francesco Maria Spinelli che racconta come Caloprese, tornato da Napoli a Scalea visse dei proventi di alcune sue proprietà praticando la medicina solo per i suoi amici e i poveri e che descrive la scuola di Caloprese come fondata sullo studio letterario e scientifico e l'esercizio fisico nella convinzione del rapporto tra mente e corpo. Alla lettura dei testi di Cartesio si associava quella di Lucrezio e Bacone secondo l'ideale teorico di una sintesi di sperimentalismo e atomismo, razionalismo e mentalismo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Dell'origine degli imperi. Un'etica per la politica, versione moderna con testo a fronte e note di Enrico Esposito, introduzione di Alfonso Mirto, Milano, Salviati, 2002.
  • Opere, a cura di Fabrizio Lomonaco e Alfonso Mirto, Napoli, Giannini, 2004.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfonso Mirto, editore delle Opere di Caloprese, avverte che il personaggio nacque nel 1654 e non nel 1650 come erroneamente indicato nell'epigrafe del busto a lui dedicato
  2. ^ Ove non indicato diversamente, le informazioni contenute nel paragrafo "Biografia" hanno come fonte: Amedeo Quondam, Dizionario biografico degli Italiani (2006) alla voce corrispondente
  3. ^ Notizie su questi aspetti della vita di Caloprese, cugino di Gianvincenzo Gravina in: Francesco Guzzolino, Gian Vincenzo Gravina, Castrovillari 1993
  4. ^ in Luigi Accattatis, Le biografie degli uomini illustri delle Calabrie, Cosenza, dalla tip. Municipale (poi: dalla tip. della Redenzione, e poi dalla tip. Migliaccio), 1869-1877 (ristampa anastatica A. Forni, 1977)
  5. ^ «Meravigliosa vivezza d'ingegno ed acume d'intendimento comparvero in lui sin dai più teneri anni, e gran diletto di apprendere; per cui gli avveduti genitori, solleciti di coltivare in lui si belle doti, apparati nella patria i primi rudimenti delle lettere lo inviarono di buon'ora in Napoli per imprendervi l'usato corso degli studii. Ebbe da prima a maestro delle lettere umane Giuseppe Porcella insigne letterato a quel tempo, e non ignobil poeta. Sotto la costui disciplina molto si approfittò, congiungendo alla fertilità d'ingegno fervente non interrotta applicazione; di modo che egli fece la soddisfazione del Maestro e dei suoi genitori, e l'emulazione dei compagni.» (In L. Accattatis, op. cit.)
  6. ^ «Nella sua patria intanto per qualche tempo era egli stato, dove date avea le prime letterarie istituzioni al celebratissimo Giov. Vincenzo Gravina, suo cugino per madre» (In L. Accattatis, op. cit.).
  7. ^ «...ed ebbe il vanto d'istruire nelle materie filosofiche, in cui era versatissimo, il gran Metastasio, che seco avea per ciò condotto alla sua patria, come attesta il Metastasio medesimo in una sua lettera scritta da Vienna nel 1769» (in L. Accattatis, op. cit.).
  8. ^ G. Petronio, L'attività letteraria in Italia, Palumbo, Palermo 1987, p. 376: «Gregorio Caloprese, che abitava allora alla Scalea in Calabria, [...] godeva gran fama come uno dei maggiori cartesiani italiani ('gran renatista' lo dissero, fra gli altri, il Vico e il Giannone)».

Studi critici[modifica | modifica wikitesto]

  • Rena A. Syska-Lamparska, Letteratura e scienza. Gregorio Caloprese teorico e critico della letteratura, Napoli, Guida, 2005.
  • Alfonso Mirto, Contributo alla biografia e alla bibliografia calopresiane, Napoli, Liguori editore, 2010
  • Diego Forestieri, La civil società e il viver civile: una lettura sociologica delle Lezioni dell'Origine degli Imperij di Gregorio Caloprese, in «Rivista di Studi Politici», n. 4, Roma, Editrice Apes, 2010.

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Controllo di autoritàVIAF (EN61676961 · ISNI (EN0000 0000 6138 1610 · SBN IT\ICCU\LO1V\090566 · LCCN (ENn85344896 · GND (DE118969048 · BNF (FRcb129181023 (data) · BNE (ESXX1503261 (data) · BAV (EN495/105223 · CERL cnp01356409 · WorldCat Identities (ENlccn-n85344896