Granat (satellite)

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L'osservatorio spaziale Granat.

L'Osservatorio Astrofisico Internazionale Granat era un osservatorio spaziale sviluppato dall'Unione Sovietica RKA in collaborazione con Francia, Danimarca e Bulgaria.

Analogamente al satellite Astron, fu basato sulla struttura delle sonde sovietiche Venera. Fu lanciato il 1º dicembre 1989 dal cosmodromo di Baikonur con un razzo vettore Proton e piazzato in un'orbita molto eccentrica (inizialmente da 2.000 a 200.000 km) con un periodo di quattro giorni, di cui tre erano dedicati alle osservazioni. Fu operativo per quasi nove anni.

Il satellite pesava 4,4 tonnellate e aveva lo scopo di osservare l'universo nelle bande dei raggi X e raggi gamma. Portava a bordo i seguenti strumenti:

  • SIGMA, un telescopio di fabbricazione francese per l'osservazione a raggi gamma;
  • ART-P, un telescopio per osservazione a raggi X di fabbricazione sovietica;
  • ASR-S, uno spettrometro a raggi X di costruzione sovietica;
  • WATCH, quattro strumenti danesi per il l'osservazione sistematica del cielo alla ricerca di nuove sorgenti di raggi X;
  • PHEBUS, uno strumento francese per la rilevazione di lampi gamma e sorgenti transitorie di raggi X;
  • KONUS-B, uno strumento sovietico per la rilevazione di fotoni e per la spettroscopia a raggi gamma;
  • TOURNESOL, uno strumento francese composto da due rilevatori di fotoni per osservare l'equivalente ottico di fenomeni ad alta energia in raggi X e raggi gamma.

Granat osservò molte sorgenti galattiche ed extragalattiche di raggi X, con particolare riguardo a pulsar, novae, possibili buchi neri e nuclei di galassie. Il satellite rimase in funzione fino al novembre 1998. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica il satellite fu ereditato dalla Russia, ma si pose il problema di reperire i fondi per il proseguimento della missione, cosa che fu risolta grazie ad un maggiore impegno finanziario della Francia.

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