Giovanni Grasso (1792-1863)

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Giovanni Grasso (Aci Catena, 1792 ca. – Catania, 1863) è stato un impresario teatrale italiano capostipite della famiglia Grasso di artisti teatrali catanesi[1], considerato anche il fondatore dell'Opera dei pupi siciliana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque ad Aci Catena in provincia di Catania nel 1792 da Mariano e Vincenza Spina.[2] Venditore ambulante di fustagno e di pelli, svolgeva la sua attività a Catania nel popolare rione della Civita, dove ogni giorno si recava dal suo paese natale.[3]

Fuggito a Napoli nel 1859 per sottrarsi alle ricerche dei doganieri borbonici, nella città partenopea lavorò al Teatro della Stella Cerere[4], dove Grasso fece apprendistato dell'arte teatrale ed assistette per la prima volta allo spettacolo delle marionette napoletane.[5] Grasso, rimasto colpito dallo spettacolo delle marionette, ne acquistò alcune e tornato a Catania nel 1861, aprì un suo teatro e inaugurò la prima Opera dei pupi in Sicilia.[4] Secondo Nino Martoglio, il periodo di soggiorno del Grasso a Napoli, rappresenterebbe una leggenda e in realtà il medesimo avrebbe appreso l'arte marionettistica sempre a Catania, dove incontrò un Carro di Tespi napoletano in cui agivano Pulcinella e Colombina.[4] Tra le principali rappresentazioni, le storie dei Reali di Francia e quella de Il Guerrin Meschino.[6]

Alla sua morte avvenuta nel 1863, la sua attività venne proseguita da due dei suoi sette figli avuti dalla moglie Maria Quattrocchi[2], Giovanni (1817-1887) e Angelo (1834-1888), quest'ultimo padre del noto attore teatrale Giovanni Grasso (1873-1930).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia dello Spettacolo, vol. 5, Roma, Le Maschere, 1962, p. 1643.
  2. ^ a b Albero genealogico dei Grasso (JPG), su ianomessina.it. URL consultato il 12-10-2017.
  3. ^ F. De Felice, Storia del teatro siciliano, Catania, Giannotta, 1956, p. 86.
  4. ^ a b c G. Ganci Battaglia, Storia di Sicilia: (dalle origini all'autonomia) letteratura, arte, vita economica, folklore, tradizione., Palermo, Denaro, 1965, p. 232.
  5. ^ Valentina Venturini Dal Cunto all’Opera dei pupi (PDF), su www-static.cc.univaq.it. URL consultato il 12-10-2017.
  6. ^ Il Secolo XX: rivista popolare illustrata, vol. 2, Milano, Società Editoriale Italiana, 1903, p. 573.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]