Giovanni Baldesio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Giovanni Baldesio (Casalmaggiore, 30 marzo 1052Cremona, 1128) è stato un politico italiano.

Stemma Baldesio
Cremona, Loggia dei Militi, lo stemma della città con l'aggiunta del braccio con la palla.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nativo forse di Casalmaggiore,[1] appartenne alla nobile famiglia cremonese Baldesio. Soprannominato in lingua lombarda Zanén de la Bàla,[2] nel 1081 ricoprì la carica di gonfaloniere maggiore della città.[3]

In epoca medievale, Cremona era sotto il Sacro Romano Impero e pagava ogni anno all'imperatore una tassa consistente in una palla d’oro di cinque chili. Per liberare la città da questo tributo, i cremonesi delegarono Zanén de la Bàla a sfidare in combattimento Enrico IV di Franconia, figlio di Enrico III, e in caso di vittoria la città non avrebbe più pagato il tributo.[4] Andò così e Cremona divenne libero comune. Rientrò trionfante in città e i cremonesi concessero a Giovanni di sposare la giovane Berta, figlia di Landolfino de' Tolentini, che gli portò in dote ricche proprietà terriere.[5]

La storia di Giovanni Baldesio è presente nello stemma di Cremona, visibile sotto il portico della Loggia dei Militi e dal simbolo che compare nello stemma comunale: un braccio con la palla e la scritta fortitudo mea in brachio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Albertoni, Baldesio e Berta ossia una vittoria dei Cremonesi, p. 79, Pavia, 1844.
  2. ^ Tutto deriva da una leggenda popolare, quella di Zanen de la Bala, o, in forma più aulica, Giovanni Baldesio., su turismocremona.it. URL consultato il 12 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2017).
  3. ^ Giovan Battista di Crollalanza, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili o notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, 1886, Vol.1.
  4. ^ Una versione della leggenda di Giovanni Baldesio.
  5. ^ L. Tettoni, F. Salandini, Teatro araldico, ovvero armi ed insegne gentilizie delle più illustri e nobili casate, Pavia, 1841.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]