Giuseppe Caito

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Giuseppe Caito
GiuseppeCaito.JPG
Capitano di Corvetta Giuseppe Caito (a destra)
NascitaTrapani, 2 gennaio 1906
Mortegolfo di Biscaglia, 24 maggio 1943
Cause della morteCaduto in azione
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Marina
SpecialitàSommergibilista
GradoCapitano di corvetta
CampagneMediterraneo; Campagna italiana dell'Atlantico
Comandante disommergibili Narvalo e Enrico Tazzoli
Decorazionivedi qui
Studi militariRegia Accademia Navale di Livorno
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Giuseppe Caito (Trapani, 2 gennaio 1906golfo di Biscaglia, 24 maggio 1943) è stato un militare italiano, ufficiale sommergibilista della Regia Marina, deceduto durante la seconda guerra mondiale, ricordato per il suo comando dei regi sommergibili Narvalo e Tazzoli, su cui morì col grado di capitano di corvetta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Trapani il 2 gennaio 1906, figlio di Francesco e Leonarda Scalabrino.[1] Arruolatosi nella Regia Marina fu ammesso a frequentare la Regia Accademia Navale di Livorno, da cui uscì con il grado di guardiamarina.[2] Divenuto tenente di vascello, all'atto dell'entrata in guerra del Regno d'Italia (10 giugno 1940) era al comando del sommergibile Narvalo operante in Mediterraneo in forza alla LI Squadriglia Sommergibili (V Gruppo Sommergibili di Lero). Nel settembre 1941 il Narvalo, in agguato nelle acque di Capo Bon, rilevò tra il 27 e 28, movimenti di attività avversarie e lanciò 2 siluri contro una grande piroscafo, con esito non accertato.[3]

Lasciò il comando del Narvalo nel giugno 1942 e, promosso capitano di corvetta, svolse il ruolo di comandante in seconda a bordo di un cacciatorpediniere. Ai primi di marzo del 1943[4] sostituì nel comando del Tazzoli il parigrado Carlo Fecia di Cossato.[4] Tale unità era assegnata alla base navale BETASOM di Bordeaux (Francia).[4] Dopo aver curato l'adattamento del sommergibile al trasporto di materie prime da scambiare col Giappone, e addestrato l'equipaggio alla lunga traversata, salpò con il Tazzoli il 16 maggio con a bordo un equipaggio ridotto a 51 uomini (5 ufficiali) e 165 tonnellate di materiali. Il sommergibile sarebbe dovuto arrivare a Singapore, allora sotto controllo giapponese, navigando isolatamente e mettendosi di tanto in tanto in contatto radio con la base al fine di comunicare la propria posizione.[4]

Il primo contatto sarebbe dovuto avvenire il giorno 24 ma l'unità non diede più sue notizie, probabilmente affondata senza superstiti da una mina posata da aerei alleati nel golfo di Biscaglia[N 1] subito dopo la sua partenza.[4]

Il 19 gennaio del 1945 gli fu assegnata la Medaglia d'argento al valore di Marina[5]. Decorato anche con due Medaglie d'argento, tre di bronzo e due Croci di guerra al valor militare.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore militare
«”sul campo”. Mediterraneo 10 giugno 1941-25 maggio 1942 e 5-12 luglio 1942
— Decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1952
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore militare
«Ufficiale superiore animato da elevato sentimento del dovere, nel secondo e terzo anno del conflitto 1940-43, al comando di sommergibile e quale comandante in 2ª di cacciatorpediniere, effettuava numerose missioni di guerra in acque particolarmente contrastate dall'avversario. In ogni circostanza assolveva il proprio compito con coraggio, perizia professionale ed elevato spirito combattivo. Designato per rischiosissima impresa al comando di sommergibile oceanico, non rientrava alla base, immolando la propria esistenza per la maggior gloria della Patria. Mediterraneo-Atlantico, 10 giugno 1941-24 maggio 1943
— Decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1952
Medaglia di bronzo al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore militare
«Ufficiale in 2ª di sommergibile, in un'ardita missione di guerra nella quale l'unità affondava un incrociatore nemico, coadiuvava efficacemente il proprio comandante, dimostrando sereno coraggio e perizia. Mediterraneo orientale, 5-22 giugno 1940
— Regio Decreto 2 ottobre 1941.[1]
Medaglia di bronzo al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore militare
«Ufficiale in 2ª di sommergibile oceanico, in missione di guerra in Atlantico, in particolari difficili condizioni si dimostrava efficace collaboratore del proprio comandante nell'assicurare il funzionamento di tutti i servizi, e dava prova in ogni circostanza di sprezzo del pericolo e di elevato sentimento del dovere. Oceano Atlantico, dicembre 1940-gennaio 1941
— Regio Decreto 2 dicembre 1941
Medaglia di bronzo al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valore militare
«Mentre si verificavano esplosioni dovute a mezzi insidiosi avversari, si portava audacemente con battello presso unità militari e mercantili sullo scafo delle quali risultavano applicati ordigni esplosivi, e si prodigava con coraggio e perizia per effettuare la tempestiva rimozione. Con tale ardito gesto assicurava l'incolumità delle navi, dimostrando alto senso del dovere e noncuranza del pericolo. Costa della Sicilia Occidentale, 3 gennaio 1943
— Decreto del Presidente della Repubblica 29 gennaio 1948
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Mediterraneo-Atlantico, 10 giugno 1940-9 giugno 1941
— Determinazione del 22 settembre 1944.
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Atlantico-Mediterraneo, 20 luglio 1942-31 agosto 1943
— Determinazione del 22 settembre 1944.
Medaglia d'argento al valore di Marina - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore di Marina
— 19 maggio 1945

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo fonti inglesi sarebbe affondato già il giorno 16 al largo della foce della Gironda, dove erano in corso grandi operazioni di minamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.26 del 2 febbraio 1942, pag.420.
  2. ^ Pinum.
  3. ^ Con la pelle appesa a un chiodo.
  4. ^ a b c d e Sommergibili.
  5. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, su gazzettaufficiale.it, 19 maggio 1945, p. 722, Registro Marina n. 2, foglio n. 123.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Erminio Bagnasco, In Guerra sul Mare. Navi e marinai italiani nel secondo conflitto mondiale, Parma, Ermanno Albertelli Editore, 2005, ISBN 88-87372-50-0.
  • (EN) Maurizio Brescia, Mussolini's Navy. A Reference Guide of Regia Marina 1930-1945, Barnsley, Seaforth Publishing, 2012.
  • Giorgio Giorgerini, La guerra italiana sul mare, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002, ISBN 978-88-04-50150-3.
  • Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002, ISBN 978-8-80450-537-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]