Giacinto Ferrero

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Giacinto Ferrero (Torino, 1862Torino, 1922) è stato un generale italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Militare di carriera, allo scoppio della prima guerra mondiale era Maggior generale e fu dislocato sul fronte dolomitico al comando delle brigate "Spezia" e "Perugia". Fece parte nel dicembre 1915 del Corpo di spedizione italiano in Albania: una brigata al suo comando occupò la roccaforte di Durazzo, ma dovette evacuarla nel febbraio 1916 via mare[1].

Tornato in Italia e promosso tenente generale, fu posto al comando della brigata di fanteria "Palermo" e poi della "Cagliari". Dopo aver sistemato la difesa sul Tagliamento[2], tornò in Albania nel dicembre e assunse il comando dell'armata italiana.

Il 3 giugno 1917, in occasione dell'anniversario dello Statuto albertino, emanò il cosiddetto "proclama di Argirocastro", autorizzato da Sidney Sonnino, con cui si assicurava l'indipendenza albanese sotto protettorato italiano[3].

Nel luglio 1918 fu nominato Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia. Nel settembre 1919 era al comando delle truppe italiane che dovevano impedire l'ingresso di Gabriele D'Annunzio a Fiume[4].

Le sue gesta sull'altipiano di Asiago ispirarono Emilio Lussu, per uno dei personaggi più fanatici ed odiati dai soldati, il generale Leone, nel suo libro Un anno sull'Altipiano.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 27 luglio 1918[5]
Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 28 dicembre 1916[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ rinodistefano.com
  2. ^ paginedidifesa.it
  3. ^ storiologia.it
  4. ^ xoomer.virgilio.it
  5. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.