Gennaro Pardo

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Le colonne rialzate del tempio C di Selinunte

Gennaro Pardo (Castelvetrano, 12 aprile 18654 settembre 1927) è stato un pittore italiano.

L'ultimo fedele continuatore di Francesco Lojacono, il Pardo, divenuto popolare come "il pittore di Selinunte", testimonia la rinnovata fortuna di quello splendido sito archeologico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue prime esperienze artistiche ebbero inizio negli anni del liceo sotto la guida di Augusto Palumbo a Trapani. Finito il liceo fu nel 1884 a Palermo per frequentare i corsi della facoltà di Giurisprudenza. Fu proprio qui che cominciò l'amicizia con Francesco Lo Jacono, rinomato pittore del momento che lo incoraggiò all'arte. Così le sue prime opere risentono del maestro e amico.

Nel 1890 consegue la laurea in Giurisprudenza e nel 1892 prestò servizio militare a Napoli.
Cominciò così per Pardo quel periodo che anche stilisticamente possiamo chiamare napoletano e che si protrasse fin dopo che ebbe terminato gli studi accademici.

L'Heraion di Selinunte

Nel 1898 lascia l'Istituto di Belle Arti per ritornare nella città natale dove restaura gli affreschi della Chiesa di San Giovanni Battista che erano stati da poco danneggiati da un incendio; e tra il 1900 e il 1904 realizza un nuovo ciclo di affreschi sulla volta della navata centrale, con Storie di San Giovanni Battista e figure allegoriche.
Nel 1904 alla Promotrice "Salvator Rosa" di Napoli espose un Empedocle tra i selinuntini; a Palermo espose Le braccia che non combattono, e a Milano, nel 1906, alla Mostra tenutasi per l'inaugurazione del nuovo Valico del Sempione, Dall'Acropoli.

Più tardi rinuncerà definitivamente alle composizioni storiche e mitologiche per dedicarsi al paesaggio campestre e marino. Il colore diviene più fluido e brillante, la pennellata più sciolta.

Dopo la prima guerra mondiale Pardo attraversa un periodo di sconforto e di crisi in cui comunque riesce ancora a dare delle belle opere pittoriche. Nel 1927 partecipò alla Promotrice di Torino.

Gli è stata dedicata una Scuola con il nome di Istituto Comprensivo Gennaro Pardo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Delle sue opere si ricordano:

  • Campagne di Castelvetrano
  • Marina di Selinunte
  • Giardino
  • Rovine di Selinunte
  • Marinella
  • Spiaggia con rocce
  • Scirocco
  • Arco
  • Bosco
  • Il vaso di Pandora[1]
  • Particolare attenzione merita la tela del sipario raffigurante Empedocle tra i Selinuntini, presso il Teatro Selinus a Castelvetrano[2].

Sue opere si trovano presso la Civica Galleria Empedocle Restivo a Palermo e nella sala Consiliare di Castelvetrano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ David Camporeale, Di due “opere pubbliche” di Gennaro Pardo conservate a Castelvetrano, su istitutoeuroarabo.it.
  2. ^ David Camporeale, Il sipario del Teatro "Selinus" dipinto da Gennaro Pardo di David Camporeale. URL consultato il 21 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Geraci: G.Pardo in Emporium,LXXIII,437,Maggio 1931.
  • Catalogo della mostra (G.Pardo, Castelvetrano, Municipio, 1958) a cura di B. Patera.
  • D. Camporeale, Gli affreschi di Gennaro Pardo nella Chiesa di San Giovanni Battista in Castelvetrano, in Arte Cristiana, anno CV, n. 898, gennaio-febbraio 2017.
  • D. Camporeale, Riscoprire Gennaro Pardo, Palermo 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pardo, Gennaro, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 21 aprile 2015.
Controllo di autoritàVIAF (EN4577148876459449740002 · GND (DE1126650420 · WorldCat Identities (EN4577148876459449740002